Come butta?


È un bel po’ che non do fastidio sul mio blog.

Una persona che stimo mi disse che se non si ha nulla da comunicare o se si è in un periodo un po’ buio meglio tenersi lontano dal proprio blog. Se non c’è nulla da comunicare allora si attenderà il momento giusto.

Scrivo? Sì, non è che non pubblicare voglia dire non scrivere, anzi è esattamente il contrario, non riesco a tenermi lontano da un tastiera, anche mentale se vogliamo. Mi nascono storie di continuo e, infatti, senza nemmeno avere portato a conclusione un paio di progetti che me ne ritrovo altri nella testa.

Questo novembre 2014 è dedicato al NaNoWriMo. Prevede la scrittura di un romanzo di 50 mila parole in un mese. Un compitino niente male. Si tratta di andare avanti nella scrittura decisi e senza guardarsi indietro. Ovviamente a fine mese non è che si prende e si pubblicano le 50 mila parole. No, vanno riviste più volte ed editate e considerando come vanno le cose in giro va decisamente fatto da soli. Senza uno sforzo infinito, bisogna seguire i propri ritmi.

Sto accumulando testi. Uno è completo e se ne deve solo fare l’editing, un altro anche è completo, ma vanno aggiunte delle parti per dare vita ancora di più alla storia. In pratica ci deve essere una seconda linea temporale composta da due o tre personaggi che benché siano secondari sono fondamentali nella storia e che arrivano nella terza parte, perciò meglio presentarli per bene da subito poco per volta. E poi ci sono altri due testi che nel mentre devono essere finiti, progetti di NaNoWriMo 2013 e di CampNaNoWrimo 2014.

Ma quest’anno con cosa partecipo? Ho deciso di cambiare genere, ma non stile. Sarò sempre io che vi racconterò una storia di fantascienza, ambientata in un futuro ipertecnologici dove l’essere umano è sempre più solo e alla ricerca della sua identità.

C’è il titolo e c’è la copertina e ci sono le prime 9 mila parole. Il protagonista della storia è un ragazzo di 18 anni che vive il suo presente e ricorda del suo passato per portarci tra le strade di Londra (quando capita) e per portarci in un luogo che lo attira come una calamita fa con un ago. Ed è in questo luogo che scoprirà cose molto interessanti. Non dico altro. So come finirà il romanzo, so come procederà bene o male. L’imprevisto sta nel mettere insieme le varie parti e, soprattutto, mantenere un ritmo furioso di 1667 parole al giorno che io non riesco ancora a tenere per il momento. Sono indietro di 5000 parole per oggi, domani magari saranno ancora 5000 non so.

La pagina del progetto è questa qui (clic qui).

Il resto delle mie pubblicazioni sapete dove trovarle e se non lo sapete cercatele 😉 . Chi ha voglia di leggere lo faccia, senza proclami, lo faccia e basta 🙂 .

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