L’altro ieri si è svolto il primo reading napoletano per alcuni autori di Perrone LAB. Mi sono occupato personalmente dell’organizzazione, coordinato con la redazione di Perrone LAB e con la libreria Ubik, composta di un personale gentilissimo e disponibile. Mi sono divertito un mondo dopo essermi rilassato un po’, sì perché in realtà temevo di ritrovarmi con una saletta vuota a cercare di leggere dei racconti di cui non so quanto potevano piacere o meno, anche perché, come ben si può immaginare, non tutti hanno gli stessi gusti e leggere non è da tutti. Un bel testo letto male diventa noiso oltre che noioso e noioso e noioso 😀 . Continua a leggere “Reading de “I luoghi” – il resoconto”
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“Come Dio comanda” di Niccolò Ammaniti
Finalmente ce l’ho fatta. Ho trovato il tempo per finire di leggerlo.
Un romanzo di quelli come piacciono a me, belli lunghi e interessanti. Con una bella sfilza di personaggi che impari a conoscere man mano. Nel romanzo ci sono anche alcune tecniche narrative che ho riconosciuto e di cui ho apprezzato l’utilizzo. Sto parlando dell’uso di storie parallele che mantengono l’attenzione del lettore su più fronti, inoltre l’importanza fondamentale di quella che è l’ambientazione. Se non fosse stata curata come Ammaniti ha fatto, il romanzo avrebbe ceduto, infatti l’ambiente di Varrano, il paesino dove si svolge la vicenda, è al centro della storia assieme ai personaggi e al tremendo nubifragio che coincide con il climax del romanzo.
In cucina… di sono anch’io
Il pavimento è freddo, al mattino, ma l’aroma di caffè che risacca dolcemente tra le pareti della cucina consola ben

presto d’aver lasciato il calore delle coperte. Con la tazza calda fra le dita, e la giornata confinata ancora fuori dalle persiane, si potrebbe restare per ore nella stessa disposizione d’animo e di membra, rimboccati insieme nella dolcezza del momento. A pranzo, poi, chissà. Forse di nuovo qui, in cucina, per un appuntamento con la consuetudine; o forse altrove, persino contenti di non dover lavare i piatti, dopo mangiato. E poi vengono i pomeriggi per le merende dei bambini – del pane-e-nutella che a casa del compagno di banco c’è sempre, e a casa propria mai; i pomeriggi per le esplorazioni culinarie, per gli ingredienti inventati e la crema ovunque; i pomeriggi dei cento spuntini che giustificano una distrazione – dallo studio, dall’umore. Più tardi, quando le finestre non bastano più e i pianerottoli si riempiono di profumi, in cucina s’aspettano i figli più grandi e i mariti, oppure si pensa solo a sé e ci si vizia, o ci si trascura. E nelle notti dagli occhi spalancati, è in cucina che ci si rifugia, con l’immancabile camomilla, il rumore discontinuo del frigorifero e la lucina rossa del piccolo televisore, votato ai tg delle ore pasti.
tratto da http://perronelab.it/node/246
Cronache da una sperimentazione letteraria… c’ero anch’io
Bookfactory: sabato 14 novembre 2009, ore 10.30 presso la libreria Archeologiattiva a Napoli, primo appuntamento. Quindici iscritti, un bookcoach, l’incognita di una giornata da spendere in maniera del tutto nuova.
La missione: stendere le premesse concettuali (ambientazione, trama, personaggi, insomma tutto!) di un romanzo partendo da un canovaccio generalissimo (ed assolutamente modificabile, oltre i limiti dello stravolgimento, rispondendo agli impulsi creativi dei partecipanti).
La prospettiva: scrivere il romanzo collettivamente, in un periodo di una settimana, con ciascuno degli scrittori a stendere parti della storia secondo la scaletta scadenzata insieme, rispondendo a dei “compiti” assegnati (interi capitoli, parti specifiche, ecc.).
Continua a leggere “Cronache da una sperimentazione letteraria… c’ero anch’io”
Le case editrici non sono tutte uguali
Per chi non ha seguito i miei precedenti articoli, riepilogo dicendo che sul mercato esistono diversi tipi di case editrici:
- a pagamento;
- NON a pagamento.
Le prime accettano qualsiasi cosa, tanto per pubblicarvi si paga. Magari con l’acquisto di 200-300 copie della vostra stessa opera, oppure con un contratto che prevede 2000-3000 EUR per circa 100-200 copie, ovviamente le modalità cambiano da casa editrice a casa editrice e vanno verificate.
Le seconde NON prevedono alcun onere di pagamento da parte dell’autore e si viene pubblicati se la propria opera vale ed è in linea con i prodotti della casa editrice (non si inviano storie fantascientifiche o noir a case editrici che non ne pubblicano, per esempio).
“Al bar”… ci sono anche io
È una sera piovosa; l’uomo entra nel bar; si sbottona il soprabito umido; una nuvola di vapore l’avvolge; il fischio parte lungo i binari a perdita d’occhio lucidi di pioggia.(Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore)
Sono le storie a popolare un caffè: le vite che lo attraversano, le esistenze che vi transitano. Il vecchio barista, per esempio; il suo passato e le sue disillusioni, la saggezza di chi ha conosciuto molte persone senza doversene, in fondo, curare. La cassiera sognatrice, il cameriere inesperto, il fondatore del locale – al vostro servizio dal 1900 e passa – nella sua foto ingiallita accanto alla macchina del caffè.
E poi ci sono gli avventori: un’umanità di passaggio, nell’atto di calcare la forma di un’abitudine, o di assecondare un bisogno improvviso. Aspettano l’ora di un appuntamento, festeggiano una piccola vittoria. Si guardano tra loro, di sottecchi, col gomito sul banco e le briciole sul cappotto – non c’è il tempo di toglierlo; si incontrano, oppure s’ignorano. E infine, passano oltre, come da una delle tante stazioni della vita, verso altre destinazioni; con l’odore di caffè nei capelli e la dimenticanza già nello sguardo.
(tratto da Perrone LAB)
case editrici: di chi fidarsi?
Era da un po’ che volevo scrivere questo articolo.
Con chi pubblico?
Ci sono scrittori che si guardano in giro ancora prima di pubblicare qualcosa, anche solo per curiosità, per essere preparati e, in un certo senso, capire se si aspira a essere pubblicati o meno. In fondo si può anche scrivere e non desiderare di essere pubblicati. Certo è un caso particolare, ma può capitare.
Scrivere può essere un esercizio che rilassa, può essere un modo per focalizzare sul mondo, su se stessi. Spesso lo scrittore attinge a piene mani dalle proprie esperienze personali, magari, a volte, troppo personali per poter considerare davvero di pubblicare quanto scritto. In ogni caso lo scrittore quando inventa storie si mette a nudo. Ci sono piccole parti di se stesso che si spandono nel testo attraverso i tanti personaggi e le storie e solo chi ci conosce bene ne coglie i tratti.
In treno… ci sono anche io
«E, d’improvviso, nel silenzio profondo della notte, aveva sentito, da lontano, fischiare un treno.»
Luigi Pirandello
“C’è chi il treno deve aspettarlo tutte le mattine, col suo rumore sempre uguale, come una cantilena dei giorni; ogni mattina e ogni sera, lo sguardo corre di continuo all’orologio, e le gambe stanche sperano in un posto a sedere. Nell’era del pendolarismo frenetico e dei voli low cost, nel millennio un po’ folle delle distanze azzerate, l’idea del treno fa sorridere, certo. Ma è anche un sorriso di malinconia. C’è qualcuno che, passando di corsa sotto il tabellone degli orari, non abbia mai cercato la destinazione più lontana sognando una fuga?”
Raccontami… un fantasma!
Vi segnalo un simpatico evento di letture in libreria.
Mondo Cult & Libreria Treves presentano una selezione di storie incentrate sulle più celebri leggende partenopee (il Principe di S.Severo, le Janare, Anna Carafa, Giuditta Guastamacchia) e su alcuni degli itinerari più suggestivi della nostra Città.
Le mie pubblicazioni
Chi segue il blog da un po’ sa che ho pubblicato una poesia all’interno di una raccolta di poesie e racconti realizzata dall’editore romano Giulio Perrone Editore.
Mi hanno anche pubblicato il racconto breve “Il distacco” sul sito di Homo Scrivens, una redazione di scrittori con la passione, ovviamente, per la scrittura 🙂 .
Per facilitare la ricerca ho creato la sezione Scritti che al momento contiene questi due testi.
Alla prossima.

