“Le parole confondono” compie 3 anni


foto copertina: ©istockphoto.com/olaser

Con oggi sono tre anni che Le parole confondono è stato pubblicato. Naturalmente, per me corrispondono a 7 anni da quando ho iniziato a scriverlo. La scrittura, la revisione e l’editing del romanzo hanno impiegato circa quattro anni. E, nel frattempo, al primo romanzo pubblicato 3 anni fa si è aggiunto un seguito, un secondo volume: Certe incertezze.

E sette anni sono tanti. E ancora non è finita. Andrea, Francesco e Giulia torneranno in un terzo volume, si spera.

E dove si trova? Recensioni? Cartaceo? Ebook? Link? Video?
Trovate tutto qui.

Come nasceva “Le parole confondono”?
Quasi non lo ricordo più. Inizialmente doveva essere la storia dell’adolescenza di Andrea Marini a spasso per Napoli, poi è diventato un romanzo di formazione serio, in cui il protagonista per un serie di problemi decide di abbandonare Napoli. Se avessi dovuto affrontare quelle cose al posto di Andrea non ce l’avrei fatta, mi avrebbero spezzato, ma lui è molto forte, anche se non lo sa, matura per necessità, matura perché obbligato. E sarà proprio durante il tema scritto di Italiano dell’esame di maturità che si verificherà uno degli eventi che costituiranno le ragioni del suo abbandono.

Era anche il primo romanzo che pubblicavo. Prima di questo c’erano state una raccolta di racconti e qualche altro testo. Non sarei mai stato pronto se non avessi affrontato il testo assieme a un editor. È stato difficile trovarne uno capace e non troppo costoso, ma nonostante questo molti refusi erano in seno al testo e col tempo sono stati rimossi a pubblicazione avvenuta.

In tre anni cosa è successo al romanzo?
Varie cose. Era il mio primo romanzo. Nel tempo ne ho fatto una serie di clip video promozionali. Circa 7. E due booktrailer. Il secondo è arrivato a ridosso della pubblicazione del secondo volume di questo tema. Tutti disponibili sul mio canale YouTube.

Amazon selezionò due anni fa il romanzo per l’offerta del mese di marzo. Un’emozione pazzesca. Ricordo ancora che il primo giorno della pubblicazione ricevetti 0 acquisti. E non ci sono stati acquisti prima di qualche mese. Sinceramente non ricordo nemmeno quando vi fu il primo lettore. D’altra parte come si poteva non prevedere diversamente visto che nessuno mi conosce (anche oggi è così) né come autore né come blogger? Quando arrivò Amazon ho visto un grafico di vendite che da piatto ha iniziato a vendere un paio di copie e poi qualche altra. Qualcuno lo ha letto e recensito.

È stata fatta un’edizione ebook che è disponibile solo sugli store internazionali: Amazon, Apple, Google e Kobo. Esiste anche un’edizione cartacea che non giunse se non dopo un annetto. E nel mentre ho cambiato la copertina finché non ho trovato qualcosa di decisamente migliore. All’inizio tante cose non le noti e, anche se ci fai caso, non sai come sistemarle.

Cos’è diventato “Le parole confondono”?
Un romanzo di formazione in cui si dipanano le voci di Andrea (nel primo volume di cui oggi festeggiamo l’anniversario), Francesco (nel nuovo romanzo Certe incertezze pubblicato lo scorso 20 maggio) e Giulia (romanzo ancora in corso d’opera). E potrebbe esserci anche un quarto volume in cui ci separiamo da Giulia e Andrea e ci concentriamo su Francesco e su un altro o altri due personaggi incontrati in Certe incertezze, ma non è sicuro. C’è una primissima bozza di questo quarto, ma nulla di cui valga la pena parlare, anche perché è molto lontano dal potersi definire storia.

Pubblicherai ancora qualcosa?
Vorrei dire di no. Perché quello che mi manca è un motore promozionale. Se non sono le belle storie quelle che colpiscono, cosa deve colpire? Perché dico belle storie? Perché così le ha definite chi le ha lette. Sono commenti che trovate su Amazon, qualcuno su Google Play, su Goodreads.

In assenza di un sistema per arrivare al lettore qual è il senso di scrivere, perdere due anni a fare una revisione e tanto editing e poi pubblicare per arrivare, se tutto va bene, a quattro o cinque lettori? Vale la pena tanto sforzo?

È una cosa che mi chiedo di continuo. Provo a capire come muovermi e non ci riesco. Si pubblicano troppi romanzi ogni giorno, troppi davvero, sarà sempre più difficile emergere e, forse, non accadrà mai e, se anche accadesse, ogni nuova pubblicazione è una nuova sfida e non è detto che possa arrivare a più persone.

La mia scrittura evolve, ma a parte le pochissime soddisfazioni di alcuni lettori che vogliono le mie storie ci sta solo da pensare e, forse, dire: è stato bello giocare, ma ora smettiamola qui. Ed è proprio quello che accadrà. Finché è durato è stato bello.

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