Il giorno 30 aprile 2016 sono partito per Londra avendo sulla mia scheda prepagata un credito di 4,22 euro. Ricordavo che la tariffazione all’estero per chiamare era di circa 16 centesimi di euro al minuto. Con non più di 2 euro avrei fatto tutto il traffico voce che mi sarebbe potuto servire. Non avevo necessità di parlare chissà quanto, giusto un: “Tutto bene, oggi c’è una bella giornata, ci sentiamo domani”.
La notizia è vecchissima. È datata 1 aprile. Sono stati annunciati gli autori candidati al premio Strega. Tutti scrittori con alle spalle grosse case editrici, ma quest’anno c’è anche un autore Amazon e Amazon non c’è mai stata al premio Strega (e nessuno sopporta Amazon, giusto?). In lista c’è poi anche una casa editrice indipendente: La Nave di Teseo.
L’autore che molti hanno scambiato per selfpublisher al premio Strega che, chiaramente, non vedeva mai richiamare piccoli editori o selfpublisher è Riccardo Bruni col suo La notte delle Falene.
È da diverso tempo che mi dico che dovrei mettermi di impegno e creare una newletter, lo avrei dovuto fare già 4 anni fa. Solo con la newsletter posso far sapere ai miei lettori, alle persone interessate alla mia scrittura, se ci sono novità in uscita, se sto scrivendo una nuova storia.
Naturalmente un solo messaggio al mese sarebbe più che sufficiente. Non si creerebbe fastidio a nessuno e, in ogni caso, chi non è interessato potrebbe cancellarsi quando vuole e farlo in perfetta autonomia.
Quando un testo narrativo incontra un lettore, la prima domanda che quest’ultimo si pone è: di cosa si tratta?
Il genere di un testo narrativo serve un po’ per assicurarsi di non andare fuori binario. Se non amo i romanzi d’amore, ma solo le storie di fantascienza, allora devo sapere che tipo di libro ho davanti. Il titolo, la copertina e la trama dovrebbero già assolvere al loro compito di permettere di riconoscerne questo famoso genere. Leggere magari anche i primi capitoli può far capire se è davvero così, oltre al fatto che spinge ad affrontare il testo e lo stile dell’autore, in modo da capire se un romanzo può davvero interessarci o meno, cosa che consiglio a prescindere da tutto.
Da quando ho iniziato a scrivere per la prima volta è passato moltissimo tempo, quasi due decadi. Ho pubblicato un racconto lungo, due raccolte di racconti brevi e due romanzi e si spera per fine aprile/inizio maggio di pubblicare il terzo romanzo (che tra l’altro si lega al primo).
Scrivere è importante per uno scrittore, più scrivi più migliori, ma il vero problema sappiamo bene che sta nel modo in cui si scrive, ovvero nelle modalità (se stai in silenzio o se i nipotini stanno urlando e litigando per un gioco sul tablet, se qualcuno ti interrompe ogni 5 minuti perché devi fare delle cose) e nel grado di attenzione che è possibile dedicarci (magari hai avuto una giornata di lavoro pesantissima e sei sfinito, non hai tempo e concentrazione sufficiente).
Spesso siamo frenati da un quantitativo di regole assurde che non è possibile applicare mentre si scrive la prima bozza. Si prova, ma la prima bozza sarà completamente diversa dal romanzo che si pubblicherà alla fine.
Diciamo che in attesa che alcuni beta reader terminassero la lettura del prossimo romanzo in pubblicazione, avevo ripreso a editare quello che dovrebbe essere il prossimo romanzo dopo il prossimo in programma di pubblicazione erotico con agganci alla realtà dei potenti.
Mi volevo anticipare, anche perché il lavoro su un romanzo non termina mai.
Nel sondaggio chiedevo, per quelli che leggono in ebook, dove di solito ne comprano. Mi sono limitato ai 4 grandi nomi: Amazon, Apple, Google e Kobo.
Immaginando che in Kobo ci fossero anche i negozi LaFeltrinelli e Mondadori Store. Perché non includere altri? Perché su Twitter i sondaggi non possono avere più di 4 scelte e, infatti, non ho potuto nemmeno indicare la quinta: “altro, specificare”.
Quanto è bello trovare un autore e non essere mai smentito, lasciarsi prendere e trasportare dalle cose che scrive. Non capita ogni giorno, soprattutto se questo autore si è pubblicato da solo.
La raccolta di racconti “Cardiologia” di Marco Freccero dà l’ennesima conferma riguardo la bravura dello scrittore di fare entrare il lettore nelle storie dei suoi protagonisti, quelli che hanno un’anima, dei problemi, alcuni anche molto seri, gravi, e in tutta la gravità e serietà degli eventi che li travolgono questi vanno avanti perché non hanno molte altre possibilità.
Sì, l’ebook è solo un ebook come il cielo è solo il cielo e il mare è solo il mare.
Un ebook non è altro che una sequenza di parole, giusto?
In effetti non è così. L’ebook è qualcosa che nemmeno esiste. È una sequenza di bit, di zero e di uno dentro la memoria elettronica di un dispositivo che interpreta quei segnali elettrici e ne tira fuori file che sono su un server, cioè su una macchina da qualche parte nel mondo e che distribuisce questo e centinaia e centinaia di migliaia di altri ebook a chi li compra. E l’ebook è sempre un file che un dispositivo come un ebook reader interpreta e mostra come una sequenza di parole a chi ha comprato quell’ebook.
Ho spesso letto libri di genere diverso e di un diverso numero di pagine. Ho letto tomi da 1300 pagine e novelle da 120 pagine. Stephen King in certi casi ha bisogno di quelle 1000-1200 pagine per creare un intero mondo, un universo narrativo complesso composto da un gran numero di personaggi e da intere cittadine inventate con tanto di nomi di strade e di negozi, di storia della cittadina stessa, tradizioni e misteri insoluti.
Uno dei miei libri preferiti di King è Dolores Claiborne. L’ho letto diverso tempo fa, era il 1993, e ricordo che aveva uno stile bello originale, scritto in prima persona. Si parla di una eclissi di sole e l’ambientazione è addirittura un’isola. King ci porta dentro una comunità, una piccolissima cittadina posta su questa isola dove si conoscono tutti, e crea un universo narrativo bello preciso. Non usa nemmeno troppe pagine. Circa 267 pagine.