Il romanzo è qui…

romanzo

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Da quando una ragazza, prima lettrice assoluta, mi disse:

«Il materiale è ottimo, c’è la storia, c’è la presenza e la cognizione di ciò che scrivi, la sensibilità con cui presenti i personaggi e le situazioni sottintendono una ricercatezza nel linguaggio, nella volontà di fare bene che si vede, e il lettore riesce ad apprezzarlo.

Il romanzo è assolutamente pubblicabile e lo collocherei tra il genere “pop” nello scaffale della libreria.
Quindi complimenti!!! Davvero!
Spero di essere stata una lettrice all’altezza delle tue aspettative.»

Era il 30 gennaio 2012.

Sapevo che prima o poi avrei dovuto pubblicarlo. E arriva il giorno in cui lo fai. Dopo aver sistemato tutto quanto è in tuo potere lo fai. Ti chiedi tante di quelle cose che entri in un vortice che si autoalimenta. Ti blocchi, ti paralizzi e poi lo fai.

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Deserto Rosso (Aurora Vol. 1)

Deserto Rosso di Carla Rita Francesca Monticelli

Deserto Rosso di Carla Rita Francesca Monticelli

Ho iniziato a leggere questo libro quando è uscita la prima puntata del romanzo, infatti, per chi non lo sapesse, questa versione racchiude i 4 romanzi di Deserto Rosso usciti nel tempo… se vogliamo essere precisi precisi, il primo è un racconto, mentre gli altri tre sono di dimensioni più ampie tali da poter rappresentare romanzi a se stanti. Probabilmente tra un’attesa e l’altra leggendo altre cose mi son perso un po’, ma sapevo che questa autrice meritava un po’ di tempo, così ho preso questa versione di romanzo e ho iniziato di nuovo la lettura daccapo, che, coi tempi giusti e con tutto il testo finito, diventa molto più affascinante e cambi anche modo di vedere il romanzo. Inizi a capire tante cose che un po’ per pigrizia e un po’ perché era la prima volta che mi immergevo in un testo di fantascienza, mi erano sfuggite.

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Era tutto previsto: la colpa è del maggiordomo che non c’è

Sabato 5 luglio 2014, Salvatore Giordano, un ragazzo di 14 anni abitante a Marano di Napoli, faceva un giretto a piedi coi suoi amici. La cosa che il piccolo Salvatore non sapeva è che di lì a poco avrebbe incrociato la morte a causa della strafottenza genetica e conclamata di diversi “responsabili” irresponsabili. Morire nel pieno centro di una città stupenda. La Città Stuprata. È il nuovo nome con cui mi sento di battezzare questa città. Perché? Alcune riflessioni le ho fatte qui: leggi l’articolo.

Veniamo a 7 giorni esatti dal crollo dei calcinacci che hanno strappato la vita al piccolo Salvatore.

(c) Giovanni Venturi

(c) Giovanni Venturi

Ogni tanto qualcuno lascia una preghiera e dei fiori davanti la Galleria Umberto I. Domenica mattina l’ho fatto anch’io, un po’ incerto, ma mi sentivo di doverlo fare. La vicenda l’ho sentita anche mia e non chiedetemi perché.

A 7 giorni esatti dai fatti, pare che tutta la zona sia supertutelata. Il sindaco è costernato. Napoli crolla a pezzi e il sindaco di Napoli è costernato. In quale città svolge il ruolo di sindaco il sindaco di Napoli?

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Lunedì 14 luglio alle 19, il #BookMOB

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(c) Andrea Damiati / Flickr

Un evento nella Città Stuprata, dove vengono punite le persone sbagliate.

Appuntamento Lunedì 14 luglio alle ore 19 a Port’Alba, Napoli, per protestare contro lo smantellamento di un pezzo di cultura e di storia della città. Si protesterà con un semplice flashmob in cui si porterà un libro magari acquistato a Port’Alba e ce lo si scambierà nella forma più divertente del bookcrossing il BOOKMOB, per mostrare a chi di dovere che quella strada è un pezzo di storia di ciascuino viva a Napoli e non la si può vedere ridotta a un parcheggio o una piazza della camorra. Si chiede con questo semplice atto di trovare una soluzione diversa per far coincidere legalità e cultura, perché senza la seconda manca anche la prima.

Portate poi un casco o meglio ancora, per chi lo avesse, un elmetto (di quelli usati per l’edilizia) in segno di protesta per la morte assurda e ingiusta di Salvatore! Continua a leggere

la città stuprata…

(c) Luca Rossato / Flickr

(c) Luca Rossato / Flickr

La città da cui nessuno più può fuggire.

Sabato scorso, a Napoli, in via Toledo, davanti la Galleria Umberto I un ragazzo di 14 anni è stato vittima di un crollo di pietre dai cornicioni della Galleria stessa. [1][2]

Da quando sono venuto a conoscenza di questa notizia penso che tutto non abbia più senso. Non ci si può lamentare più di nulla e forse anche scrivere questo articolo senso non ha, perché le forze che si mettono contro le persone che vivono in una città come Napoli sono molto peggio del peggio pensabile. Una città bellissima in cui vive la strafottenza più completa, l’abusivismo, l’indifferenza, la sopraffazione, il cercare di fottere il prossimo.

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quando la grammatica è…

(c) lapaola / Flickr

(c) lapaola / Flickr

… un’opzione, il tutto diventa una barzelletta. Si ride tanto tanto.

Quando qualcuno giudica la scrittura di un altro con accanimento e superiorità, deve evitare di evidenziare i presunti errori degli altri quando, in realtà, sono i propri, ovvero del recensore, che, in una situazione tale, perde completamente di credibilità. E le recensioni fatte male che attaccano e che fanno divertire sono tante.

In questi giorni ho sorriso molto trovandomi di fronte a quelle prive di senso di vari romanzi che ero intenzionato a leggere, recensioni che ho trovato un po’ qua, un po’ là nel web.

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