A volte ci si pone problemi, ci si indirizza verso strade che pongono problemi e lo si sceglie volutamente. Perché? Ha senso spingerci verso complicazioni?
No, perché ci si perde tutto il resto.
Pensieri e parole
A volte ci si pone problemi, ci si indirizza verso strade che pongono problemi e lo si sceglie volutamente. Perché? Ha senso spingerci verso complicazioni?
No, perché ci si perde tutto il resto.
Penso che una persona, normale o anormale che si voglia, abbia dei sogni. Deve avere per forza dei sogni e che con quelli deve vivere, quanto più sono grandi e irrealizzabili più può sorridere.
I sogni sono gratuiti, non costano nulla e nulla costeranno in futuro. E l’importante è averne… ma posso? È giusto?
Sono queste le cose che mi chiedo essendo nato dove sono nato, nelle condizioni in cui sono nato. Ho paura di sognare, se sogno troppo c’è sempre qualcosa o qualcuno che ti rovina tutto.
Leggo da qualche giorno in rete, solo articoli riguardanti le recensioni pagate dall’autore autopubblicato John Locke (non il filosofo, non il personaggio di Lost). Mi viene da sorridere. Tanto. Tantissimo.
Perché?
Facile. Nel mondo esiste il potere editoriale e quello mediatico (è importante vendere qualche copia in più del giornale, qualche clic in più). Quelli, volendo, le recensioni non le pagano, gliele fanno e basta, come le vogliono loro. Esempio? Facile…
Continua a leggere “Recensioni e democrazia: come ti sconfiggo il selfpublishing #2”

… ti scrivo, così mi distraggo un po’…
A parte scherzi, voglio pubblicare una lettera arrivatami tramite i contatti.
È qualcosa di incredibile. Sono rimasto davvero colpito… Emozionato.
Se io sono uno scrittore o un musicista, cosa bisogna fare per proteggere una propria opera? Cos’è il diritto d’autore?
Il diritto su un opera è nostro dal momento stesso in cui la creiamo, ma come la si può proteggere per dimostrarlo in termini legali?
Ecco di seguito due video sull’argomento:
Continua a leggere “CopyZero e Creative Commons: alternative alla SIAE”
Parlo di questo blog. Tempo ne ho poco, a volte di più. Diciamo che dipende dal periodo, dalle condizioni climatiche… Scrivere qualcosa di sensato mentre nella stanza ci sono 40 gradi è abbastanza complicato.
Ricevere commenti? Sarebbe bello. Anche se qualcuno passa solo una volta di qua. Forse mancano i contenuti decenti. Potrebbe essere.
Sono alla fine dell’ennesima revisione. Ben due anni. Cinque grandi correzioni/riscritture più tante micro revisioni continue anche in fase di scrittura stessa. Ho tagliato interi capitoli, ho aggiunto altre parti, ho rimosso interi pezzi raccontati e li ho mostrati, ho cambiato un paio di volte il punto di vista dell’intera prima parte, che ora non esiste più e si è fusa con la seconda in forma di ricordi. Il libro è sempre diviso in tre macroblocchi, ma ora hanno la struttura che avrei sempre voluto assegnargli. La storia mi piace. È proprio come volevo narrarla.
Continua a leggere “la storia di come due fratelli vincono la paura n°6”
Meno male che in questo articolo c’è qualcuno che sconfiggerà il selfpublishing e ce ne libererà una volta per tutte. Ora siamo veramente salvi. Alleluja!
Forse scrivere solo l’articolo sul Premio Calvino non avrebbe richiamato sufficienti lettori? Bisognava nominare il self-publishing perché fa moda? Tanto moda che tra poco anche Mondadori aprirà la sua piattaforma di self-publishing?
Sto per dire un’eresia? No, no, calmi. Io non ho intenzione di pubblicare a pagamento. Prima del 2009 pensavo che per pubblicare bisognasse pagare, sempre. Poi ho incontrato degli editori che non chiedevano soldi, ho visto pubblicati ben 8 miei racconti in altrettante antologie senza pagare nulla.
Articolo ironico.
Oramai alcune librerie tutto fanno fuorché vendere libri. Dovrebbero convertirli in supermercati dove si vendono anche patate, cipolle, verdure… tanto poco ci manca. Non sto parlando a vanvera, ma su un ben preciso episodio.
So che chi mi legge penserà che sono un po’ ingenuo e che tutti sanno che in una catena di librerie che fanno referenza a un editore nazionale che ha la sua tipografia, la sua catena di distribuzione così funziona. Abbiate bontà, io ero solo illuso che non fosse davvero così.