I dialoghi sono fatti di parole

immagine tratta da: http://nuovoeutile.it/esperienze-13-scrivere-dialoghi-per-cinema-e-tv/

Quando si scrive un testo narrativo una delle cose importati che lo scrittore deve saper fare è dare vita a dei dialoghi interessanti.

Attraverso il dialogo il personaggio, in quel momento, sembra davvero prendere vita, ragionare, sragionare, caratterizzarsi e, scrivere un buon dialogo, può diventare difficile.

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L’isola del giorno che verrà

Andrew Whyte - long exposure photography: Legography &emdash; Between showers
(C) Andrew Whyte

Chuck guardava l’orizzonte in attesa che Kelly, la sua Kelly, ritornasse da lui. Sperava che la nave che aveva abbandonato l’isola per salvarsi riuscisse a tornare. Se lo erano promessi e Kelly manteneva sempre le promesse, perché si amavano e, se ancora non era tornata, doveva esserci un motivo serio. La nave doveva essersi persa, forse non era riuscita a tornare indietro nel tempo e a fermare il Chuck del passato, ma se non c’era riuscita perché ora lei non era lì con lui?
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Il climax, massimo punto di attenzione

Il climax, chi era costui?

Wikipedia ci dice che nella narrativa, nel teatro, nel cinema ecc. indica l’apogeo di una serie di eventi concatenati che portano a una fase di particolare intensità.

E se in un testo narrativo non esistesse questo elemento chiave potremmo ancora essere soddisfatti di ciò che stiamo leggendo? Io qualche dubbio lo avrei.

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Scrittura a puntate e seguiti

Il miglio verde di Stephen KingOggi scrivere seguiti e saghe è una cosa normale. I grandi best seller privi di contenuto, ma vendutissimi (per una trilogia in 3 mesi 50 milioni di copie ha dichiarato qualcuno) vengono venduti in cofanetti che raccolgono i volumi, come se si trattasse di serie televisive.

Qualcuno avrà di sicuro comprato “Il miglio verde”, romanzo di Stephen King. Oggi viene venduto come libro unico, ma chi come me segue l’autore da 24 anni a questa parte sa bene che “Il miglio verde” è nato come esperimento. Un romanzo a puntate, 6 per la precisione. Una storia che è stata pubblicata in 6 mesi. Con grande attesa e seguito del lettore. Era il 1995, il 27 ottobre del 1995. Nella prefazione al romanzo King ci parla di come sia nata l’idea del romanzo a puntate. E in questa nota si dice che all’epoca di Charles Dickens era prassi comune e lo stesso Dickens aveva pubblicato molti dei suoi romanzi a puntate.

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#masterpiece fenomeno da baraccone?

Un articolo così non può che farmi stare bene. Se lo dico io che queste c…e (cose?) che trasmette un canale che chiede il canone sono c…e (cose?) volgari, sono io quello che ha la puzza sotto il naso, ma quando lo dicono esperti di novel writing godo come un pazzo, oramai il baratro dell’Italia è così evidente a tutti i livelli… La Bompiani stamperà 100’000 copie del testo vincitore, appunto, stamperà e NON pubblicherà… C’è una bella differenza.

Vediamo alcuni commenti dall’articolo:

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La scrittura è motivazione

O almeno per scrivere serve essere motivati e organizzati.

Oramai in letteratura è stato detto tutto e il contrario di tutto. Le storie non riescono a essere nuove, ma possono sempre avere uno stile originale e piacevole. Si pubblicano così tanti libri, nascono case editrici ogni giorno, le librerie grondano sempre di più di libri, libri e libri e le persone leggono sempre di meno.

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Scrivere in biblioteca

Ieri pomeriggio e stamattina sono stato alla Biblioteca Nazionale per scrivere. È tutta un’altra storia. A casa c’è troppa confusione, televisori a tutto volume, gente che passa e spassa, apre mobili, prende cose, i nipotini che sono assai più peggio della bomba atomica, internet che distrae di continuo. Non puoi né leggere, né scrivere, né vedere un film. Fare un bel nulla.

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