less is more? sempre?

Da che parte stare

(CC) Donato Accogli: nessuna modifica fatta all’immagine: licenza

Gli autori inglesi spesso dicono che “less is more”, ovvero che “il meno è meglio” e lo dicono in riferimento a un testo narrativo. Un po’ come dire: “bando alle ciance veniamo ai fatti”. Ovvero, in una storia devi scrivere l’essenziale, perché ogni elemento che è in più dà fastidio, rallenta, distrae, crea uno strato di grasso.

E quindi, niete frasi troppo ampollose, ma anche nientre frasi fatte. Perché usare frasi fatte sentite e risentite se risolvo con una sola parola? Che possa essere un verbo o un aggettivo. E proprio in merito agli aggettivi basta usarne uno solo invece di eccedere.

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Fortitude, Lost: quando l’incipit è di base

Quando si scrive narrativa, sia essa varia, sia di genere, è fondamentale avere un incipit di fuoco o quasi. Quando poi si parla di una serie televisiva, allora il concetto non può essere da meno, anzi, è ancora più amplificato, visto che l’impatto visuale ha necessità ancora più spinte. Gli Americani, gli Inglesi, sono molto forti sulle serie televisive. Chi non ricorda Lost? Ti buttava direttamente nell’azione. L’aereo è precipitato, ora un pezzo alla volta vediamo chi c’era nell’aereo, cosa fa, perché, cos’è quest’isola, come faranno per salvarsi e chi ci riuscirà. Continua a leggere “Fortitude, Lost: quando l’incipit è di base”

L’interpretazione della realtà per uno scrittore

(c) Vincepal CC
(c) Vincepal CC

Succedono spesso varie cose nel mondo, dovunque ci si giri c’è materiale per una storia, per centinaia di migliaia di storie e, naturalmente, per definirla davvero storia da romanzo, da racconto, deve succedere che il testo  deve trascinare e coinvolgere il lettore.

Il mondo è un’osteria, dice un cantautore. Ci trovi di tutto e di più. Spesso le realtà supera la fantasia. A volte situazioni reali sembrano uscite da romanzi e inventate e, invece, accompagnano l’esistenza, sono la realtà. E lo scopri solo se le hai vissute sulla tua pelle o se le hai sentite quanto meno in empatica per la gran vicinanza, perché il tema ti scaldava, ti metteva in discussione, ti faceva pensare tanto.

Qual è il compito dello scrittore? Esiste un compito per lo scrittore?

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Comunicazione e sinteticità

Capisco che la miglior comunicazione sta nella sinteticità.

Bene.

Per “Le parole confondono” creai un booktrailer non male, ma forse un po’ lungo (97 secondi)… l’attenzione si perde dopo i primi 10 secondi, così ho creato 7 clip di media durata pari a 10 secondi.

Se vi va di condividerle Dio vi benedirà. Le condivisioni non si pagano ancora. Quando accadrà non vi si chiederà più di farlo.

Ecco le prime due:

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Letture estive in e-book

Con questo articolo ci salutiamo per ritrovarci a settembre.

Visto che è estate, magari vuoi leggere.

Posso consigliarti alcuni e-book.

Andremo da 0 a 3,99 euro.

[1] A costo 0 ci sono i “Racconti dall’isola“, una raccolta di 6 racconti che spaziano dai racconti di narrativa tradizionale ai racconti di genere (horror e fantasy) disponibili su Kobo Books (non serve registrarsi se accedi con un computer Desktop). Festeggia appena un mese dalla sua uscita.

[2] Per 99 centesimi troverai un racconto lungo, ovvero “Viaggio dentro una storia“, di genere fantastico.

[3] Per 1,49 euro troverai una raccolta di 15 racconti di narrativa, ovvero “Deve accadere” che, qualche giorno fa, ha festeggiato un anno dalla sua uscita.

[4] E al costo di 3,99 euro il romanzo di narrativa “Le parole confondono“, che festeggia appena un mese dalla sua uscita.

Buone letture.

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Il bello della fiction

Fiction, termine inglese che indica le storie inventate, la narrativa, insomma.

Qual è il bello della fiction per me? È il fatto che non riesco a scrivere pur avendo diverse idee. Ci sono diverse cose che mi bloccano, che mi fanno divagare e mal usare il tempo che ho a disposizione.

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