c’era una volta il beta reading

Scrivere è relativamente semplice, giusto? Tutti sappiamo mettere parole una dietro l’altra, concludere una storia, finire la prima stesura, ma saper scrivere davvero è un’altra cosa.

Non è la realizzazione della prima stesura a stabilire che si sa scrivere e che abbiamo finito con quel testo, anzi, direi che non abbiamo nemmeno iniziato.

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Brevissima storia delle produzioni indipendenti

Vengo oggi a dirvi con questa mia di un articolo senza ironia.

Il concetto di autore indipendente esiste da sempre. Ci sono autori indipendenti che sono veri e propri registi cinematografici di cui nessuno conosce il nome e i cui film magari non sono mai usciti nelle sale, qualcuno ci ha provato pubblicando i propri piccoli piccoli film e mini mini serie televisive a basso costo su YouTube, le famose web series. Continua a leggere “Brevissima storia delle produzioni indipendenti”

The Killing su Netflix

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Ho già detto qualche volta che Netflix ha il suo fascino, soprattutto se scopri una serie televisiva come “The Killing“. Non la conoscevo, mi è stata consigliata da Netflix stesso e direi che il consiglio non poteva essere migliore.

Solitamente per gli show americani, come anche per quelle inglesi, ci sono delle regole ben precise per essere dei buoni prodotti di intrattenimento. E questa serie televisiva li rispetta tutti.

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alcuni motivi (semiseri e ironici) per autopubblicarsi

Foto di Manuere.
Foto di Manuere.

Ispirato dall’articolo di Marco Freccero sul motivo che spinge all’autopubblicazione, do una mia risposta, che potrebbe nemmeno essere definitiva ai motivi che spingono un autore a pubblicarsi da solo.

Diciamo che ci sono motivi seri e motivi meno seri e anche motivi sbagliati, ma in genere questo vale anche per farsi pubblicare da un editore, o per quando si decide di fare qualcosa nella vita.

Da un po’ mi sono scoperto ironico, quindi mi piace mescolare il serio, con il non serio. Mi piacerebbe dare un elenco serio mescolato con ironia, ma sono sicuro che in pochi coglierebbero il motivo valido da quello che prova a ironizzare su chi segue un’idea di selfpublishing che è completamente errata.

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L’ultima revisione: leggere e rileggere, correggere e ricorreggere

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Nella vita dello scrittore appassionato c’è un tempo per la mera scrittura e quello per la riscrittura.

Cosa intendo per mera scrittura? Quella di chi deve completare la storia attraverso la conclusione dell’intero libro e che deve tracciare i fili della trama, dell’evolversi delle vicende e che non ha modo di rendere perfetta la scrittura al punto tale che non serve rileggere nulla nel momento in cui si è messa nero su bianco l’ultima scena.

Spesso quando inizi una nuova storia non sa se la porterai avanti e se il tempo ti permetterà di concluderla, diciamo che al 90% ce la fai. Solo allora sai che le cose devono essere riviste. Non puoi proprio farne a meno.

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la falsificazione della realtà: differenza tra realtà e finzione

tunnelSpesso chi legge un libro sa che la realtà rappresentata dentro il testo non è davvero tale. Il romanzo si basa su fatti pressappoco reali, ma comunque inventati, rimodellati intorno alla realtà, e magari nemmeno. In inglese si parla di “fiction”, ovvero “finzione”.

Questo dovrebbe essere chiaro a ogni lettore. Quando si legge ci sono personaggi inventati, eventi inventati, luoghi inventati. E anche se si basano su verosimiglianze o si ispirano vagamente a fatti reali, non si può considerare la narrativa alla stregua di un saggio, di una biografia. Se siete lettori di quel genere che pretendete la verità reale e assoluta da un romanzo, allora dovreste smettere di leggere romanzi e buttarvi sulle biografie e sui saggi.

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