Un po’ di tempo fa conobbi Luca Rossi, un autore di fantascienza che lesse il mio racconto “Viaggio dentro una storia“, e tramite twitter ci tenevamo in contatto, poi pubblicai “Le parole confondono” e mi ritrovai la sua recensione su Amazon:
“Sono rimasto profondamente toccato dalle vicende di Andrea, che si dipanano in momenti e spazi diversi. Ci troviamo ora nella sua Napoli ed ora a Milano. In entrambi i luoghi, alcuni eventi hanno sconvolto o vengono a travolgere la sua esistenza. L’amicizia, la voglia di non lasciarsi di nuovo andare, ma anche il senso supremo della sconfitta… Leggendo, ci si interroga sui significati dell’esistenza, sul senso del continuo essere sbattuti come biglie tra gioie e dolori. ‘Le Parole Confondono’ è un romanzo psicologico, di crescita interiore, toccante, scritto in modo pacato, mai banale. È stata per me una gioiosa scoperta. Mi ha colpito soprattutto come le vicende ‘vere’ di Andrea siano tornate per giorni a frullarmi nella testa, senza lasciarmi più.” (link)
Eccoci con un altro ebook, il vostro scrittore preferito, quello che ama alti e bassi, tra un amore sviscerato e irrinunciabile per la scrittura a un sentimento prossimo all’odio per i suoi testi. Sì, perché un po’ come l’artista pazzo de Il mistero di Bellavista, film di Luciano De Crescenzo, che realizza un’ode all’arte in genere, chi non ha incertezza per la sua vita? Figurarsi per le proprie creature letterarie. Non per incertezza, ma per paura, perché lo scritto è molto più di una sequenza di parole scritte, molto più. Chi non ha scritto per almeno venti anni non sa di cosa si parla. La parola è viva.
Il 4 marzo del 1943 nasceva, a Bologna, Lucio Dalla. Un grande artista che ha prodotto il meglio del meglio della musica italiana. Che ne vogliano dire le persone di gusti sofisticati che hanno quella costante puzza sotto il naso e che non ascoltano musica italiana facendo di tutta un’erba un fascio, che tutto gli dà fastidio, che non leggono libri indie, che non leggono libri se non di elevata qualità, Lucio Dalla ha fatto la storia buona della nostra povera stuprata nazione.
Wikipedia ci dice che nella narrativa, nel teatro, nel cinema ecc. indica l’apogeo di una serie di eventi concatenati che portano a una fase di particolare intensità.
E se in un testo narrativo non esistesse questo elemento chiave potremmo ancora essere soddisfatti di ciò che stiamo leggendo? Io qualche dubbio lo avrei.