“La follia del mondo”, di Marco Freccero

In vendita su Amazon e sui principali ebook store
In vendita su Amazon e sui principali ebook store

Leggere le storie di Marco Freccero vuol dire avere la certezza di essere capitati in degli ottimi racconti. È un libro che si compone di diversi storie non brevi; questi testi riescono a entrare nell’anima dei personaggi per quel tempo necessario a potersi immedesimare negli stessi, un tempo giusto per diventare curiosi, capire e leggere come andrà a finire. Sono storie di super eroi quotidiani, gente che potresti incontrare al super mercato o alla fermata del pullman. Ci sono alcuni racconti in cui Freccero risulta particolarmente riuscito nella sua abilità di dire senza dire, di mostrare i fatti e di emozionare, come accade per il racconto Pugni, dove il protagonista è un ragazzino che coi suoi dubbi e le amarezze va avanti. Il finale delicatissimo è un pugno allo stomaco. C’è stoffa, ricorda alcuni bravi autori. Queste raccolte di racconti meriterebbero l’attenzione dei giornali, ogni tanto, giusto per far capire che qualcuno che scrive bene c’è ancora e che non è un autore di una grande casa editrice. Lo dico con stima, perché se incontro un testo che mi piace, non ho alcun problema a dirlo.

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intervista per “Anima di carta”

foto copertina: © Pavel Losevsky | Dreamstime.com – Surprised Teenager Boy Against Sea, Half Of Face Photo
foto copertina: © Pavel Losevsky | Dreamstime.com – Surprised Teenager Boy Against Sea, Half Of Face Photo

Oggi è uscita una intervista che mi ha dedicato Maria Teresa Steri nel suo blog “Anima di carta“, dove parliamo del mio romanzo di formazione in ambito fantascientifico: Joe è tra noi, quello che è a tutti gli effetti un thriller fantascientifico.

Sono davvero curioso di conoscere cosa ne pensa Maria Teresa del mio romanzo, quindi leggerò anche io il suo articolo.

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#imieiprimipensieri – pensieri di notte

(C) whiterussian at Morguefile
(C) whiterussian at Morguefile

Oggi pubblico un articolo scritto di getto, una sfida proposta ad alcuni blogger da Chiara Solerio. Di che cosa si tratta? Scrivere di getto un articolo, per vedere l’effetto che fa. Il post che lancia la sfida lo troverai: qui.

Solitamente, quando scrivo un testo devo tornarci su un po’ di volte. Come ho spesso detto, la mia scrittura è come una statua ricolma di fango e la riscrittura è come un getto d’acqua che butta via il fango e tira fuori un oggetto più degno di essere almeno fissato.

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Ophir – codice vivente, di Rita Carla Francesca Monticelli

Leggere questo libro è stato come andare a una festa e incontrare di nuovo gli amici che non vedevi da un anno. I personaggi di questa space opera sono sempre piacevoli da ritrovare e la lettura è stata altrettanto piacevole durante lo scorrere di tutto il romanzo; l’unico problema è stato che quando il libro è finito è come quando a una festa sei stato bene e devi tornare a casa. Vorresti restarci ancora un poco a fare altre due chiacchiere con gli amici.

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un articolo con… selfpublishing nel titolo fa figo?

Fdecomite / Flick
Immagine: (CC) Fdecomite / Flick

Sappiamo oramai che la bolla dell’editoria è scoppiata. Ne parlava Antonio Tombolini in un suo articolo. Oramai la via dell’ebook che è l’unica che potrebbe rinfrescare l’editoria, a patto che si faccia una vera selezione come avveniva 40-50 anni fa, ma questa non è la scelta preferita dagli editori, resta come seconda possibilità, come riserva, e, nel 2017, ci sono ancora editori che non fanno gli ebook. C’è poi chi confeziona ebook scadenti anche come veste, chi ne fa di piccoli libretti di 90 paginette li vende tra i 4,99 e i 9,99 euro e senza criterio, per fortuna, così un vero selfpublisher può più o meno resistere e controbattere a questo tipo di editoria.

Nascono nuove case editrici come i funghi e quando poi si presentano parlano di SELFPUBLISHING (“che segnerà il nostro ingresso nel mondo del self-publishing…”). Cioè, affinché un articolo sia letto, si mettono la parola selfpublishing in bocca. Tanto è bella, è inglese, fa tanto in, fa tanto moda, non vi sembra? Con una parola come quella nel testo di un articolo, meglio ancora se nel titolo, saranno in centinaia a leggere l’articolo.

Eppure spesso le nuove case editrici con il selfpublishing non ci azzeccano proprio nulla. Non sanno nemmeno cos’è. Basta pensare anche all’evento fatto a dicembre a Roma per avere una vaga idea. Ma perché da quando è mondo è mondo per selezionare dei testi con un concorso si deve usare la parola SELFPUBLISHING al posto di SELEZIONE? Non lo so, lo diranno gli esperti di marketing? Forse i motori di ricerca spingono di più verso articoli con questa parola al proprio interno?

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diario scrittorio: mercoledì, 1 febbraio 2017

diario-scrittorio

So che con questa serie di articoli non attirerò lettori di blog, ma, in un certo senso, serve a me come sorta di diario parlante delle mie attività di scrittura e lettura.

Ieri ho finito la lettura di “Ophir – Codice vivente“, interessante testo del genere fantascienza. Il prossimo libro, lo inizierò in pausa pranzo, saranno i racconti del terzo volume della trilogia delle erbacce di Marco Freccero: La follia del mondo. Ora mi ci potrò dedicare per bene, anche perché la scrittura di Freccero è buona. Lo era con le sue tre precedenti raccolte di racconti e mi rifiuto di pensare che non sia altrettanto buona anche stavolta. Ho comprato il suo ebook su Amazon a scatola chiusa, perché, come ho detto, questo autore sa il fatto suo.

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Facciamolo a skuola: storie di quasi bimbi, di Maria Lombardo Pijola

Voto: 3 stelle su 5.

Il problema di questo libro è che non è un romanzo vero e proprio, ma non è nemmeno una indagine sul tema. O, meglio, è tutte e due le cose e non lo è. Ecco il perché delle tre stelle. Se fosse stata una indagine e avesse trattato il tema in un saggio forse sarebbe anche riuscito a tirarsi dietro quattro stelle.

Come romanzo racconta dei fatti sconcertanti, ma lo fa con una certa distanza. Si preferisce riferire la storia con una voce narrante in prima persona che non crea empatia. Una prima persona di una ragazzina di 13 anni che ha problemi grossi, ma, leggendo tutto il libro, non è nemmeno l’unica bambina di quell’età ad avere quel tipo di problematiche.

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diario scrittorio: martedì, 17 gennaio 2017

diario-scrittorio

Mentre ho ripreso a editare il nuovo romanzo, nome in codice SCF, ho preso anche a scrivere il quarto capitolo della serie “Le parole confondono”, che, per alcuni aspetti, si lega a SCF.

Perché non mi sto limitando a editare SCF, oppure il terzo capitolo della serie, visto che già è pronto? Perché ho concluso la seconda botta di editing e non posso riprendere immediatamente con la terza. Sì, serve la terza e ne serviranno altre, ma rimettersi subito sull’editing non aiuta a scovare più errori e cose da sistemare, anzi, sarà il contrario, più si va avanti e più le cose mi passeranno sotto al naso perché ce ne sono meno rispetto a prima, ma anche perché mi limiterò, senza che me ne renda conto, a sorvolare sulle parole, visto che la storia già la conosco.

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Designated Survivor… su Netflix

Quando mi sono abbonato a Netflix 14 mesi fa, non sapevo se stavo facendo la cosa giusta. Avrei comunque avuto un mese gratuito per pensarci e disdire prima, oppure in seguito e quando volevo con un semplice clic. Meglio ancora: usando carte prepagate Netflix non ho bisogno di fare null’altro che usare un codice che mi rinnova in automatico per altro tempo l’abbonamento, senza carte di credito e senza PayPal.

Dopo 14 mesi posso ritenermi più che soddisfatto sia del supporto che del numero di piattaforme su cui Netflix è fruibile e la modalità dello stesso (con l’introduzione su piattaforme mobili della visione in assenza di internet non ci sono più concorrenti per davvero) e, cosa non da poco, dei contenuti sempre nuovi ed esclusivi. Non faccio in tempo a vedere una serie TV che ne arrivano altre 4, 5, 10.

Una di queste è “Designated Survivor“. Prodotta dalla ABC e “messa in onda” su Netflix come contenuto originale, quindi al momento non potete vederla altrove se non su Netflix.

È una gran bella serie.

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Google Play Store: lo store del gratis

"Racconti dall'isola" foto e copertina: ©Giovanni Venturi
“Racconti dall’isola”
foto e copertina: ©Giovanni Venturi

Qualche tempo fa pubblicati “Racconti dell’isola” gratis. Ci furono molti scaricamenti dal negozio virtuale di Kobo, circa 2000, poi siccome dei 2000 potenziali lettori non è arrivato nulla (nemmeno le semplici stelline che puoi dare dalla app) decisi di metterlo a pagamento, almeno chi paga è davvero interessato a un ebook.

Certo 99 centesimi è un po’ come il gratis. Si compra, ma non si legge.

Cos’è racconti dall’isola? Una raccolta di racconti di genere e non. Sono appena 5 testi. In origine erano 6, ma ho dovuto eliminarne uno perché ho pubblicato il libro anche nel negozio virtuale di Amazon.

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