#NaNoWriMo2017 e tempo di scrittura

Immagine rilasciata con licenza Creative Commons Zero (CC0) da Dreamstime

Come ho annunciato in precedenza, quest’anno partecipo al NaNoWriMo.

Cos’è il NaNoWriMo? Partiamo dal significato del termine. È un acronimo e sta per: National Novel Writing Month, ovvero potremmo tradurlo in “Mese di Scrittura di un Romanzo Nazionale” (se fosse una sorta di acronimo italiano: MeScRoNa), ovvero dall’1 al 30 novembre un partecipante in qualsiasi parte del mondo si trovi deve scrivere 50’000 parole (non battute, ma parole) per mettere insieme una storia che si configuri come romanzo.

Per fortuna che non lo organizzano in Italia, altrimenti il mese sarebbe stato composto di sole 4 settimane.

Come procede?

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#NaNoWriMo2017: presente!

(c) Amir Kuckovic / Flickr

Pensa e ripensa e ho deciso. Non riesco a smettere di scrivere. Ci ho provato. Sono restato 7 giorni senza farlo e sono stato benissimo. Ho visto puntate di serie TV su Netflix. Mi sono dedicato a studiare per aggiornarmi un po’ con dei corsi molto interessanti su Udemy. Devo studiare un po’, mi tiene in attività, mi piace imparare nuovi linguaggi di programmazione.

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diario scrittorio: mercoledì, 30 novembre 2016: #NaNoWriMo2016

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Anche quest’anno ho portato a termine il mio #NaNoWriMo e, quindi, concluso, in due anni, il terzo volume de “Le parole confondono“.

Ecco, mi ero inceppato sul finale e non è detto che non vada riscritto. Cosa non va riscritto in una bozza? Eh, sì, perché è la prima bozza. Quella completa, ma è la prima, chissà quanti strafalcioni e cose da sistemare ci saranno. E che ve lo dico a fare? 🙂

E il finale… Il finale va migliorato, un bel po’, forse.

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diario scrittorio: giovedì, 24 novembre 2016: il finale

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Il NaNoWriMo è praticamente finito, mi mancano giusto 3’000 parole, anzi, me ne mancano di meno visto che sono arrivato a quota 97’536, solo altre 2’464, che sono poca roba rispetto a quanto ho scritto in questo ultimo periodo.

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diario scrittorio: venerdì, 11 novembre 2016

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Ecco, il blog pare morto, latito.

Ho terminato un romanzo nuovo di zecca (per evitare confusione lo chiamo con le iniziali del titolo SCF) il 7 ottobre scorso, l’ho lasciato un po’ al suo destino perché mi premeva finire quello che avevo lasciato a metà l’anno scorso dopo la sessione di #NaNoWriMo di novembre 2015, ovvero, sempre per le iniziali del titolo, IMSDA, che è il terzo volume della serie (“Le parole confondono”LPC.

L’intenzione è quella di tirare fuori tutto quello che ho messo nel cassetto, completo e non, e pubblicarlo e poi vi saluto. Di scrivere non so se riuscirò a smettere. Arrivano periodi in cui ho più tempo e riesco a scrivere molto, altri periodo in cui mi guardo allo specchio e ragiono e mi fermo, ho poco tempo e voglia.

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diario scrittorio: martedì, 1 dicembre 2015

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Ecco, il tempo per scrivere un articolo per il blog non ci sta mai. Forse dovrei pensare di chiudere la bottega 🙂 .

Fino a fine ottobre stavo curando l’editing del secondo volume de “Le parole confondono” che è un testo abbastanza lungo, sfiora le 160’000 parole. Avevo intenzione di pubblicarlo non oltre gli inizi di gennaio, ma ovviamente sapevo già che mi stavo regolando in modo troppo ottimistico.

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Le idee ti vengono meglio scrivendo

(C) QuotesEverlasting (no changes made)
(C) QuotesEverlasting (no changes made)

Stephen King dice due cose:

  1. il momento che spaventa di più è quello che precede l’inizio;
  2. le idee per scrivere ti vengono scrivendo.

È proprio così. Un’idea tira l’altra e il romanzo volge quasi al termine.

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