Dopo diversi mesi (o quasi un anno?) dall’annuncio dato, posso confermare che è ora disponibile la riedizione del primo volume de “Le parole confondono”, un romanzo pubblicato otto anni fa.
Il romanzo “La casa degli spiriti” di Isabelle Allende mostra la vita e i sacrifici di ben tre generazioni. Illustra in maniera molto vivida la storia di una nazione, un grande affresco della travagliata e dolorosa storia del popolo cileno.
Tutti stanno offrendo libri gratis o a bassi prezzi. Offerte che in realtà sembrano prezzi anche non tanto offerta. Libri a 6-7-8 euro.
Ma i libri sono tanti, troppi, troppi gratis, troppi a 99 centesimi. Varrebbe la pena di lasciare perdere quasi. Troppe informazioni, troppa scelta confonde quasi, come confondono le parole.
Diversamente dagli anni precedenti, dove non riuscivo a individuare un buon negozio di e-book, dalla fine dell’anno scorso ho decretato Google Play Libri come mio negozio di libri digitali. Per tre motivi, dicevo nello scorso articolo.
Ogni volta che si “compra” un libro in digitale in realtà si sta acquistando una licenza come si fa normalmente per un software che richiede un costo di licenza.
Piccola premessa
In questo articolo semplificherò l’esposizione per rendere il tutto comprensibile anche ai non addetti ai lavori, quindi se i più esperti notano che sono state omesse delle cose o che l’argomento non è approfondito è solo una conseguenza del processo di semplificazione, altrimenti ci voleva un intero libro per parlarvi degli e-book, di tutti gli store e delle loro differenze. Continua a leggere “Leggere in e-book è essere liberi di leggere?”→
Tempo fa dissi una blogger che due parole per il 2020 si potevano sempre dire. Sia a inizio gennaio che a marzo, e pure oltre, ovvero quando uno se la sente.
È un po’ di tempo che non scrivo articoli per il blog (tutti li chiamano post, ma a me il termine fa venire i brividi). L’anno scorso si è concluso in modo non specialissimo – mi sono persino perso i fuochi di capodanno di Londra – e il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi. Dicevo, mi sono perso i fuochi a Londra, ma non mi sono perso Londra, anche se mi sento perso io.
Londra è la mia droga. È una città che mi ammalia, non poco, ma tantissimo. In gran parte perché è del tutto diversa dalla jungla in cui vivo e anche se è un po’ caotica, lo riconosco anche io che a tratti è caotica, è pur sempre più normale di dove vivo oggi.
La storia che ci presenta Stephen King ne L’istituto ha tutte le premesse per essere una storia superbamente narrata. Ci sono dei bambini, degli adolescenti, che subiscono il male da parte degli adulti. Vengono rapiti e sottoposti a esperimenti come cavie per un bene supremo. Ci sono i buoni, ci sono i cattivi, come ne L’ombra dello Scorpione, ci sono i poteri psichici come in L’incendiaria, ma l’autore, a differenza degli stupendi romanzi che ci ha regalato in passato, oggi non riesce più a sfiorare la superficie, fa un uso abbondante di stereotipi legati anche alla produzione cinematografica statunitense di bassa qualità, dove sparatorie e morti fanno “scena”.
Il finale richiama alla memoria lo stesso finale di The Ousider, altra vicenda dove dei personaggi non c’è traccia. Si resta sempre in superficie.
Non avevo mai letto, prima di oggi, Philip K. Dick. Per un motivo o un altro mi ritrovavo Ubik di continuo davanti agli occhi. Ero tentato. Ho letto poche cose di fantascienza e non mi ritengo un lettore avido del genere, anzi, ne sono molto a digiuno. Temevo di affrontare un testo complicato, che non mi piacesse e, invece, appena ho iniziato a leggere mi sono catapultato in questa storia bellissima.
L’ultimo dei Bezuchov è il primo romanzo di Marco Freccero. Per chi non ha mai letto nulla di questo autore consiglio la lettura, oltre che di questo romanzo breve, anche delle sue ottime raccolte di racconti: Insieme nel buio, Non hai mai capito niente, Cardiologia, La Follia del mondo.
In questa storia due personaggi singolari si incontrano per caso su un treno. Il primo è Maurizio Barberis, un seminarista che ritorna a casa per una vacanza di una settimana; l’altro è un malato, Carlo Alberto, l’ultimo dei Bezuchov. In questo breve periodo, i due si frequentano, anche per volontà di Carlo Alberto, che vede la vita in modo del tutto diverso dal ruolo che invece la famiglia vorrebbe da lui. Maurizio lo asseconda, lo aiuta, ne resta incuriosito dal suo modo di porsi.