Il beta lettore che c’è in me

(C) jppi at Morguefile
(C) jppi at Morguefile

Questo articolo è uscito come Guest Post sul blog di Rita Carla Francesca Monticelli in data 25 marzo 2016.

Quando ho sentito parlare per la prima volta di beta lettura è stato quando un’autrice che aveva letto alcuni miei racconti e di cui avevo apprezzato la prima puntata della serie di romanzi di “Deserto rosso” mi chiese di farle da beta lettore per i successivi libri della serie.

Sono un attento lettore, leggo diversi generi, classici, un paio di autori famosi (Stephen King e John Grisham), sono uno scrittore, ma essere un beta lettore era qualcosa di nuovo per me.

Devo dire che come scrittore sono portato a primo impulso a guardare il lavoro degli altri scrittori con gli occhi da scrittore e non da lettore. C’è una bella differenza tra i due modi di agire.

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Scrivere è divertirsi… #selfpublisher soddisfatti si diventa

(C) ditfeet at Morguefile
(C) ditfeet at Morguefile

Mi sembra quasi impossibile, ma nell’attesa dei miei beta reader mi sto divertendo molto nella revisione del romanzo che uscirà dopo il prossimo che pubblicherò.

Per il momento lo revisiono, solo perché mi serve rimettermi al passo con la storia, non perché sia finito. So bene che non basterà una sola revisione e che manco 5 saranno sufficienti.

La storia è lunga perché non esiste un solo protagonista. In questo romanzo sull’editoria e su altre storie ci sono tante trame parallele che percorrono il testo e i personaggi vivono in modo indipendente il loro rapporto personale con la scrittura e l’editoria e con il mondo difficile. Mondo che in questo caso è ambientato a Roma.

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Il male corre dietro al filo… di rame

jdurham at Morguefile
jdurham at Morguefile

Oggi parliamo di qualcosa di diverso, parliamo di cose da ingegnere, ma in un contesto casalingo: compagnie telefoniche e incompetenza degli operatori.

In una piccola e breva sintesi: come fo…re il prossimo con una telefonata.

Quanti di voi hanno un servizio di telefonia/internet attivo sul proprio numero di telefono? Quanti ne capiscono di connessione/banda/velocità di connessione? A quanti vengono proposti nuovi contratti per cambiare compagnia telefonica più volte in un giorno?

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diario scrittorio: lunedì, 21 marzo 2016

diario-scrittorio

Come passa il tempo, vero?

Il 21 marzo. Data importante, no?

Il 21 marzo rappresenta il primo giorno della primavera, ma chi ha letto il mio romanzo “Le parole confondono” sa bene che oggi, più precisamente nella notte che spinge il 20 marzo verso il 21, Andrea Marini, il protagonista della storia, subisce un grande torto.

Uno dei tanti, ma di sicuro il più violento di tutti, il più indesiderabile. Eppure Andrea non se ne rende conto, ma è forte, saprà uscirsene, o forse no?

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il #selfpublishing è il male estremo: annientiamolo

(C) ScottS at Morguefile
(C) ScottS at Morguefile
Tutti si lamentano dell’editoria, ma spesso nessuno ne sa a sufficienza. Nessuno è a contatto con editori per poter dire: «Ehi, ma è vero!».

E alla fine il problema che si riscontra non è l’editoria, ma il selfpublishing. Certo, se ci fermiamo a un’analisi superficiale è così che va a finire. È sempre e solo colpa di quella brutta gente che scavalca l’editore e si pubblica da sola e, fino a prova contraria, è proprio così, giusto?

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Il successo di un romanzo: relazioni tra personaggi

(C) chelle at Morguefile
(C) chelle at Morguefile

Oggi si parla di relazioni e personaggi.

Per avere successo in termini di vendite qualcuno mi diceva che i personaggi di un romanzo devono essere due. Devono odiarsi per tutto il romanzo e alla fine baciarsi e lasciare a intendere che si ameranno per sempre.

Non so se questa persona dicesse seriamente o meno, o se si stesse divertendo un mondo a prendermi in giro.

Può darsi che abbia ragione e, in tal caso, non avrò mai il successo in termini di vendite visto che nel mio ultimo romanzo ho riscoperto il fascino per i personaggi.

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Lungo, corto, leggibile, illeggibile… romanzi e dimensioni

(C) dhester at Morguefile
(C) dhester at Morguefile

È cosa nota che un libro di certe dimensioni spaventa sempre. Certe dimensioni… ma si parla di libri o di apparati genitali maschili?

A volte il richiamo al concetto di lunghezza spinge a fare certi pensieri, no? Ci si confonde… si pensa al numero di centimetri/pagine.

Ironia a parte, la confusione potrebbe venire fuori quando un libro non è un granché, eppure mi sono messo a studiare e ho visto che uno dei libri più letti del pianeta arriva quasi a 600 pagine. Più letto, ma anche più vomitato.

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Il selfpublishing ti dà grande slancio

(C) lisasolonynko at Morguefile
(C) lisasolonynko at Morguefile

A volte si pensa che l’essere scelti da un editore tradizionale sia la vera strada (e anche l’unica) che porta alla pubblicazione dignitosa.

Dopo aver cercato di farsi strada tra editori a pagamento, quelli a doppio binario, quelli che offrono pseudo servizi editoriali, dopo essere stati ignorati dai grandi editori, se il nostro testo ha un certo valore si finirà nelle mani di piccoli editori che varieranno la percentuale dei propri diritti d’autore dallo 0% al 3-5% massimo. Sempre che poi ti dichiarino onestamente il numero di copie venduto.

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Il selfpublisher di successo

(C) Jason Gillman at Morguefile
(C) Jason Gillman at Morguefile

Nei precedenti due articoli ho scritto del perché smettere di essere un selfpublisher e del perché continuare. Ho scritto delle cose, ma ho specificato sempre di non prenderle esattamente come sono scritte. Ognuno di quei punti menzionati meriterebbe un articolo a sé che vada a scalfire lo strato della superficie.

Probabilmente sarò stato un po’ (tanto?) negativo in questi due articoli, ma ho affrontato in piccola parte il tema in cui alcuni di noi si ritrovano. E ho scritto questi due articoli perché ho letto sempre in giro articoli simili, così ho detto un po’ la mia.

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