NaNoWrimo 2018: 50’506 parole!

E anche quest’anno ho vinto il NaNoWriMo.

Ricordo per chi si chiedesse cos’è il NaNoWriMo che si tratta di una sfida che si svolge durante il mese di novembre di ogni anno. I partecipanti hanno 30 giorni di tempo per scrivere 50’000 parole che a tutti gli effetti sono la dimensione minima per definire un testo “romanzo”; lasciate perdere infatti ciò che l’editoria consegna come romanzo a volte anche per testi di appena 10’000 parole.

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Le parole confondono e il NaNoWriMo: seconda settimana

Come dice Barbara Businaro nel suo articolo, la seconda settimana del NaNoWriMo è la più tosta.

Iniziare a scrivere qualcosa lo si fa facilmente. Senza idee precise si possono anche scrivere un po’ di pagine. Se si riesce a ritagliare un po’ di tempo si regge per sette giorni e si arriva a 7*1667 parole, ovvero 11’669 parole, forse nemmeno se non si hanno un minimo minimo di idee chiare e il tempo.

Metti che ti ammali, oppure che ti viene una settimana intensa di lavoro e la sera sei uno straccio che l’ultimo dei tuoi pensieri è metterti davanti al Mac al tuo computer Linux a scrivere. Sei stanco, non ti verranno nemmeno le idee. Al limite vuoi goderti di un paio di puntate di Suits su Netflix, o di The Good Wife, o di Hill House, oppure di tutte quelle serie straordinarie che poi ti fanno venire una voglia matta di scrivere.

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Le parole confondono e il NaNoWriMo 2018

Nella tradizione che mi lega alla serie “Le parole confondono” solitamente, dopo aver pubblicato un volume, con la scrittura mi ritrovo a metà del volume successivo. È sempre successo. Ho sempre anticipato.

Quando ho pubblicato “Un giorno, sempre“, quarto capitolo dell’avventura, non avevo che scritto una paginetta del quinto volume. Però c’è già la copertina nella sua forma definitiva con tanto di titolo, visto che ho le idee chiare riguardo il tema, il modo di trattarlo e il protagonista dell’opera.

Mi sono detto: facciamo la pazzia, scriviamo tutto da zero col il NaNoWriMo, ovvero 50’000 parole in un mese: dall’1 al 30 novembre.

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NaNoWriMo 2017: fatto… e ora?

Ho vinto il #NaNoWriMo 2017. Il IV volume della serie “Le parole confondono” ora ha un po’ più di storia e di spessore a livello di personaggi. C’è anche un gatto tra coloro che si muovono nelle pagine. Certo, ha un ruolo minimale.

Un gatto ma per dire cosa?

Per mantenermi sul vago in questo articolo, ovvio. Anche perché non credo che frotte di lettori attendano con ansia i miei scritti. In effetti ho notato che tantissimi, una media di venti persone al giorno, sono più interessati a cosa sia il Kindle Unlimited di Amazon. Articolo che ho scritto un po’ di tempo fa.

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#NaNoWriMo2017 e tempo di scrittura

Immagine rilasciata con licenza Creative Commons Zero (CC0) da Dreamstime

Come ho annunciato in precedenza, quest’anno partecipo al NaNoWriMo.

Cos’è il NaNoWriMo? Partiamo dal significato del termine. È un acronimo e sta per: National Novel Writing Month, ovvero potremmo tradurlo in “Mese di Scrittura di un Romanzo Nazionale” (se fosse una sorta di acronimo italiano: MeScRoNa), ovvero dall’1 al 30 novembre un partecipante in qualsiasi parte del mondo si trovi deve scrivere 50’000 parole (non battute, ma parole) per mettere insieme una storia che si configuri come romanzo.

Per fortuna che non lo organizzano in Italia, altrimenti il mese sarebbe stato composto di sole 4 settimane.

Come procede?

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#NaNoWriMo2017: presente!

(c) Amir Kuckovic / Flickr

Pensa e ripensa e ho deciso. Non riesco a smettere di scrivere. Ci ho provato. Sono restato 7 giorni senza farlo e sono stato benissimo. Ho visto puntate di serie TV su Netflix. Mi sono dedicato a studiare per aggiornarmi un po’ con dei corsi molto interessanti su Udemy. Devo studiare un po’, mi tiene in attività, mi piace imparare nuovi linguaggi di programmazione.

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diario scrittorio: mercoledì, 30 novembre 2016: #NaNoWriMo2016

nodiario-scrittorio

Anche quest’anno ho portato a termine il mio #NaNoWriMo e, quindi, concluso, in due anni, il terzo volume de “Le parole confondono“.

Ecco, mi ero inceppato sul finale e non è detto che non vada riscritto. Cosa non va riscritto in una bozza? Eh, sì, perché è la prima bozza. Quella completa, ma è la prima, chissà quanti strafalcioni e cose da sistemare ci saranno. E che ve lo dico a fare? 🙂

E il finale… Il finale va migliorato, un bel po’, forse.

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