Il titolo non è errato. C’è proprio un bel punto interrogativo alla fine.
Stavolta non so da dove iniziare. Le cose da dire sull’argomento sono troppe, quindi per evitare di essere dispersivi.
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“Io non ho paura” – meglio il film o il romanzo?

Dopo aver letto il libro di Niccolò Ammaniti ho visto il film (di Gabriele Salvatores) tratto dall’omonimo romanzo.
In genere è difficile che un libro sia trasportato al cinema senza perdere il potere evocativo e narrativo che lo ha prodotto. Molte cose nel film devono essere escluse dalla narrazione per motivi di tempi, che tra romanzo e pellicola non coincidono, inoltre la psicologia dei personaggi viene ridotta e a volte salta del tutto. Mentre in una scena di un romanzo si possono conoscere i sentimenti del personaggio in una data situazione, ciò non può essere sulla pellicola.
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Il distacco – racconto
Alla fine mi son detto. Uno scrittore che non si fa leggere che scrittore è? Sì, nel mio precedente articolo dicevo di non essere sicuro di volermi esporre, ma ho cambiato idea. Lasciate un commento o voi che potete.
“Io non ho paura” di Nicolò Ammaniti, 2001

Sicuramente Nicolò Ammaniti non ha bisogno di presentazioni. Classe ’66 esordisce con il suo primo romanzo “Branchie!” nel 1994. Per il resto vi rimando al suo sito internet.
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Questi fantasmi…
Eccomi qua di nuovo, dopo tanta buona e rilassante assenza di connettività vi propongo la mia modesta recensione di un’antologia di racconti molto carina di autori Napoletani.
Diario di viaggio n°5 – carta stampata
Eccomi qui, dopo una lunga pausa.
Quando scrivo utilizzo il computer e in particolare uso l’applicazione KOffice 1.6.3 sotto l’ambiente libero KDE senza Windows 😉 . Per il romanzo per esempio, sto accumulando pagine e pagine e ogni tanto mi fermo e rileggo quello che ho scritto l’ultima volta per poter correggere e poi andare avanti. In certi periodi mi fermo e ricomincio la lettura dal principio per annotare delle cose, per controllare, date, eventi e incoerenze varie che posso aver lasciato nel testo dopo aver modificato varie volte il testo stesso.
Diario di viaggio n°4 – piccole soddisfazioni
Il 23 luglio scorso scaricando la posta elettronica ho trovato il seguente messaggio:
Gentile sig. —,
siamo rimasti davvero molto colpiti dal suo “Il distacco”. Si tratta di una storia semplice e intensa, personale e corale allo stesso tempo, che fa leva sulle esperienze del protagonista rendendole comuni e condivise con il lettore. Siamo lieti di comunicarle che vorremmo pubblicarlo nella nostra sezione “storie”.
Avevo mandato il racconto tempo addietro a una redazione e quasi non ci speravo di ricevere questi complimenti. Il testo inviato mi è particolarmente caro e alla fine anche se qualche amico lo ha letto e ha detto che gli piace, non ero completamente convinto. Sentivo che mancava qualcosa.
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Volare
Quanto maledizione fa caldo. I miei personaggi mi stanno urlando contro. Vogliono continuare ad agire su carta. Ci sono un paio di racconti che vogliono essere sistemati, uno che sta sta nascendo e, diversamente, dal mio solito è satirico, divertente 🙂 . Poi c’è lui. Il romanzo. I personaggi sono imprigionati nelle pagine e ancora non si arriva al climax sebbene sia dietro l’angolo. Sto arrivando a pensare di aver fatto una composizione di parole… non lo so… Mi verrebbe da dire “da prendere e stracciare” dalla prima all’ultima pagina, ma è solo l’impossibilità di scrivere, correggere e sistemare oppure è la voce della verità che riconosce il disastro letterario? 😀 Chissà. So che le ultime 30 pagine vanno completamente sistemate e non averlo fatto ancora mi rode molto, oltre al fatto di non farlo continuare a livello di azioni.
Di seguito vi lascio il mio “capolavoro”. Visto che me lo hanno pubblicato nell’antologia del IV premio letterario logos di Giulio Perrone LAB, allora mi piacerebbe che la leggessi anche tu caro visitatore. Mi piacerebbe anche che lasciassi una nota del tuo passaggio. Secondo te di cosa parla la poesia scritta di seguito?
Non sono Pascoli, non sono Foscolo, ma questa poesia mi piace molto e ci sono molto legato. Uno che pensavo fosse un mio amico mi ha riso in faccia quando gli ho detto che me l’anno pubblicata e che mi sto dedicando alla scrittura, un altro ha detto che “non ci ha capito un cazzo” e un altro non ha indovinato di cosa parlava, anche se ci è andato vicino 😀 . E tu? Cosa ne dici?
Naturalmente l’opera è protetta da una licenza che impedisce di spacciare per propria l’opera. La puoi diffondere riconoscendo l’autore della stessa, non puoi usarla per fini commerciali e nemmeno ne puoi ricavare opere derivate 😉 . Per ulteriori dettagli: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/ .
Diario di viaggio n° 3 – La musica mia musa
Questa sera mi si è intrufolata nel cervello una canzone e non riesco più a fare nulla. Non riesco più a scacciarla e la ascolto initerrottamente. Per i più curiosi, la canzone è “Buon viaggio della vita”, 2007, Claudio Baglioni. Il mio cantautore preferito. Un vero poeta in termini di giochi di parole. Sceglie le parole delle sue composizioni con criterio. Un abile poeta della musica.
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Jonathan Coe… chi era costui?
Sì, chi è Jonathan Coe? È uno scrittore che è nato a Birminghan nel 1961, si è laureato a Cambridge e a Warwick, e vive a Londra. Beh, sì, leggo molta letteratura straniera, lo so.
