ho imparato che…

(c) pingendiartifex / Flickr
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… le persone che mentono sono quelle che dicono, per esempio, una cosa del genere:

Ehi, comprerò il tuo libro quanto prima: nel momento in cui li saluti soltanto e senza alcuna intenzione di parlare del tuo libro. A me non interessa se compri o meno il mio libro, soprattutto se ti ho salutato, non aveva questo sporco scopo il mio “ciao” e, poi, mi fai così falso e interessato a te per venderti un download? Ti perdi per una banalità, fattelo dire, e mi metti in seria difficoltà e poi perché dichiarare cose false così facilmente? Non ti tolgo la stima se non mi leggi. Non lo hai ancora capito? La stima te la tolgo se te ne esci con frasi del genere.

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il brusio di massa e la scrittura

(c)  Antonio Malara / Flickr
(c) Antonio Malara / Flickr

Quando scrivo qualcosa su facebook o su twitter mi sembra di essere un pazzo, una persona che cammina in strada ubriaca che parla da sola ad alta voce. Nella maggioranza dei casi nessuno replica mai.

Le possibilità son due: o non interessa quanto detto oppure nessuno l’ha visto. Così tanti messaggi da creare l’effetto contrario a quello voluto.

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nessuno crede ai pazzi: Kindle Amazon, anno 2008

Kindle Le parole confondonoOggi si parla e si parla e si parla, si fanno chiacchiere. Si dà a Grillo del pazzo, si dice che Grillo è Hitler, che Grillo è un evasore fiscale. E questo lo dice chi lo è per davvero.

Di solito nessuno crede ai pazzi, no? Ai visionari non si dà credito. Stessa cosa hanno fatto con Steve Jobs che ha messo su la Apple. Unico contro il mondo. Ma a me non serve che siano altri a dire che Steve Jobs sia un grande o che lo sia Grillo o che non lo siano. Io ragiono con la mia testa. E guardo quello che fanno e dicono gli altri e decido da me chi ha torto o chi ha ragione, oppure chi ha meno torto di altri, oppure do fiducia a uno piuttosto che a un altro, ma posso sempre cambiare idea in base a come una persona mantiene o muta il suo comportamento. Sono libero di pensare. E, soprattutto, non guardo la forma.

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dire di no stupisce, vero?

da: BlogInglese.it

E quando un editore ti contatta tu che fai?

Gli dici di no? Sì, gli dico di no nel 90-95% dei casi.

C’è chi ci ride sopra. Dico di fronte a questa mia scelta. Va bene. L’importante è non piangerne.

Continuo l’articolo di ieri mettendoci dentro un po’ di riflessioni che ho volutamente tenuto fuori ieri perché volevo dare un taglio sintetico e diverso all’articolo in questione.

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lo scrittore in crisi: era tutta ironia

Autori: Richard Greenhill e Marie De Ryck, fonte: http://www.shadowrobot.com

Una volta accadde un fatto strano.

Mi venne l’idea di creare una rubrichetta composta di 13 articoli della serie “Lo scrittore in crisi”.

In questa rubrichetta c’è l’apertura che è sempre la stessa: “Una volta accadde un fatto strano. Fatto. Rimasi sconvolto.” e poi la frase “sono rimasto sconvolto” che è una sorta di litania ironica.

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