di quante parole si compone una storia?


Counselling on Pixabay, licenza CC0

Me lo sono spesso chiesto e spesso non ho saputo rispondermi. Ho capito solo che non bisogna forzarsi a scrivere poco, a tagliare intere scene e a eliminare personaggi solo perché non si ha la forza e il coraggio di mettersi in gioco. Scrittori che propongono un racconto di cinquanta pagine chiamandolo romanzo dove la storia, quella vera, resta tutta sotto la superficie.

Certo, nemmeno inondare un testo con parole e parole è una cosa molto sensata. Diciamo che qualche volta qualche scena un po’ più lunga, qualche sottotrama, potrebbe essere tagliata.

Sinceramente, se sto leggendo una storia ben raccontata non mi piace separarmi dai personaggi, per nulla. Anche perché non è che subito trovi un’altra bella storia dietro l’angolo pronta ad affascinarti e a legarti ai personaggi.

A volte partecipare al NaNoWriMo spaventa. “50’000 parole?” dice chi non vi ha mai partecipato. A volte sembrano tante pure a me, poi scopri però che iniziando a immergerti nei dialoghi (ascolti i tuoi personaggi parlare), nelle vicende, affiancando qualche personaggio secondario, vedi che il testo prende una forma non prevista, più interessante, meno superficiale.

Per chi si scrive? Be’, c’è una regola di scrittura creativa che dice che si scrive per un lettore ideale. Secondo me è una gran cretinata inventata da chi vuole convincerti a fare un ben pagato corso di scrittura creativa che non serve a una beata… Ci siamo capiti. La storia ha una sua evoluzione e non ha un solo lettore ad attendere.

Quando le parole confondono, ci sono certe incertezze dietro l’angolo che ti fanno capire i motivi segreti dell’amore, un giorno, sempre. Finché c’è scrittura c’è speranza. Speranza che muove suicida quando si passa alla pubblicazione di una storia. Uccisa in un mare di tante brutte storie. Per fortuna che col selfpublising c’è modo di esprimersi, eppure, voglio evitare di finire come la protagonista del mio romanzo sul selfpublishing. Ho qualche speranza? Mbho.

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3 risposte a "di quante parole si compone una storia?"

  1. Ma esiste un numero ‘giusto’ di parole? A volte leggo dei libriccini indigesti di poche pagine che sembrano non finire mai, a volte dei tomi pesantissimi (che di solito mi intimoriscono) che arrivano all’ultima pagina in un soffio. Tante pagine, poche pagine, c’è una regola? E, soprattutto, deve proprio esserci la regola?
    Io credo che il numero di parole sia dettato dalla storia. Ci sono storie che per stare in piedi ne chiedono tante, ci sono storie che al contrario si reggono su poche righe, non una di più.

    1. No, non c’è nessuna regola, ovviamente. La regola viene imposta dagli editori a quelli che chiamano “esordienti” e “aspiranti scrittori”. Storie brevi a prescindere dalla storia. Invece mi trovo come dici tu. Ogni storia ha una trama e una evoluzione da cui scaturisce una certa dimensione, ma in generale il tomo spaventa e costa. Il mio era un quesito da lasciare inevaso, anche perché lungo o corto se non si legge non si legge.

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