Domande in cerca d’autore 5: il ruolo dell’ambientazione


(CC) Lauren Coleman from Flickr with Creative Commons license. No modification made to the picture.
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L’iniziativa delle domande in cerca d’autore è partita un po’ di tempo fa sul blog di Rita Carla Francesca Monticelli. Attraversando le varie tappe attraverso i blog degli autori coinvolti. Perché le domande in cerca d’autore accompagnano un piccolo gruppo di autori autopubblicati che spiegano alcuni aspetti delle storie che hanno scritto.

Nella puntata precedente siamo stati ospitati nel blog di Germano Dalcielo. Germano ci chiedeva:

Se per un attimo ti ritrovassi catapultato dentro la storia che hai creato,
che faresti? Resisteresti all’impulso di intervenire o modificare qualcosa?

Siamo giunti alla quinta tappa del viaggio. Oggi tocca a me. La mia domanda è:

Che ruolo ha avuto l’ambientazione nella tua storia? I fatti si svolgono in una città che ne ha influenzato la trama o si svolge in un luogo inventato?

Ecco come hanno risposto i rispettivi autori.

Rita Carla Francesca Monticelli, opera: Deserto Rosso – Punto di non ritorno

Gran parte della storia si svolge su Marte, ma il pianeta rosso non è solo un’ambientazione, esso svolge un ruolo centrale al suo interno. Lo si capisce già dal titolo, “Deserto rosso”, che è l’appellativo con cui i personaggi principali si riferiscono a quel mondo alieno. Ognuno di loro finisce per instaurare un rapporto intimo, quasi affettivo, col deserto marziano e al contempo ambivalente. Marte è meraviglioso e terribile. I suoi paesaggi mozzafiato arrivano a commuovere la protagonista, che si sente parte di essi, ma anche a terrorizzarla, poiché è consapevole che dietro quella meraviglia si nasconde l’imminente minaccia di morte recata da un luogo inospitale e refrattario alla vita. Ed ecco che grazie a questa interazione Marte finisce esso stesso per assurgere al ruolo di personaggio, che, proprio come tutti gli altri, è definito dalle sue contraddizioni, dal suo essere insieme buono e cattivo o, meglio ancora, nessuna delle due cose.

Germano Dalcielo, opera: Il Peccatore (Il discepolo ombra)

Un ruolo fondamentale. Ho voluto calare la storia in una cittadina reale che conferisse alle vicende quel tocco di verosimiglianza e pregnanza che un luogo inventato non avrebbe potuto avere. Gualdo Tadino assurge a protagonista a tutti gli effetti ne “Il Peccatore(Il discepolo ombra)”, con le sue stradine, le colline, l’atmosfera caratteristica, le vicine sorgenti di acqua naturale. Arrivo fino a dire che, forse, non avrei potuto scegliere location migliore.

Francesco Zampa, e suoi tre libri in cui il Maresciallo Maggio è protagonista

L’ambientazione ha avuto un ruolo fondamentale, e forse non traspare completamente, almeno non ancora. Viserba di Rimini, dove ho vissuto tre anni, ha lasciato nella mia esperienza umana e professionale tracce indelebili. Forse sarà la dolce ala della giovinezza! Ma i miei personaggi non avrebbero senso, o ne avrebbero molto meno, se non fossero immersi in quella realtà molto particolare fatta di sole, mare, giovialità, accoglienza, sorrisi, dinamismo ma anche vizio, superficialità, tedio. Nel terzo racconto della trilogia, gli editor hanno trasformato, chissà perché, la parrucchiera in parrucchiere. L’effetto di questa censura edulcorante, e nelle loro intenzioni impercettibile, è stato quello di far venir meno l’atmosfera di forte confidenza, quasi di complicità, che i romagnoli sono capaci di creare senza secondi fini. Un’immediatezza nei rapporti umani che non si trova dappertutto e che non deve essere confusa con l’ingiusta fama di goliardia alimentata da chi, appunto, non li ha vissuti. Direi che è stato una specie di effetto-farfalla! Dalla realtà sfumo un’ambientazione più romantica, filtrata dalla sensibilità con cui ho vissuto quel periodo: ma rimane direi a ruolo di co-protagonista, tanto da doverlo premettere nelle pagine iniziali di ognuno dei tre libri finora usciti.

Pierluigi Di Cosimo, opera: I Rotoli dell’Immortalità

Nel mio racconto l’ambientazione è stata fondamentale per lo svolgimento della storia. Principalmente, luoghi come la Puglia, la Mongolia, Agharti hanno giocato, con la loro storia e le loro tradizioni, un ruolo fondamentale per le vicende narrate. I personaggi come la storia non avrebbero avuto senso in luoghi differenti, privando così il racconto di quello spirito fantastico e d’avventura che invece lo caratterizza.

Isabel Giustiniani, File JE60754

Nel mio caso l’ambientazione non solo è fondamentale, ma è il motivo per cui è nata l’idea del romanzo. Da appassionata di Storia e specialmente di quella del tardo Impero Bizantino, ho voluto creare una storia che ne facesse rivivere gli ultimi tragici anni fino alla caduta di Costantinopoli. L’idea iniziale si è poi allargata comprendendo un arco di tempo maggiore e altre vicende collaterali, inserendola inoltre in un contesto con elementi difformi seppur sempre focalizzata su quei luoghi e atmosfere. “L’ombra del Sultano” sarà solo la prima parte di questo viaggio nel passato della città dalle mura millenarie.

Noemi Gastaldi, opera: Il tocco degli spiriti antichi

Ho chiamato la mia saga “Oltre i confini” perché si svolge oltre i confini del materiale, in quel luogo- non luogo dove dimorano le creature che non hanno corpo. L’ambientazione, è quindi fondamentale per l’intera trama dei miei libri. Tutto ciò che avviene al di qua del confine, si svolge invece nella mia città, Torino, e in alcune altre località che ho avuto modo di conoscere.

Se siete curiosi di leggere le risposte alle prime tre domande, potete farlo qui:

E mi raccomando, stay hungry, read indie!

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