beta reading, editing, self-publishing, editoria o bubbole?

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Oggi, pubblicare e pensare che si è giunti a un punto di arrivo, è quanto di più sbagliato si possa pensare. Anche perché la quantità di testi che arriva su Amazon, tanto per fare il nome di un book store, è impressionante. Non c’è più posto per nessuno. Ci si deve prendere a gomitate con tutti gli altri scrittori.

Perché editoria, invece di self-publishing, non è sinonimo di scelta migliore? Se non lo sapete ancora – mi dispiace che debba essere io a farvi questa rivelazione – il 90% dei piccoli e medi editori non fa editing approfondito sui testi. Se trovate in libreria libri di piccoli editori che in realtà vi sembrano una bozza su cui lavorare ancora, ora sapete il perché. Ma perché lo fanno? Forse questioni di soldi. Magari lo scrittore paga per pubblicare, in qualche modo (acquisto di copie o quant’altro), e quindi finché arriva il soldo non importa cosa pensi chi di cosa, male che vada si chiude un marchio editoriale e se ne apre un altro.

Se vi imbattete in un editore NON a pagamento, sappiate che nel 99% dei casi non accetta un testo che non abbia già avuto un pesante e completo editing e, oltre a questo primo vincolo, non si accettano nemmeno testi che superino le 30’000 parole e non si accettano testi di autori che non abbiano già un bacino di lettori pronti a comprare tutto ciò che pubblica.

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produzioni televisive e cinematografiche e il BAFTA

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Qualche giorno fa scrissi nei miei profili social che ero al BAFTA in cerca di produttori per trarre una serie televisiva dalla mia serie di romanzi “Le parole confondono”.

Piccola notizia di servizio. Il volume quattro si spera possa vedere la luce sugli store entro 2-3 settimane massimo, quindi, idealmente, prima settimana di ottobre. In teoria è tutto pronto ma, sapete, ho sempre un po’ paura di aver trascurato qualcosa, così lo riguardo ancora. Ho pure iniziato il primo capitolo del quinto volume.

Chiaramente non si cercano produttori al BAFTA. Volevo solo fare sapere in modo indiretto che ero a Londra e che mi trovavo lì nel periodo in cui c’è la conferenza di due giorni dei BAFTA Guru. Per chi non lo sa, il BAFTA è l’acronimo di British Academy of Film and Television Arts. È una organizzazione britannica che premia produzioni cinematografiche, televisive e interattive. Su Netflix esiste una sezione di film e serie TV vincitrici di questo premio.

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Stanco della vita o stanco della monotonia?

Image: (C) Giovanni Venturi

A volte mi interrogo su me stesso. Lo faccio per un attimo, a volte per un po’ di più di un attimo. Non mi trovo mai troppo soddisfatto e nemmeno riesco a migliorarmi. Sono tendente alla fuga da me stesso, da ciò che mi circonda.

Ogni tanto mi rilasso per le strade di Londra. Perché Londra? Perché è stato il mio primo amore per una città europea. Ho visto anche Spagna, Repubblica Ceca, Scozia, Irlanda, ma Londra ha preso un pezzo del mio cuore. Inoltre dicono se si è stanchi di Londra, allora si è stanchi della vita. Allora io cerco di capire se sono stanco della vita.

Perché, sì, sono stanco di ciò che mi capita, soprattutto in questa città dove vivo che sembra uscire da puntate della vecchia serie TV Ai confini della realtà. Spesso sono stanco di reagire, sono stanco di me stesso, ma poi non riesco ad avere la forza per darmi una strigliata da solo, per cambiare marcia e buttarmi tutte le cose che reputo negative e inadatte a me stesso alle spalle.

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cambiamenti per…

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A volte trascorriamo periodi sempre uguali. Passiamo le giornate sempre nello stesso modo e a volte non ricordiamo se è mercoledì o giovedì.

Può capitare al ritorno di un lungo periodo di vacanze oppure semplicemente quando siamo immersi in una abitudine costante di fare le cose sempre nello stesso identico modo e non riusciamo a capire che il tempo corre via e non torna più.

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il blog e il IV volume de “Le parole confondono”

Le parole confondono, Certe incertezze, I motivi segreti dell’amore fanno parte dei primi tre volumi della serie “Le parole confondono”

Purtroppo, alla data attuale, 28 luglio 2018, non sono riuscito ancora a pubblicare il IV volume de “Le parole confondono”. Devo ancora comprare la copertina originale, ma almeno ho già pronti tutti gli elementi della stessa in una versione “demo”.

Il problema non è di certo questo. In effetti mi basta un attimo per produrne una in alta risoluzione dopo aver comprato l’immagine che ho già selezionato.

Il vero problema è il tempo per l’editing del testo, il caldo, e i ritardi sono anche dovuti al fatto che abbia dovuto editare “Non vado di fretta” e farne l’e-book, tagliando via un mese intero dal programma di pubblicazione previsto.

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gli e-book non fatti male, ma fatti male sul kindle

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Chi segue il mio blog sa che spesso ho criticato gli e-book fatti male. Ero convinto che quando si carica un e-book sullo store di Amazon poi l’utente compri quel file.

Ho scoperto che non è esattamente così.

Il file viene convertito e poi la visualizzazione dipende da dove viene fatta.

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