#NaNoWriMo2017 e tempo di scrittura


Immagine rilasciata con licenza Creative Commons Zero (CC0) da Dreamstime

Come ho annunciato in precedenza, quest’anno partecipo al NaNoWriMo.

Cos’è il NaNoWriMo? Partiamo dal significato del termine. È un acronimo e sta per: National Novel Writing Month, ovvero potremmo tradurlo in “Mese di Scrittura di un Romanzo Nazionale” (se fosse una sorta di acronimo italiano: MeScRoNa), ovvero dall’1 al 30 novembre un partecipante in qualsiasi parte del mondo si trovi deve scrivere 50’000 parole (non battute, ma parole) per mettere insieme una storia che si configuri come romanzo.

Per fortuna che non lo organizzano in Italia, altrimenti il mese sarebbe stato composto di sole 4 settimane.

Come procede?

Premessa

Vorrei prima di tutto precisare che per scrivere un romanzo non basta un mese. Scrivere in media 1667 parole al giorno non assicura di concludere un romanzo e, soprattutto, non permette di farlo bene da subito (editato, pulito, perfetto).

Il NaNoWriMo serve per mantenere un allenamento alla scrittura, serve ad abituarsi a una certa disciplina e organizzazione. Chiaramente, se iniziate a scrivere qualcosa di cui non avete la più pallida idea, posso assicurarvi che in un mese non riuscirete a tirare fuori nulla di sensato e, soprattutto, non riuscirete a mettere insieme 50’000 parole.

Infatti, quando si prepara la scheda del romanzo per il NaNo è richiesta una bozza di copertina, una bozza di sinossi ed eventualmente anche un estratto del libro.

Come si fa a scrivere una sinossi se nemmeno sapiamo di cosa si parla?

E come facciamo a sapere che un romanzo sarà più o meno di 50’000 parole? Potrebbe essere più breve o più lungo. I romanzi brevi non esistono, quelli che in Italia si chiamano romanzi brevi sono confusi con quelle che sono le novelle o, peggio ancora, con un racconto lungo. Per qualcuno un romanzo di 50’000 parole potrebbe essere tosta da leggere, alcuni puristi italiani (ce ne sono molti in rete, ovunque, spuntano come funghi) dicono che 50’000 parole per un romanzo sono troppe, figuriamoci se parlassimo di romanzi di 90’000 o 160’000 parole.

Io ho iniziato il romanzo della sfida del NaNo un po’ di tempo prima, so come si concluderà, ho in mente molte scene, ho in testa i personaggi più o meno, con le loro storie. Devo decidere ancora alcune cose che potrebbero portare a delle scelte narrative importanti sul climax.

Un romanzo in un mese?

Per esempio, per pubblicare il terzo romanzo della serie “Le parole confondono” ho partecipato a due NaNo per due anni di seguito, se non ricordo male, quindi due anni e, in più, l’ho iniziato a scrivere mentre il secondo non era concluso. Ricordo ancora oggi che scrissi il primo capitolo del terzo volume mentre ero a Londra, folgorato da un’idea. Poi è stato messo da parte mentre in testa mi cresceva l’idea. Con due NaNo ho scritto la prima e la seconda metà e poi un anno per completarlo, editarlo e pubblicarlo, mentre ne scrivevo un altro ancora che ho pure pubblicato: “Sai correre forte“. Ecco perché avete la sensazione che io pubblichi sempre. Perché scrivo più cose in parallelo, non riesco a stare troppo tempo su una storia, perché mi vengono idee di continuo a cui a volte non so resistere.

Quindi definirei il NaNo come una officina di scrittura dove ti spingi a scrivere una bozza di una nuova storia o a completarne una iniziata in precedenza, oppure scrivere la bozza di una seconda parte di un romanzo.

Il NaNoWriMo 2017

Il romanzo su cui sto lavorando è il quarto della famosa serie di cui sopra.

Nel NaNo non ci si può fermare troppo a correggere e ricorreggere, bisogna mettere tutto su file, quindi è sconsigliato a chi ha tempi e modalità incompatibili, un progetto narrativo poco chiaro, ma è pur vero che dopo aver completata la bozza col NaNo magari pochi mesi dopo si potrebbe anche pubblicare la storia se si è studiata in modo da rientrare nelle 50’000 parole. Anche “Joe è tra noi” venne fuori da un NaNo con l’aggiunta di altre 24’000 parole circa e rielaborazioni varie, riletture, editing a raffica.

Ecco perché chi non partecipa, e non si rende conto, e fa della scrittura una disciplina, ride quando sente la gente esaltarsi quando partecipa al NaNoWriMo. Pensano che uno possa pubblicare quello che ha scritto nel mese senza limare e senza rielaborare o pensano sia tutto fango di cioccolato («cosa vuoi che ne esca a pompare pagine e pagine in un mese?»). Un po’ come ridono/ti guardano dalla testa ai piedi quando gli dici che sei un self-publisher. Purtroppo c’è chi ti piazza una etichetta addosso costantemente. Succede ogni giorno e non solo in ambito di scrittura/editoriale, figuriamoci. Si parla del nulla.

Il NaNoWriMo forma, è utile, permette di organizzare il lavoro di scrittura e magari anche di evitare di scrivere cose che non arriveranno in porto mai, ti sprona. Quando scrivi? La sera. Un paio d’ore, un’ora, mezz’ora, o quattro, dipende da te e dal tempo che puoi ritagliarti. Se scrivi più del necessario, più di 1667 parole al giorno, poi ne puoi scrivere di meno i giorni successivi.

Per me la sfida parte da oggi. Ho dovuto riscrivere quasi completamente il capitolo 9 perché non andava. Avrei dovuto fregarmene? Nel NaNo si scrive solo, sì, niente correzioni, ma se scrivi cappellate e crei un percorso della trama debole, o sbagliato, poi sono dolori di pancia perché forzi il tutto verso una evoluzione che è completamente sballata. Se occorre rivedere va anche fatto, a rischio di aggiungere solo 300 parole quel giorno o 0. Certo, se lo fai tutti i giorni e ti fermi, vuol dire che hai un problema.

Per il momento sono in gara. Mi piace, ho ritrovato una bella storia. Bella, ma difficile. Parlerà delle difficoltà e del caos interiore che spinge al nuovo incontro tra due persone. Una brutta gatta da pelare. Vedremo che ne uscirà.

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3 thoughts on “#NaNoWriMo2017 e tempo di scrittura

  1. Penso che alla fine l’importante sia come si vive quest’esperienza, il piacere di partecipare. Io non ho mai partecipato, ogni anno ci penso ma finora non ho mai sentito il giusto impulso. Senza dubbio comunque sono d’accordo con quanto dici, non si può fare tutto in un mese, ma è comunque un’occasione per mettersi in gioco. E quindi in bocca al lupo per la tua nano-scrittura 😀

    1. Grazie, crepi. Anche io prima di prendervi parte la prima volta ci ho pensato un milione di volte. Fallo, poi non è che se non vinci vai in crisi. Alla fine ci sei solo tu con la tua storia e qualcuno (c’è un gruppo NaNo italiano) che più o meno serve da auto sostegno 🙂

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