Il prezzo giusto di un e-book


Bella questione, bel grattacapo da sempre.

Qual è il prezzo giusto per un e-book? Probabilmente non esiste. Il prezzo giusto è quello che un lettore è disposto a spendere. Detto questo potremmo anche concludere l’articolo? Magari sì.

Eppure qualche ragionamento lo voglio fare.

Non tutti hanno conoscenze tecniche di e-book. Gran parte degli e-book di un grande editore hanno il DRM e non superano il test di validità. Questo basterebbe a far sì che nessuno li compri, giusto? Certo che no.

Credo che l’80% di chi compra e-book non sappia cosa sia il DRM e il 99% non sappia cosa sia la validazione, alla fine se ho un lettore e-book devo leggere un testo e se il testo si legge a me non importa di problematiche tecniche, giusto?

Solo iBooks

Una volta comprai un e-book su un distributore italiano e su mio defunto Asus DR-900 lo visualizzava male. I caratteri cambiavano font e dimensione sul display. Dopo un certo capitolo in poi ogni paragrafo aveva un font e una dimensione di carattere diverso. Diedi uno sguardo al codice dell’e-book e capii il perché, non avrebbe mai potuto vedersi meglio! Me ne lamentai su twitter e mi fu detto “si vede bene su iBooks”. Ho reso il concetto? Basta che si veda bene sull’applicazione di lettura e-book di Apple, il resto è fuffa. Chi vuoi non abbia un iPad dentro il cassetto? Ma è chiaro. La gente spende 600 euro per un iPad e poi se gli chiedi di spendere 3.99 euro per un e-book ti guardano con un odio e un disgusto che ti vai a nascondere sotto il letto.

3.99 euro? Ah, ma perché il prezzo giusto è quello? Ecco no. Torniamo indietro.

Io ce l’ho più grande del tuo… l’e-book

Ho visto un e-book di una casa editrice. Amazon riporta 30 pagine e… costo: 2,99 euro. Una media di 10 centesimi a pagina kindle 😀 . Quando a dicembre scorso ho pubblicato “Viaggio dentro una storia” temevo che mi avrebbero riempito di insulti perché presentavo un e-book di 37 pagine kindle a 0,99 euro. Visto che su Amazon ci sono romanzi di 0,99 centesimi. Non cito l’e-book, non cito l’autore e nemmeno la casa editrice perché dopo la vicenda della denuncia al Writers Dream si sono aperti scenari giuridici allucinanti. Posso immaginare che per presentare un autore in e-book ha dei costi per cui o l’autore rinuncia in todo alle royalties o non puoi scendere sotto i 3 euro. Ma è abbastanza ridicolo 30 pagine a 2,99 euro e chiamarlo romanzo poi. Non è nemmeno quasi un racconto se vogliamo. Fosse una raccolta di racconti e fosse uno dei racconti della raccolta andrebbe più che bene, ma qua si parla di fuffa. Cosa avrebbe dovuto fare l’editore? Non pubblicare un raccontino in e-book. Se proprio ci teneva doveva valutare un costo tra 0 e 1 euro, con tutte le conseguenze per le spese di realizzazione. Perché sono 30 pagine…

Quando a luglio scorso mi presentai all’esordio con “Deve accadere”, un e-book di 100 pagine (il cartaceo ha 134 pagine) a 2,99 euro non avevo idea di come si valutasse il costo degli e-book, anche perché Amazon sotto un certo costo dà pochi spiccioli di royalties. Ho reimpostato il prezzo a 1,49 euro. A 10 centesimi a pagina avrei dovuto farlo costare 10 euro.

0,99 è uguale a 0.99?

Eppure ho visto e-book di romanzi selfpublisher anche lunghi a 0,99 euro che presentavano problemi di struttura narrativa vari e tanti altri problemi legati a un’assenza totale di editing e di buona scrittura, certo ognuno fa quello che può. Ecco perché pubblicarsi è sempre un rischio. E di recensioni negative ce n’erano, ma c’era anche chi ha assegnano 5 stelle, non so con quale criterio, ma fermiamoci qui.

Torniamo agli e-book autopubblicati e al prezzo giusto. Alcune delle problematiche di cui parlo potrebbero essere presenti anche in testi pubblicati da editori.

Altri e-book, invece, come accennavo, sono mal formattati. Rientri messi a caso, caratteri che cambiano, spazi verticali per ogni singolo paragrafo che pare stai leggendo la Divina Commedia. La differenza di un e-book la fa la parte tecnica, la parte dell’impegno narrativo (storia, ambientazione, dialoghi, personaggi, ecc…) e i costi sostenuti (copertina, book trailer, editing, ecc…).

Mica tutti pagano un editor per farsi correggere? Cos’è un editor? Una persona che obiettivamente ti dice cosa non va e come sistemare il testo e, dietro compenso, lavora con te sul testo per eliminare queste imperfezioni. Per esempio un editor taglia tutti gli aggettivi logori e il numero eccessivo degli stessi, le metafore logore, l’andare fuori tema, e tante altre piccole imperfezioni e inutilità che un autore non vede e non cambierebbe mai di sua iniziativa. Tutto ciò dà a un testo un nuovo spessore. Un editor costa, un editor però potrebbe non essere così bravo per il compenso che chiede. Le variabili in gioco sono tante.

Come capire che e-book stiamo per acquistare?

La distinzione tra tanti e-book a poco prezzo cosa la fa? Forse il nulla, visto che se un lettore non vuole spendere più di 0,99 euro per un e-book autopubblicato. Non interessa il testo formattato in modo professionale o approssimato, non interessa se il testo è editato o meno, non interessa se la copertina è orrenda o fantastica. Il kindle nemmeno la mostra, giusto? Al lettore interessa che la storia lo prenda. Può una storia prendere in presenza di una serie di problemi evidenti del testo? Non credo. Ma chi può davvero giudicare ciò? Ovviamente nessuno. Ogni lettore è diverso da un altro.

Quindi se tutte queste differenze tra un e-book e un altro non le fa il prezzo… In teoria sì, ma in pratica no. Se sei uno sconosciuto non puoi mai appellarti a nulla.

Storie bellissime e mal presentate a poco prezzo o storie piatte e piene di errori ben presentate hanno ben poca differenza se parliamo di autori autopubblicati… Sono le recensioni in realtà quelle contano veramente. Quelle che lasciano gli altri lettori orientarsi, ma questo è un altro capitolo e lungo.

L’unica cosa che conta è il costo. Se il lettore valuta buona la storia sarà felice, se la trova orrenda potrà sempre dire che è stato speso poco e il testo tanto valeva.

Qual è il prezzo buono per un e-book? In che modo distinguersi dalla massa e anche da editori stimati? In che modo diffondere un testo curato e in cui si sono investiti dei soldi?

Mmm, non pubblicandolo? Se le variabili in gioco sono molte e non si trova l’incastro giusto, che si fa? Non si fa un bel nulla. Si esce di casa con il proprio figlio e lo si porta a vedere l’acquario, si esce con lui per comprare un gelato e raccontargli qualcosa di sé, creando un rapporto vero che vale più di un e-book.

D’altra parte, scrivere è un gioco, pubblicare è un mestiere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...