la storia di come due fratelli vincono la paura n°3

Si parte: stile e punto di vista

Ecco, se i due articoli precedenti sono stati facili da scrivere, questo ha le sue note dolenti.

Lo stile. Il punto di vista. Bene, che dire? Vediamo.

Premetto che sono un’amante della prima persona. Nei romanzi che ho scritto/sto scrivendo è quella che ho usato/sto usando, tranne il primissimo romanzo scritto a 16 anni in cui ho usato la terza persona, ma quello non è nemmeno da considerare. È solo un’accozzaglia di parole ed è venuto fuori male. Almeno se lo rileggo oggi. Con la prima persona si entra in intimità con il lettore, si crea forse più pathos.

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la storia di come due fratelli vincono la paura n°2

Si parte: la trama

Eccoci di già alla seconda puntata 🙂 . Nella scorsa dicevo essenzialmente di come ho scoperto che mentre ero convinto di scrivere una storia, in realtà ne stavo creando un’altra che divergeva da quelle che erano le mie intenzioni iniziali. Volevo una storia speciale, più speciale di quanto avessi pensato.

Stephen King afferma che in genere non ha una scaletta in mente quando scrive, ma che conosce bene o male i fatti importanti della storia e che il resto viene scrivendo. Dice che solo quando si siede al suo Mac e scrive, solo allora conosce quello che accadrà ai suoi personaggi. Ora, o mi sono lasciato condizionare, o sono fatto proprio così, ma seguo la sua stessa filosofia. Non riesco a creare una scaletta precisa precisa come se stessi scrivendo una sceneggiatura televisiva. Soprattutto all’inizio della storia, quando ancora non sai se finirai o meno. Anche io conosco i fatti importanti e il finale, il resto arriva strada facendo.

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la storia di come due fratelli vincono la paura n°1

L’origine

Non so perché questo titolo 🙂 . Spero sia accattivante.

Tempo fa chiesi una mano. Cercavo qualcuno che volesse leggere il mio romanzo per darmi dei suggerimenti. La cosa è ancora valida. Nel frattempo ho spedito a diverse case editrici. Naturalmente ci ho messo il massimo impegno per scriverlo, l’ho visto e rivisto. Fatto 4 revisioni complete, fatto leggere a qualcuno, ma si sa, ogni opera può sempre migliorare.

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Temi, ispirazione e fabula

Oggi ho rivisto “Stand by me – ricordo di un’estate” e ho capito da dove provengono certi temi che hanno ispirato il mio romanzo. Due temi. Uno dei quali ricorre anche in altri miei scritti.

Avevo 16 anni anni quando ho letto la novella “Il corpo” tratto dalla raccolta “Stagioni Diverse” di Stephen King. Un testo che avrò letto forse 2-3 volte. Bellissimo. Il mio primo libro serio. Quell’estate lessi quelle quattro novelle che componevano la raccolta con voracità. Mi legai allo stile, ai personaggi, allo scrittore e alla narrativa. Grazie al grande Stephen King ho iniziato a leggere e a scrivere. Se solo esistesse il testo in ebook senza quel maledetto DRM…

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Scrivila ancora Sam

In un articolo scritto pochissimo tempo fa ho decisamente consigliato di NON partecipare a corsi di scrittura creativa che costano più di 150 EUR, di cui non si conoscono le persone che li tengono, di cui non è nota la qualità a priori e in cui non si incontrano persone con cui confrontarsi. L’ho detto? Beh, lo ripeto ancora. Lasciate perdere se una casa editrice che dice di fare scouting letterario organizza un corso di 800 e passa EUR. È tutto tempo perso. Con 800 EUR non si impara a scrivere. Ci sono tecniche che si possono imparare con consigli, ma non certamente a 800 EUR e nemmeno a 300 EUR come è successo a me.

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Lunghezze massime e concorsi letterari

Tempo fa partecipai a un concorso letterario. Non sono stato selezionato, così nel dubbio che un’email sia andata smarrita e curioso di avere un riscontro sulla lettura o ricezione ho scritto loro… In realtà odio quando uno manda un racconto, un testo a un concorso per email e non può sapere nemmeno se il racconto è arrivato a destinazione. Il mio professore di “Reti di Calcolatori”, uno dei pochi che posso essere orgoglioso di chiamare docente, mi spiegò che le email non si perdono. Il protocollo su cui viaggiano (il TCP/IP) ha la prerogativa di non far perdere nessuna comunicazione elettronica. Ma come ben si sa, un conto e che un’email arrivi in una casella di posta elettronica, un altro conto e che qualcuno la legga. In genere è scontato il fatto che un’email vada letta.

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Wordle.net e il prossimo racconto

Vi riporto quella che è la nuvola delle parole del mio prossimo racconto. Sì, ho deciso che lo pubblico qui sul blog. Non serve regalarlo a una casa editrice e non vederlo in nessuna libreria 🙂 . Il racconto è divertente e liberatorio, almeno per me è stato liberatorio nella scrittura. Non vi do altri indizi. Il primo che indovina la trama gli mando a casa magari “Napoli. Geografie del mistero” in cui compare il mio racconto “L’appartamento in via Santa Lucia” 😉 . Il tema è la follia.

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Cronache da una sperimentazione letteraria… c’ero anch’io

Bookfactory: sabato 14 novembre 2009, ore 10.30 presso la libreria Archeologiattiva a Napoli, primo appuntamento. Quindici iscritti, un bookcoach, l’incognita di una giornata da spendere in maniera del tutto nuova.

La missione: stendere le premesse concettuali (ambientazione, trama, personaggi, insomma tutto!) di un romanzo partendo da un canovaccio generalissimo (ed assolutamente modificabile, oltre i limiti dello stravolgimento, rispondendo agli impulsi creativi dei partecipanti).

La prospettiva: scrivere il romanzo collettivamente, in un periodo di una settimana, con ciascuno degli scrittori a stendere parti della storia secondo la scaletta scadenzata insieme, rispondendo a dei “compiti” assegnati (interi capitoli, parti specifiche, ecc.).

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Lo scrittore moderno gioca con le parole senza smettere mai

(una dedica spassionata a un grande autore)

Cosa poter dire di Stephen Edwin King senza risultare ripetitivo e scontato? Come parlare di questo prolifico autore senza diventare banale? Ormai la stampa internazionale ne ha discusso sempre più spesso. Il Re degli autori contemporanei moderni è entrato nelle case di mezzo mondo con più di cinquanta opere, ha scritto tutto lo scrivibile, ha trattato tutti i temi, i generi, si è dilungato, in alcune opere, in maniera eccessiva, permettendo sempre e comunque di cogliere la forza della parola scritta. Forse non c’è il modo giusto per discuterne, solo iniziandone a parlare ci si può rendere conto di chi sia davvero Stephen King.

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