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Archivio per la categoria ‘Scrivere’

Attendere, attendere e attendere…

16 luglio 2010 giovanni 3 commenti

Ho pensato varie volte se “denunciare” questa situazione, se fare nomi. Non voglio espormi. Non voglio essere puntato come quello che critica a destra e manca, ma se uno paga per un concorso e la case editrice si inabissa che cosa deve pensare? Ditemelo voi perché io non so più cosa pensare! Sono disorganizzati o cosa? Come diceva Manzoni ai posteri l’ardua sentenza. Io spero vivamente si tratti ancora di poco, ovviamente. Non è che uno vuole vincere, ma solo avere notizie. Qualunque siano.

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Diario di viaggio n° 7 – il romanzo è pronto…

29 giugno 2010 giovanni 2 commenti

Un anno fa circa scrivevo della difficoltà di portare a termine la mia storia, ma non perché non sapessi che pesci prendere. Io sapevo benissimo cosa stavo scrivendo e come sarebbe finito il tutto.

Il vero finale l’ho scritto dicembre scorso. L’ultimo capitolo è stato concepito come conclusione di una storia che mi ha emozionato tanto, che mi ha fatto piangere come se io fossi in quelle stanze e in quei luoghi coi personaggi, come se fossi lì con Davide, Roberto, Luca, Alfredo. Ho finito il romanzo un po’ di mesi fa, ma solo un paio di settimane fa ho concluso la mia prima revisione completa. Naturalmente ho fatto revisioni intermedie, poi da questa versione ho tolto un po’ di cose superflue, ho dovuto cambiare circa 30 pagine perché avevo ambientato le scene in un luogo (un parco acquatico) che all’epoca di riferimento della storia non esisteva ancora. Mi sono documentato, ho scritto a Zoomarine e ho spiegato che stavo scrivendo un romanzo con alcune scene nel loro parco e ho chiesto quando è nato. Ho scritto alla Lego per sapere se esisteva una caserma dei pompieri nel 1976-77 e mi hanno risposto in un paio di giorni in modo molto gentile. È stato bello :) .

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Scrivila ancora Sam

In un articolo scritto pochissimo tempo fa ho decisamente consigliato di NON partecipare a corsi di scrittura creativa che costano più di 150 EUR, di cui non si conoscono le persone che li tengono, di cui non è nota la qualità a priori e in cui non si incontrano persone con cui confrontarsi. L’ho detto? Beh, lo ripeto ancora. Lasciate perdere se una casa editrice che dice di fare scouting letterario organizza un corso di 800 e passa EUR. È tutto tempo perso. Con 800 EUR non si impara a scrivere. Ci sono tecniche che si possono imparare con consigli, ma non certamente a 800 EUR e nemmeno a 300 EUR come è successo a me.

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Wordle.net e il prossimo racconto

6 marzo 2010 giovanni 1 commento

Vi riporto quella che è la nuvola delle parole del mio prossimo racconto. Sì, ho deciso che lo pubblico qui sul blog. Non serve regalarlo a una casa editrice e non vederlo in nessuna libreria :) . Il racconto è divertente e liberatorio, almeno per me è stato liberatorio nella scrittura. Non vi do altri indizi. Il primo che indovina la trama gli mando a casa magari “Napoli. Geografie del mistero” in cui compare il mio racconto “L’appartamento in via Santa Lucia” ;) . Il tema è la follia.

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Il lampione – racconto

2 gennaio 2010 giovanni Lascia un commento

Ecco di seguito un racconto scritto a quattro mani con mio cugino. Il testo è datato settembre 1994. Lo ripropongo così come era stato ideato 16 anni fa. Vi ricordo che tutti i racconti sono disponibili nelle sezione “Scritti” e che sono tutti protetti da licenza Creative Common. Prima di abbandonare la pagina, dopo aver letto il racconto, lascia un tuo commento, grazie :) . Non è difficile.
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Lontani dal mondo – racconto

28 dicembre 2009 giovanni 6 commenti
In treno

In treno. Giulio Perrone Editore/LAB

Ecco il primo racconto della serie promessa. Il testo è stato pubblicato nell’antologia “In treno” edita da Giulio Perrone Editore. Come il resto degli articoli di questo blog, il racconto è protetto da una licenza Creative Common, oltre che essere parte di una edizione cartacea di un editore. Prima di abbandonare la pagina, dopo aver letto il racconto, lascia un tuo commento, grazie :) .
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In cucina… di sono anch’io

13 dicembre 2009 giovanni Lascia un commento

Il pavimento è freddo, al mattino, ma l’aroma di caffè che risacca dolcemente tra le pareti della cucina consola ben

Copertina dell'antologia in cui compare il mio racconto "Regalo di Natale"

presto d’aver lasciato il calore delle coperte. Con la tazza calda fra le dita, e la giornata confinata ancora fuori dalle persiane, si potrebbe restare per ore nella stessa disposizione d’animo e di membra, rimboccati insieme nella dolcezza del momento. A pranzo, poi, chissà. Forse di nuovo qui, in cucina, per un appuntamento con la consuetudine; o forse altrove, persino contenti di non dover lavare i piatti, dopo mangiato. E poi vengono i pomeriggi per le merende dei bambini – del pane-e-nutella che a casa del compagno di banco c’è sempre, e a casa propria mai; i pomeriggi per le esplorazioni culinarie, per gli ingredienti inventati e la crema ovunque; i pomeriggi dei cento spuntini che giustificano una distrazione – dallo studio, dall’umore. Più tardi, quando le finestre non bastano più e i pianerottoli si riempiono di profumi, in cucina s’aspettano i figli più grandi e i mariti, oppure si pensa solo a sé e ci si vizia, o ci si trascura. E nelle notti dagli occhi spalancati, è in cucina che ci si rifugia, con l’immancabile camomilla, il rumore discontinuo del frigorifero e la lucina rossa del piccolo televisore, votato ai tg delle ore pasti.

tratto da http://perronelab.it/node/246

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Cronache da una sperimentazione letteraria… c’ero anch’io

5 dicembre 2009 giovanni 3 commenti

Bookfactory: sabato 14 novembre 2009, ore 10.30 presso la libreria Archeologiattiva a Napoli, primo appuntamento. Quindici iscritti, un bookcoach, l’incognita di una giornata da spendere in maniera del tutto nuova.

La missione: stendere le premesse concettuali (ambientazione, trama, personaggi, insomma tutto!) di un romanzo partendo da un canovaccio generalissimo (ed assolutamente modificabile, oltre i limiti dello stravolgimento, rispondendo agli impulsi creativi dei partecipanti).

La prospettiva: scrivere il romanzo collettivamente, in un periodo di una settimana, con ciascuno degli scrittori a stendere parti della storia secondo la scaletta scadenzata insieme, rispondendo a dei “compiti” assegnati (interi capitoli, parti specifiche, ecc.).

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“Al bar”… ci sono anche io

29 novembre 2009 giovanni Lascia un commento
È una sera piovosa; l’uomo entra nel bar; si sbottona il soprabito umido; una nuvola di vapore l’avvolge; il fischio parte lungo i binari a perdita d’occhio lucidi di pioggia.
(Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore)

copertina dell'antologia "Al Bar" edita da Giulio Perrone Editore

Sono le storie a popolare un caffè: le vite che lo attraversano, le esistenze che vi transitano. Il vecchio barista, per esempio; il suo passato e le sue disillusioni, la saggezza di chi ha conosciuto molte persone senza doversene, in fondo, curare. La cassiera sognatrice, il cameriere inesperto, il fondatore del locale – al vostro servizio dal 1900 e passa – nella sua foto ingiallita accanto alla macchina del caffè.
E poi ci sono gli avventori: un’umanità di passaggio, nell’atto di calcare la forma di un’abitudine, o di assecondare un bisogno improvviso. Aspettano l’ora di un appuntamento, festeggiano una piccola vittoria. Si guardano tra loro, di sottecchi, col gomito sul banco e le briciole sul cappotto – non c’è il tempo di toglierlo; si incontrano, oppure s’ignorano. E infine, passano oltre, come da una delle tante stazioni della vita, verso altre destinazioni; con l’odore di caffè nei capelli e la dimenticanza già nello sguardo.

(tratto da Perrone LAB)

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In treno… ci sono anche io

25 ottobre 2009 giovanni 10 commenti

«E, d’improvviso, nel silenzio profondo della notte, aveva sentito, da lontano, fischiare un treno.»

Luigi Pirandello

“C’è chi il treno deve aspettarlo tutte le mattine, col suo rumore sempre uguale, come una cantilena dei giorni; ogni mattina e ogni sera, lo sguardo corre di continuo all’orologio, e le gambe stanche sperano in un posto a sedere. Nell’era del pendolarismo frenetico e dei voli low cost, nel millennio un po’ folle delle distanze azzerate, l’idea del treno fa sorridere, certo. Ma è anche un sorriso di malinconia. C’è qualcuno che, passando di corsa sotto il tabellone degli orari, non abbia mai cercato la destinazione più lontana sognando una fuga?”

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