Diario di viaggio n° 11: date e avvenimenti

Torna il diario di viaggio. Torna il rapporto con le cose che sto scrivendo.

Sto evolvendo, almeno si spera 🙂 . Nel nuovo romanzo, che nel frattempo ha già compiuto due anni, anche se si porta più giovane. Nell’ultimo anno ho fatto le revisioni al primo romanzo e poi ho iniziato a spedirlo agli editori. Per gioco, come ho detto più volte. Non mi aspetto nulla, così che se succede farò un salto che mi solleverà da terra 🙂 .

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la storia di come due fratelli vincono la paura n°4

Si parte: le motivazioni della scrittura

Eccomi di nuovo, qua. Sto continuando anche se siete in pochi a leggere e nessuno fa commenti. Nella puntata precedente mi sono accorto di frasi ripetitive, alcune sconclusionate. La foga di voler raccontare del romanzo è così forte che purtroppo mi imbatto in queste bestialità da dilettante 😦 . Se volete tornare a rileggerlo, diciamo che ora dovrebbe essere corretto, si spera 🙂 .

In questo articolo avrei dovuto parlare di altro, ma voglio un attimo far capire alcune cose.

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la storia di come due fratelli vincono la paura n°3

Si parte: stile e punto di vista

Ecco, se i due articoli precedenti sono stati facili da scrivere, questo ha le sue note dolenti.

Lo stile. Il punto di vista. Bene, che dire? Vediamo.

Premetto che sono un’amante della prima persona. Nei romanzi che ho scritto/sto scrivendo è quella che ho usato/sto usando, tranne il primissimo romanzo scritto a 16 anni in cui ho usato la terza persona, ma quello non è nemmeno da considerare. È solo un’accozzaglia di parole ed è venuto fuori male. Almeno se lo rileggo oggi. Con la prima persona si entra in intimità con il lettore, si crea forse più pathos.

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la storia di come due fratelli vincono la paura n°2

Si parte: la trama

Eccoci di già alla seconda puntata 🙂 . Nella scorsa dicevo essenzialmente di come ho scoperto che mentre ero convinto di scrivere una storia, in realtà ne stavo creando un’altra che divergeva da quelle che erano le mie intenzioni iniziali. Volevo una storia speciale, più speciale di quanto avessi pensato.

Stephen King afferma che in genere non ha una scaletta in mente quando scrive, ma che conosce bene o male i fatti importanti della storia e che il resto viene scrivendo. Dice che solo quando si siede al suo Mac e scrive, solo allora conosce quello che accadrà ai suoi personaggi. Ora, o mi sono lasciato condizionare, o sono fatto proprio così, ma seguo la sua stessa filosofia. Non riesco a creare una scaletta precisa precisa come se stessi scrivendo una sceneggiatura televisiva. Soprattutto all’inizio della storia, quando ancora non sai se finirai o meno. Anche io conosco i fatti importanti e il finale, il resto arriva strada facendo.

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la storia di come due fratelli vincono la paura n°1

L’origine

Non so perché questo titolo 🙂 . Spero sia accattivante.

Tempo fa chiesi una mano. Cercavo qualcuno che volesse leggere il mio romanzo per darmi dei suggerimenti. La cosa è ancora valida. Nel frattempo ho spedito a diverse case editrici. Naturalmente ci ho messo il massimo impegno per scriverlo, l’ho visto e rivisto. Fatto 4 revisioni complete, fatto leggere a qualcuno, ma si sa, ogni opera può sempre migliorare.

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Amazon e la privacy delle liste desideri

Con questo articolo volevo semplicemente informare chi come me non conosceva la potenza e la poca privacy che le liste desideri di Amazon.it hanno. Ma per definire quel “poca” bisogna continuare a leggere. Forse il mio è un caso particolare.

Ieri stavo per pubblicare su facebook e su twitter la mia lista desideri pubblica che ho su Amazon.it. Nella prospettiva anche di usare questo strumento per aiutare chi avesse bisogno di realizzare un ebook in formato ePub in modo anche originale se vogliamo. Farsi pagare in libri, DVD o Blue Ray. Meno male che mi sono preso la briga di verificare quali fossero le informazioni che chiunque poteva visualizzare.

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L’autore e la rockstar

Oggi è più facile riscoprire una rock star che un autore. Più che uno scrittore, oggi se non sei un personaggio, se non crei un personaggio intorno a te difficilmente riuscirai a venire allo scoperto senza impegnare tantissime energie.

Ci sono case editrici (forse due, non so, io ne ho contate due per il momento) che dimostrano la tendenza. Pubblicano solo libri che si presume scritti da qualcuno che anche se è esordiente a livello di romanzi o racconti non lo è in generale. Se sei un quasi fenomeno da baraccone allora ti valutano e pubblicano in un mese… Beh, forse non un mese, ma arrivi alla casa editrice per canali diversi dal classico invio cartaceo. Se magari ti sei fatto un reality o un talent show puoi essere contattato da un giornalista che ti scrive il libro e lo passa per tuo e si vendono tantissime copie… Eh certo! Chi è che in Italia non conosce i reality? Solo io potremmo dire. Tutti quelli che sostengono certe persone sono reality-dipendenti.

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Diario di viaggio n° 10: dialogo confuso tra una tastiera e delle dita

Eccoci qua con un nuovo articolo. Non so nemmeno io da dove iniziare. Il diario di viaggio n°10, dopo due mesi, è di nuovo qui.

È un po’ di tempo che trovo sempre più difficile ritagliarmi del tempo per scrivere. Ho concluso il mio primo romanzo serio un anno fa, ho fatto 9 mesi di revisione, l’ho fatto leggere, l’ho inviato a qualche casa editrice, ma ovviamente è stato per gioco. Non credo che nessuno mi telefonerà e mi dirà: “Salve, Giovanni, il suo romanzo è interessante”. E non perché il mio testo non sia valido. Leggo cerce cagate pubblicate in giro, da case editrici anche molto, molto importanti, che questo sarebbe sufficiente a essere meno pessimistico e fatalista. In una scala da 1 a 10. Mi do un 9.

Eppure penso che pubblicare con una casa editrice che abbia la sua distribuzione nazionale è un sogno. Le case editrici hanno così tante cose da fare, da leggere, da valutare che si viene giudicati… In un’ora? Forse mezz’ora, dai. Le prime venti pagine e via.

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Il #Manifesto della Federazione Italiana Blogger

Ripubblico anche io il manifesto della Federazione Italiana Blogger:

Chi siamo

Il progetto nasce da un’idea di Marco Giacomello (@mgiacomello), Giulio Passerini (@giuliopasserini), Alessandro Veroli (@alexveroli) e Camilla Cannarsa (@camillacan).

Nasce sul web e vuole essere un luogo dove i blogger italiani possono riunirsi, creare e organizzarsi.

Perché una federazione con all’interno tante associazioni

Perché vogliamo avere una base comune che sia forte e rappresentativa, ma anche tante sezioni tematiche che permettano di distinguere tutti i diversi settori.

Perché il blog è per essenza plurale e il blogger pluralista

Perché i blogger sono corsari, ma anche i corsari hanno la loro Tortuga.

Perché tramite noi puoi far sentire la tua voce, puoi ottenere diritti, puoi dialogare ‘da pari’ con enti, aziende e giornali.

Perché tramite il confronto, il dialogo e lo scambio di informazioni, vogliamo mantenere alta la qualità dei nostri blog per garantire ai lettori un’informazione sempre libera e di alto livello, nel rispetto della specificità di ognuno.

Perché insieme possiamo cambiare le cose, fare casino, farci sentire.

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