Scrittori del 2013


Ho letto questo articolo di Daniele Imperi e mi sono trovato d’accordo sulla totalità dei punti in questione quando dice del perché si è scrittore.

Li elenco di seguito, ma non sono opera mia, appartengono all’articolo di Daniele:

  • Leggi più degli altri.
  • Leggi meglio.
  • Sei un osservatore.
  • Sei un pensatore.
  • Rifletti su tutto.
  • Sei curioso.
  • Poni domande.
  • Non ti accontenti.
  • Ti vedi diverso dagli altri.
  • Hai sensibilità che altri non dimostrano.
  • Trovi mille difetti nei film che vedi.
  • Sogni a occhi aperti.
  • Vivresti in almeno uno dei mondi che hai creato.

Sì, decisamente leggo molto, osservo, penso, rifletto su tutto e a volte rifletto troppo troppo. Non mi accontento mai di quello che ho e mi vedo diverso dagli altri… Diverso non in meglio o in peggio, semplicemente penso in modo differente.

La scrittura è arrivata nella mia vita un po’ prima di conoscere la lettura, ma giusto un pochino prima.

Per me lo scrivere è qualcosa che a volte diventa necessità, ma devo impegnare una certa costanza nel farlo, diciamo metterci più disciplina. Il problema è che è tempo che va rubato ad altre attività, così a volte c’è altre volte no. Ho almeno un paio di progetti finiti che potrebbero veder luce al pubblico, ma, come tutti gli scrittori seri, mi pongo sempre il dubbio della validità di un testo, di quanto io non mi senta troppo coinvolto dalle storie che scrivo. Un coinvolgimento emotivo che c’è quando scrivo e che aumenta a posteriori quando la storia va avanti e magari si conclude e viene vista e rivista mille molte.

Poi c’è il momento in cui la fai leggere agli altri e scopri che piace, ma nemmeno sei convinto di volerla dare in pasto a tutto il mondo. Il problema non è il volerla o non volerla dare… ci sono libri che hanno venduto anche 50 milioni di copie in tre mesi e sono quanto di più lontano si possa chiamare narrativa decente. La paura è quella di donare un testo potenzialmente buono, ma non pronto e finire nel dimenticatoio nel giro di pochi mesi.

Non credo più negli editori perché per essere pubblicati devi incanalarti in scelte di mercato in cui non mi ritrovo per nulla. I miei testi sono originali, non ho letto di argomenti come quelli che scrivo in giro e mi ritengo fortunato sennò voleva dire che stavo cercando di copiare/imitare un certo scrittore/scrittrice, ma sono testi che parlano di sentimenti e di persone, sono storie in cui mi sento trascinato e in cui anche alcuni miei lettori in anteprima si sono sentiti trascinati, ma che siano per tutti non lo so. D’altra parte non è possibile scrivere per tutti, mi sembra chiaro. Ed è anche vero che lo scrittore scrive di ciò che vorrebbe leggere.

Lo scrittore vero è quello che scrive per gli altri. Quello che crede molto in se stesso. Io ho un carattere che mi spinge ad avere poca fiducia in me stesso… Lo so non dovrei dirlo, in un blog, pubblicamente. Daniele parlava di gestire un blog e di presentarsi attraverso le proprie parole, i propri articoli e ammettere di avere poca fiducia in se stessi è una cosa “grave”, ma lo volevo dire perché spesso poi finisco per avere un rapporto conflittuale con la scrittura, pretendendo dalla stessa qualcosa in più che non riesco a dare altrove. Anche lo stesso fatto di essere lì per lì per pubblicare in autonomia e poi ci penso e ripenso, manco stessi facendo chissà quale cosa… Tanto più di non succedere nulla non accade. L’ho fatto già due volte…

Ho incalzato la scrittura del secondo nuovo romanzo. Secondo perché c’è un primo che va editato professionalmente e appena ho 5 minuti di tempo ricontatto l’editor e iniziamo e secondo perché ne stavo scrivendo un altro che era a buon punto e che nel 2012 ho interrotto. Diciamo che dovrei finire entrambi, il che non è semplice. C’è da studiare, c’è da concentrarsi. Adattarli a un potenziale pubblico? Il bravo scrittore non si adatta al pubblico, è il pubblico che si adatta a lui. È lui che muove gli animi. Voglio metterci le mie forze, senza strafare.

Non c’è ancora una strada disegnata per me. E spero che quest’anno mi si mostri nei vari campi e, magari, anche con la pubblicazione… brutta parola… pubblicazione…

Disciplina, scrittura e fantasia e osservando in giro mi sono venute tante idee, a volte troppe. Ora ne tiro fuori qualcuna da queste e vediamo che succede.

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5 thoughts on “Scrittori del 2013

  1. Grazie anche a te della partecipazione 🙂
    Buona analisi anche la tua, soprattutto quando dici che è il lettore che deve adattarsi: è proprio così che deve essere. Hai involontariamente anticipato uno dei temi di un prossimo post per Scrivere nel 2013 😉

  2. A proposito della tua paura di esporti, sai cosa ti dico? Continua a scrivere. Più scrivi, più acquisisci sicurezza, questo perché diventi più bravo. Però, se non sei sicuro delle cose scritte in passato, questo non deve fermarti nel pubblicare quelle che scriverai da ora in poi. Devi farlo, perché la sicurezza viene anche dal feedback dei lettori. Mentre per la disciplina devi fare un patto con te stesso. A questo proposito ti consiglio vivamente di provare a fare il NaNoCamp di aprile. Non importa se vinci, ma, se riesci ad acquisire un buon ritmo, ne accrescerai in tutto: disciplina, autostima e qualità della scrittura. Provare per credere 😉

    1. Io sono sicuro delle cose che scrivo, ma sai sono uno molto molto molto esigente con me stesso 🙂 . Al punto che divento insicuro. Pubblicherei volentieri quei due romanzi… il secondo di sicuro.

  3. Ciao,
    non sarei così fondamentalista sul fatto che il pubblico dovrebbe “adattarsi” a uno scrittore. Lo scrittore è colui che ama scrivere, se il pubblico non lo apprezza eviterà di leggerlo anzichè adattarsi al suo stile e ai suoi contenuti.
    Secondo me la scarsa fiducia nelle proprie opere ha origini radicate altrove. Se scrivere è la propria passione, ci si deve impegnare a fondo per migliorare senza fermarsi a ripiegare sulla propria scarsa autostima…

    1. Scrivi: “non sarei così fondamentalista sul fatto che il pubblico dovrebbe “adattarsi” a uno scrittore. Lo scrittore è colui che ama scrivere, se il pubblico non lo apprezza eviterà di leggerlo anzichè adattarsi al suo stile e ai suoi contenuti.”

      È esattamente quello che succede, se un lettore apprezza uno scrittore si “adatta”, cioè se gli piace lo segue, come altro rendere l’idea?

      “Secondo me la scarsa fiducia nelle proprie opere ha origini radicate altrove. Se scrivere è la propria passione, ci si deve impegnare a fondo per migliorare senza fermarsi a ripiegare sulla propria scarsa autostima…” dipende. Hai avuto modo di conoscere editori? Anche di persona dico… Partecipare a forum letterari, a concorsi letterari, sei mai stato truffato per 10 euro da un editore? Io sì. So come funziona il mondo editoriale oggi. Lo so molto bene. È quello il motivo per cui ho scritto quello che ho scritto in questo articolo. Perché è vero che non si scrive per se stessi, ma nel momento in cui vuoi scrivere per tutti ti trovi davanti a una serie di problemi che ti fanno passare la voglia. E te la fanno passare credimi. Il discorso era troppo lungo da sintetizzare in un solo articolo, ma su queste pagine ne ho parlato diverse volte. Chi mi segue lo sa cosa penso. E vi ho dedicato uno scorcio in uno dei miei racconti pubblicati nell’e-book “Deve accadere”, il racconto del lettore compulsivo 😉 .

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