Daredevil… un flop programmato?


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Uno dei prodotti di punta per lo sbarco di Netflix in Italia è stata la serie TV della Marvel: Daredevil.

Sono sempre stato un po’ scettico su film e serie TV su supereroi e, infatti, alla fine non è che mi sbagliassi più di tanto. Non si capisce queste produzioni a chi siano destinate. Di certo non a ragazzini, ma nemmeno ad adulti, ma allora a chi?

Il problema delle serie TV in generale è la definizione dei personaggi. Molte puntano su una trama avvincente e ci riescono pure, anche se hanno sempre quel qualcosa che manca, inoltre, una volta nota la trama, nessuno si soffermerà a riguardarla perché non ha anima. In ogni caso, non ricordo serie TV che abbiano avuto una trama così fantastica da far venire meno il concetto di personaggio.

Daredevil è una serie TV che non ho nemmeno capito di cosa debba parlare. Di un supereroe che poi tanto supereroe non era? Uno pensa al supereroe dei fumetti come quello invincibile e, invece, il protagonista di questa serie TV è cieco, ma sente voci lontane, battiti del cuore e riesce a muoversi velocemente come se ci vedesse benissimo e, inoltre, può morire, è umano.

Daredevil in realtà è l’avvocato trentenne Matt Murdock. Che faccia l’avvocato è un di più. Lo si vede ben poco svolgere quella professione e anche lo studio legale che ha assieme al collega amico Foggy non è al centro di nessuna vicenda particolare anche quando lo è, sembra che a New York dove la vita è cara e dove ci sono milioni di avvocati, tenere uno studio legale in proprio sia una passeggiata anche se non ci sono clienti. Ma da dove arrivano i soldi per stipendiare una segretaria, pagare affitto, luce, telefono e fax?

La storia è ambientata a Hell’s Kitchen, New York. Si vedono questi criminali che saltano, con spade, tranciano teste, poi c’è questo nuovo personaggio The Punisher (ci sarà una nuova serie TV con lui protagonista) che uccide i cattivi, c’è Elektra, un nuovo personaggio che era la ex di Matt, pure lei supereroe, ma a differenza di Matt che non vuole uccidere, lei il problema non se lo pone e sgozza la gente se serve.

Ma questi supereroi, come dicevo, possono pure morire, non sono immortali. Un po’ come per l’altra serie TV della Marvel, sempre esclusiva su Netflix, ovvero Jessica Jones, anche lei ha qualche superpotere, ma può morire. Queste serie TV di questi personaggi supereroi hanno luogo sempre in questa cittadina Hell’s Kitchen. Netflix sta producendo vari spin-off tutti ambientati lì, ma, sinceramente, ne posso fare anche a meno, viste le premesse che ci sono state con Jessica Jones e Daredevil ci sta poco da vedere. Gli attori saranno anche bravi a differenza di quelli delle serie TV italiane, ma in queste specifiche serie TV c’è troppa confusione riguardo la trama, troppa noia, troppa violenza gratuita e non si punta a nulla. Se avessero approfondito le storie di Matt, di Foggy, di Karen (che lavora nello studio di Murdock & Nelson) avrebbero fatto molto molto molto meglio e invece ci si limita a vedere questo avvocato che diventa Daredevil che lotta contro queste sette di ninja, contro il crimine che è superiore a ogni cosa che controlla la polizia. Punto. Non c’è altro da vedere e per quanto la bravura degli attori ci sia, poi la serie TV collassa, cola a picco per il fatto che non racconta di nulla. Detesto queste storie con i ninja, queste serie TV dove i personaggi non hanno una loro storia privata. Ma Lost non vi ha insegnato nulla?

Ho deciso che da oggi in poi non guarderò le nuove produzioni Marvel perché non ci siamo proprio.

Eppure Netflix ha prodotto dei gioielli unici come House Of Cards che sono strepitosi, come personaggi, trama e che non perdono colpi nemmeno dopo quattro stagioni e che sono un abisso rispetto alle serie TV italiane (che bisogna avere uno stomaco forte a chiamare serie TV e non mini soap opera fatte male). Altro bel titolo su Netflix e da loro prodotto è The Killing.

Era necessario tra l’altro fare due serie TV di Daredevil? Non saprei. La prima è leggermente migliore della seconda, ma il problema sull’assenza dei personaggi è troppo evidente.

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2 risposte a "Daredevil… un flop programmato?"

    1. Sì è bello all’inizio, ma poi non parla di nulla, cioè i personaggi non hanno una storia si va avanti un po’ a caso. L’unico concetto che passa è che in quel posto di New York è meglio non viverci. Il resto è trito e ritrito senza motivazioni, un po’ come quando il grande scrittore è obbligato a produrre per forza qualcosa. Gli ultimi episodi li ho visti pensando: dai, finisci che mi hai stremato

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