Una storia che doveva essere un racconto

tazzina

Quando ho iniziato a scrivere Sai correre forte, il romanzo di prossima pubblicazione, non sapevo che avrei dato vita al romanzo che poi ne è venuto fuori.

Perché no?

Perché la mia idea era quella di inscenare storie di vita brevissime intorno a una tazzina di caffè. Come alcuni noti autori hanno fatto e cavalcare l’onda del successo, ma non so fare windsurf, anche se, come nell’intento originale, il primo atto del libro è ambientato per gran parte proprio in un bar.

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I dettagli e le emozioni dentro un’immagine

(C) Giovanni Venturi
(C) Giovanni Venturi

Non so se lo sapete, ma adoro fare fotografie. Sono un artista, esprimo il mio estro anche attraverso la fotografia, la musica e i video. Adoro fare booktrailer. Sto cercando di specializzarmi. Mi rilassa.

Dalle mie foto evito di farci rientrare persone per un fatto di privacy e perché di ogni foto che faccio voglio immortalare un aspetto particolare di un ambiente senza persone. In alcuni momenti è difficile fare in modo che ciò che vuoi fotografare non abbia la presenza di soggetti fermi o in movimento che disturbano.

Vedo un paesaggio, il tempo di prendere la macchina fotografica e puntualmente ti si piazza qualcuno davanti che si ferma e a gruppi iniziano interi book fotografici di autoscatti con i cellulari. Che fine faranno tutte ste foto? Inonderanno i social network, ovvio. Milioni di foto arrivano su Instagram, Facebook e Twitter ogni giorno. Migliaia di aste si elevano al cielo per altrettanto numero di autoscatti per ogni occasione.

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diario scrittorio: venerdì, 3 marzo 2017

diario-scrittorio

Oggi abbondiamo. Quarto articolo in una settimana.

Mentre si avvicinerebbe la data di pubblicazione mi ritrovo impegnato a scrivere? Diciamo che ho fermato le scritture da forse due settimane. Ero preso a portare avanti il quarto volume de “Le parole confondono“, stavo editando il terzo mentre attendevo il responso sul mio romanzo, le note su cui lavorare.

Mi sono dovuto fermare per forza di cose. Come fare correzione, rilettura e scrittura insieme di tre universi distinti? Se si vuole andare al manicomio potevo anche continuare su questa strada, alternando un’ora a Sai correre forte, un’altra al terzo volume della serie e un’altra ancora al quarto.

Non avrei finito nemmeno in capo a un anno. Siamo prossimi alla pubblicazione e le energie vanno concentrate verso un unico sforzo e su un unico testo.

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una storia di narrativa a teatro… o quasi

(CC) Andrea Tosatto / Flickr - Licenza CC - nessuna modifica all'immagine
(CC) Andrea Tosatto / FlickrLicenza CC – nessuna modifica operata all’immagine originale

Il mio nuovo romanzo, Sai correre forte, arriverà davvero a breve. Un autoeditore organizzato programma le date nei minimi dettagli, lo so, ma abbiate pazienza con me. Provo a fare del mio meglio, ma ho dei limiti e, ogni nuovo romanzo è un salto nel vuoto.

Veniamo al teatro del titolo. Sto per pubblicare una commedia?

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Mondadori, gli altri e il selfpublishing

(C) jppi at Morguefile
(C) jppi at Morguefile

Quando si parla di Mondadori si parla di una grande casa editrice, vero? Chi non vorrebbe essere pubblicato da Mondadori?

Be’, dopo aver visto diverse cose io non vorrei essere pubblicato da nessun editore, soprattutto se grande.

Mondadori ha sempre mostrato un interesse per gli autoeditori, per i selfpubliher.

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Sai correre forte…

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(C) Giovanni Venturi

Ecco, ci si prepara all’uscita prossima del nuovo romanzo.

Titolo? Sai correre forte.

È quello che serve a tutti nella vita. Correre forte senza mai voltarsi indietro, dando dimostrazione, prima a se stessi, di forza e coraggio nella propria vita e, in particolare, se si vive una città capovolta. Dove nulla è dato per scontato e anche le banalità non possono essere considerate tali.

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“La follia del mondo”, di Marco Freccero

In vendita su Amazon e sui principali ebook store
In vendita su Amazon e sui principali ebook store

Leggere le storie di Marco Freccero vuol dire avere la certezza di essere capitati in degli ottimi racconti. È un libro che si compone di diversi storie non brevi; questi testi riescono a entrare nell’anima dei personaggi per quel tempo necessario a potersi immedesimare negli stessi, un tempo giusto per diventare curiosi, capire e leggere come andrà a finire. Sono storie di super eroi quotidiani, gente che potresti incontrare al super mercato o alla fermata del pullman. Ci sono alcuni racconti in cui Freccero risulta particolarmente riuscito nella sua abilità di dire senza dire, di mostrare i fatti e di emozionare, come accade per il racconto Pugni, dove il protagonista è un ragazzino che coi suoi dubbi e le amarezze va avanti. Il finale delicatissimo è un pugno allo stomaco. C’è stoffa, ricorda alcuni bravi autori. Queste raccolte di racconti meriterebbero l’attenzione dei giornali, ogni tanto, giusto per far capire che qualcuno che scrive bene c’è ancora e che non è un autore di una grande casa editrice. Lo dico con stima, perché se incontro un testo che mi piace, non ho alcun problema a dirlo.

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intervista per “Anima di carta”

foto copertina: © Pavel Losevsky | Dreamstime.com – Surprised Teenager Boy Against Sea, Half Of Face Photo
foto copertina: © Pavel Losevsky | Dreamstime.com – Surprised Teenager Boy Against Sea, Half Of Face Photo

Oggi è uscita una intervista che mi ha dedicato Maria Teresa Steri nel suo blog “Anima di carta“, dove parliamo del mio romanzo di formazione in ambito fantascientifico: Joe è tra noi, quello che è a tutti gli effetti un thriller fantascientifico.

Sono davvero curioso di conoscere cosa ne pensa Maria Teresa del mio romanzo, quindi leggerò anche io il suo articolo.

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#imieiprimipensieri – pensieri di notte

(C) whiterussian at Morguefile
(C) whiterussian at Morguefile

Oggi pubblico un articolo scritto di getto, una sfida proposta ad alcuni blogger da Chiara Solerio. Di che cosa si tratta? Scrivere di getto un articolo, per vedere l’effetto che fa. Il post che lancia la sfida lo troverai: qui.

Solitamente, quando scrivo un testo devo tornarci su un po’ di volte. Come ho spesso detto, la mia scrittura è come una statua ricolma di fango e la riscrittura è come un getto d’acqua che butta via il fango e tira fuori un oggetto più degno di essere almeno fissato.

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Ophir – codice vivente, di Rita Carla Francesca Monticelli

Leggere questo libro è stato come andare a una festa e incontrare di nuovo gli amici che non vedevi da un anno. I personaggi di questa space opera sono sempre piacevoli da ritrovare e la lettura è stata altrettanto piacevole durante lo scorrere di tutto il romanzo; l’unico problema è stato che quando il libro è finito è come quando a una festa sei stato bene e devi tornare a casa. Vorresti restarci ancora un poco a fare altre due chiacchiere con gli amici.

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