Per autopubblicarsi occorre…
… occorre… occorre un testo interessante, una serie di lettori che se lo leggano in anteprima, varie revisioni, un editor e un pubblico e…
Pensieri e parole
Per autopubblicarsi occorre…
… occorre… occorre un testo interessante, una serie di lettori che se lo leggano in anteprima, varie revisioni, un editor e un pubblico e…
Cercherò di essere sintetico.
Innanzitutto buon anno nuovo a tutti. Buoni e cattivi.
Con la chiusura del 2011 si fa sempre più forte in me l’esigenza di non mandare più nessuno scritto a nessun editore, facendo di un’erba un fascio. Tanto scrivere non è che arricchisca nessuno. Autore in primis. Tanti sforzi che non arrivano mai in porto. E anche quando arrivano l’esperienza dà in sé molto poco.
Un po’ di tempo fa ho seguito una polemica di chi accusa gli autori di self publishing di essere un po’ troppo vanitosi pur non avendone alcun valido motivo.
Sì, è vero. Pubblicarsi a “tutti i costi” può sembrare un modo come un altro di buttarsi una zappa sui piedi a prescindere dal valore di ciò che si pubblica. Senza un editore si è bollati come “poveri sfigati” e, in alcuni casi, dà fastidio, può portare a minor testi di qualità e può indispettire alcuni editori. Sono miti da sfatare.
Quello che non è vero in assoluto è che gli autori che si autopubblicano sono scadenti e, soprattutto, spacciare l’autopubblicazione per Editoria a pagamento. Questa si chiama disinformazione.
Andrea l’avrebbe dedicata volentieri a Giulia…
L’amore non smette mai di crescere dentro di noi e le difficoltà non fanno che rafforzare i sogni e le speranze. Anche quando le neghiamo. Come il desiderio di smettere di scrivere… Ma non solo quello.
Come fatto da Marta con il suo “Contro il comma ammazza-blog: post a rete unificata #noleggebavaglio” anche io oggi affronto il tema della norma ammazza blog.
Purtroppo, puntuale come un orologio svizzero, ogni tre mesi (magari 6) qualcuno se ne viene con una norma per togliere di mezzo la piccola grande informazione che è tanto scomoda a qualcuno.
Personalmente sono stanco di vivere in un paese dove nessuno propone una norma per migliorare la qualità della vita, ma continua solo a proporre protezione ulteriore a chi già è protetto in un emisfero magico in cui tutto gli è permesso e tutto gli è dovuto. Pensioni e stipendi che noi comuni mortali non vedremo mai.
Continua a leggere “chiudiamo i blog! #noleggebavaglio #ammazzablog”
Sì. Tempo. Non se ne ha proprio più.
Ho letto che per accrescere di popolarità in un blog bisogna scrivere di cose interessanti e farlo quotidianamente. Ho deciso di liberarmi di Internet e quindi posso pubblicare articoli più di recente. Ne stavo abusando. Ora ho più tempo per me e meno tempo per cazzegiare. In ogni caso non riesco sempre a scrivere articoli interessanti. Recensioni a prodotti, libri. Dovete accontentarvi 🙂 .
Legge Levi. Legge Levi. Si è parlato molto in rete di questa cosa nei giorni scorsi, così non potevo non trattarne anche io visto che giorno per giorno si delinea sempre più pulita l’anomalia italiana.
Rieccomi. Questa estate mi sono fiondato in lettura e tanta scrittura. In pratica ho portato quasi a termine il mio secondo romanzo. Manca la conclusione (devo avere il tempo materiale di scriverla, ma già è in testa) e, ovviamente, il lavoro di limatura e correzione delle nuove parti aggiunte questa estate (sono molte) e di almeno un paio di revisioni totali che permettano di mantenere coerenza e ritmo dell’intero testo.
Un saluto ai pochi, ma fedeli lettori.
Se volete contattarmi, mandarmi una cartolina sapete come fare 😉 .
In particolare se volete essere realizzato un libro elettronico c’è sempre possibilità. Mi organizzerò anche per la preparazione di ebook con tanto di copertina e, per chi desidera, anche font personalizzati 😉 .
Se sei un “autore/editor/casa editrice senza contributo” e ti va di farti intervistare contattami.

Eccoci con la quinta puntata del “making of…” del mio primo romanzo.
Due puntate fa si parlava di stile e punto di vista e si accennava anche al fatto che i lettori hanno un modus operandi di lettura che è difficile da scalfire. Un modus operandi per cui l’unico modo di tenere attenta l’attenzione del lettore è quello, probabilmente, di scrivere thriller e abbandonare la narrativa tradizionale.
Continua a leggere “la storia di come due fratelli vincono la paura n°5”