“Un giorno, sempre”: una nuova recensione

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Artwork: © Giovanni Venturi | giovanniventuri.com

Il primo novembre scorso ho pubblicato il mio nuovo romanzo: Un giorno, sempre.

L’estate a Napoli è la stagione delle stagioni: giunge sempre prima, le giornate diventano ricche di colori, di luce, di sogni e di sorprese. È in un giorno troppo caldo di maggio che Gianluca incontra Francesco; non si vedono da quattro anni ma lui ricorda bene il periodo in cui l’amico lo ha aiutato.

Tornano le forti sensazioni di allora, e i sentimenti d’amore per Francesco, quelli che ha sempre represso, riprendono a invadergli il cuore. È spaventato come lo era allora: non vuole permettere al dolore di riemergere, e non può perdere la preziosa amicizia ritrovata dopo così tanto, perché l’emozione che Gianluca credeva sopita torna ancora una volta a chiedere attenzione, un’attenzione che stavolta dovrà essere assoluta.

Quarto volume della serie “Le parole confondono”, può leggersi come romanzo a sé stante, anche se si consiglia la lettura di “Un giorno, sempre” dopo “Le parole confondono”, “Certe incertezze” e “I motivi segreti dell’amore”.

Giunse una nuova recensione.

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“Il Maestro e Margherita” di Mikhail Bulgakov

“Il Maestro e Margherita” di Mikhail Bulgakov

Prima di affrontare questo classico della letteratura, partivo un po’ prevenuto, credevo mi sarei perso in questo enorme numero di pagine, ma posso dire che “Il Maestro e Margherita” è un bel libro, molto particolare, che si lascia leggere fino all’ultima pagina. Affidarsi ad autori russi a volte diventa complicato, perché introducono personaggi uno dietro l’altro di cui a volte è molto difficile ricordare i nomi, ma questi scrittori dipanando una storia che viene resa interessante sin da subito, in particolare per questo testo, quando si racconta di Ponzio Pilato e del suo incontro con Gesù, uno dei miei capitoli preferiti. Ponzio Pilato non farà capolino solo in un capitolo iniziale, ma ci sarà anche dopo, quando si cerca di stabilire la sorte di Giuda, riportandoci di 2000 anni indietro nel tempo. Col fascino delle strade, delle storia dell’Impero Romano, tra leggenda e realtà su cui l’autore stesso si interroga.

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“Un giorno, sempre”: una recensione

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Il primo novembre scorso ho pubblicato il mio nuovo romanzo: Un giorno, sempre.

L’estate a Napoli è la stagione delle stagioni: giunge sempre prima, le giornate diventano ricche di colori, di luce, di sogni e di sorprese. È in un giorno troppo caldo di maggio che Gianluca incontra Francesco; non si vedono da quattro anni ma lui ricorda bene il periodo in cui l’amico lo ha aiutato.

Tornano le forti sensazioni di allora, e i sentimenti d’amore per Francesco, quelli che ha sempre represso, riprendono a invadergli il cuore. È spaventato come lo era allora: non vuole permettere al dolore di riemergere, e non può perdere la preziosa amicizia ritrovata dopo così tanto, perché l’emozione che Gianluca credeva sopita torna ancora una volta a chiedere attenzione, un’attenzione che stavolta dovrà essere assoluta.

Quarto volume della serie “Le parole confondono”, può leggersi come romanzo a sé stante, anche se si consiglia la lettura di “Un giorno, sempre” dopo “Le parole confondono”, “Certe incertezze” e “I motivi segreti dell’amore”.

Giunse una recensione.

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“Le stelle si spengono” di Mirko Lamonaca

Una storia che spacca, una storia che prende e coinvolge oltre ogni misura. Mi è capitato raramente che un libro abbia avuto questo effetto su di me. È successo per “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti, per “Qualcosa c’inventeremo” e “La regola dei pesci” di Giorgio Scianna e ora per “Le stelle si spengono” di Mirko Lamonaca. Tutte tematiche adolescenziali ben trattate.

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“Il colore delle nuvole basse” di Mirko Lamonaca

In questo romanzo si parla di perdita. Il giovane Cédric, di appena sedici anni, ha perso il nonno, la nonna e il papà e il fratello sono andati via. Gli resta la sua bella cittadina, il suo migliore amico Thierry e il suo fratellino Antonie, un bambino di sei anni che si fa voler bene.

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Blackout, di Marc Elsberg

Non avevo mai letto questo autore austriaco, Marc Elsberg, ma ho comprato questo libro dopo aver scorto la sinossi del testo e una recensione di un’amica che legge libri a raffica, così mi sono calato dentro i bit del mio Kindle.

Spesso si cerca la verità assoluta nei libri, spesso si vuole la storia reale, senza ricordarsi che i romanzi sono finzione e anche quando si esagera se nella storia c’è coerenza va sempre bene.

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Casalinghe all’inferno di Margherita Giacobino

L’ho comprato su una bancarella per tre euro. Bella copertina, bella presentazione, idea interessante, prima pagina che cattura la curiosità, ma uno strazio. Confusione allo stato puro, un milione di personaggi, un romanzo che in realtà è un insieme di racconti isolati, racconti in cui non si mostra ma si racconta. Ho resistito fino a pagina 98, poi l’ho buttato nella carta da riciclare.

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