Fuga da Alcatraz

Qualcuno ricorderà il mio entusistico articolo su Alcatraz… Non il film, ma la nuova serie televisiva di J. J . Abrams il produttore di Lost e Alias. Ebbene, il mio giudizio era legato alle prime due puntate, dove in pratica c’era molta potenzialità sul materiale narrativo e sulla bravura di attori come Sam Neil.

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C’era una volta #internet

Stamattina mi stavo informando sui concorsi. I famosi giveaway (letteralmente: dare via). Visto che prima o poi qualcosa di mio vorrei riuscire a pubblicarlo, avrei avuto piacere a regalare l’opera a qualcuno che segue il blog, magari a qualcuno che mi commentava l’articolo in questione quando avrei deciso cosa pubblicare e di regalarlo.

Non sia mai Dio. Si possono avere barche a mare, farsi finanziare il partito per comprare appartamenti, farsi regalare appartamenti a propria insaputa, ma non si può estrarre a caso il nome di un commentatore del blog in un articolo e regalargli un libro, un e-book. Ma vuoi scherzare?

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Festival di Sanremo 2012: intervista a Pierdavide Carone

Chi conosce il mio blog sa che non sono una persona che si lascia impressionare dal cantanti o scrittorucoli, però se qualcosa mi prende dentro, divento quasi un fanboy di quel cantante o di quello scrittore, ci metto passione, ci metto quasi una lode eccessiva per parlarne. È il mio modo per parlare in modo emozionato della persona che è stata capace di far vibrare le mie corde emotive e non è assolutamente un modo per osannare a vuoto.

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il personaggio in una trama da lavatrice

"Laundry room" stock photo by http://www.pixmac.com

A volte mi capita di parlare con alcune persone che si sono stampate una raccolta di racconti o un romanzo e lo hanno fatto passare per una pubblicazione unica e di qualità, oppure con persone che in 6 anni hanno pubblicato solo una raccolta di racconti e basta.

Quanti consigli da professionisti vengono fuori che ti fanno pensare. Sanno perfettamente come bisogna scrivere, cosa si può scrivere e cosa non si deve scrivere.

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Anno nuovo…

Cercherò di essere sintetico.

Innanzitutto buon anno nuovo a tutti. Buoni e cattivi.

Con la chiusura del 2011 si fa sempre più forte in me l’esigenza di non mandare più nessuno scritto a nessun editore, facendo di un’erba un fascio. Tanto scrivere non è che arricchisca nessuno. Autore in primis. Tanti sforzi che non arrivano mai in porto. E anche quando arrivano l’esperienza dà in sé molto poco.

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self publishing… che brutta parola!

Un po’ di tempo fa ho seguito una polemica di chi accusa gli autori di self publishing di essere un po’ troppo vanitosi pur non avendone alcun valido motivo.

Sì, è vero. Pubblicarsi a “tutti i costi” può sembrare un modo come un altro di buttarsi una zappa sui piedi a prescindere dal valore di ciò che si pubblica. Senza un editore si è bollati come “poveri sfigati” e, in alcuni casi, dà fastidio, può portare a minor testi di qualità e può indispettire alcuni editori. Sono miti da sfatare.

Quello che non è vero in assoluto è che gli autori che si autopubblicano sono scadenti e, soprattutto, spacciare l’autopubblicazione per Editoria a pagamento. Questa si chiama disinformazione.

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chiudiamo i blog! #noleggebavaglio #ammazzablog

Come fatto da Marta con il suo “Contro il comma ammazza-blog: post a rete unificata #noleggebavaglio” anche io oggi affronto il tema della norma ammazza blog.

Purtroppo, puntuale come un orologio svizzero, ogni tre mesi (magari 6) qualcuno se ne viene con una norma per togliere di mezzo la piccola grande informazione che è tanto scomoda a qualcuno.

Personalmente sono stanco di vivere in un paese dove nessuno propone una norma per migliorare la qualità della vita, ma continua solo a proporre protezione ulteriore a chi già è protetto in un emisfero magico in cui tutto gli è permesso e tutto gli è dovuto. Pensioni e stipendi che noi comuni mortali non vedremo mai.

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