Con questo post parte un’iniziativa attraverso i blog degli autori indipendenti italiani (hashtag su Twitter, Facebook e Google+ #indieitaliani), che porranno una domanda specifica ai loro colleghi e riporteranno le loro brevi risposte nel loro blog.
In questo modo voi lettori avrete la possibilità di conoscere degli aspetti inusuali dei loro libri e magare trovare tra questi la vostra prossima lettura.
Eh, sì, quando dei personaggi iniziano a vivere di vita propria le loro storie diventano vere e si inizia a non smettere più di scrivere.
“Le parole confondono” è lì fuori e Andreavuol ringraziare e io più di lui. Gli autori del passato erano contenti se avevano 5-10 lettori e io faccio parte della categoria, chissà che qualcuno di quegli antichi autori non sia un mio antichissimo antenato.
È una mattina come tante a Milano, tranne che per Andrea, fermo sulle terrazze del Duomo, deciso a lanciarsi nel vuoto. La sua vita è arrivata a un punto di rottura.
Scavando nel suo passato, scopriamo la sua storia: quella da adolescente all’ultimo anno delle superiori, in una Napoli che gli si incolla addosso con un evento traumatico, e quella da venticinquenne, in una Milano nebbiosa e troppo affollata che lo costringe a prendere in mano le redini della sua esistenza e darsi da fare.
Se a Napoli viveva la sua dimensione di adolescente irrequieto, a Milano sarà l’amicizia con Francesco a consentirgli di orientarsi in una città a tratti ostile. Qui dovrà ripartire da se stesso, affrontando un segreto che credeva sepolto e dimenticato, ma sarà una scoperta sconvolgente sul suo migliore amico a spezzare quel precario equilibrio faticosamente raggiunto.
Si sa che il primo giorno di primavera cade il 21 marzo di ogni anno.
In America potrebbero tranquillamente organizzare una festa, di solito lo fanno per diverse occasioni, quindi non ci sarebbe nulla di male. Anche in Italia potrebbe capitare di festeggiare per un qualsiasi motivo.
…sono i protagonisti di una storia che si sta scrivendo tutta da sola.
La prima parte è conclusa. È un romanzo che ho inviato al Premio Italo Calvino, che ha letto un mio amico scrittore Andrea, due editori e a cui ho sottoposto modifiche varie secondo le loro indicazioni che erano decisamente coincidenti.
L’amore non smette mai di crescere dentro di noi e le difficoltà non fanno che rafforzare i sogni e le speranze. Anche quando le neghiamo. Come il desiderio di smettere di scrivere… Ma non solo quello.