di quante parole si compone una storia?

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Me lo sono spesso chiesto e spesso non ho saputo rispondermi. Ho capito solo che non bisogna forzarsi a scrivere poco, a tagliare intere scene e a eliminare personaggi solo perché non si ha la forza e il coraggio di mettersi in gioco. Scrittori che propongono un racconto di cinquanta pagine chiamandolo romanzo dove la storia, quella vera, resta tutta sotto la superficie.

Certo, nemmeno inondare un testo con parole e parole è una cosa molto sensata. Diciamo che qualche volta qualche scena un po’ più lunga, qualche sottotrama, potrebbe essere tagliata.

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diario scrittorio: mercoledì, 14 marzo 2018

Quando mi capita di scrivere una storia, un romanzo, in particolare, all’inizio non ho idea di come esattamente evolveranno i personaggi, in quali scene si troveranno coinvolti. Ho solo un’idea che accompagna l’inizio della storia, un punto di climax, ovvero di massima tensione drammatica, e un finale.

Tutto ciò che lega le varie parti, i dialoghi, e tutto ciò che fa vivere il personaggio scena dopo scena, la sua storia pregressa, le decisioni che man mano prenderà, non mi sono note. Mi serve un po’ di tempo per familiarizzare con l’attore delle storia e con il suo modo di parlare. Se si tratta di una serie, invece, il personaggio già lo conosco, ma devo mettere in risalto qualcosa di lui che ancora non è stata evidenziata nei libri precedenti. Inoltre, devo familiarizzare con la storia anche se già conosco il personaggio.

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riflessione sull’editoria di “La verità sul caso Harry Quebert”

(CC) Lauren Coleman from Flickr with Creative Commons license. No modification made to the picture.

Questa riflessione parte dalla recensione di “La verità sul caso Harry Quebert”, recensione divisa in due parti per motivi di spazio: parte uno, parte due.

Chi ha letto “La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker? I primi capitoli li ho letti anche io. Mi sono fermato al 25% circa dell’e-book e poi ho deciso di lasciar perdere. E-book preso nell’offerta del giorno di Amazon. Ne avevo sentito parlare, avevo visto in libreria questo mega mattone che vendeva molto.

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NaNoWriMo 2017: fatto… e ora?

Ho vinto il #NaNoWriMo 2017. Il IV volume della serie “Le parole confondono” ora ha un po’ più di storia e di spessore a livello di personaggi. C’è anche un gatto tra coloro che si muovono nelle pagine. Certo, ha un ruolo minimale.

Un gatto ma per dire cosa?

Per mantenermi sul vago in questo articolo, ovvio. Anche perché non credo che frotte di lettori attendano con ansia i miei scritti. In effetti ho notato che tantissimi, una media di venti persone al giorno, sono più interessati a cosa sia il Kindle Unlimited di Amazon. Articolo che ho scritto un po’ di tempo fa.

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L’esperienza degli ebook gratuiti

Il giorno 12 novembre scorso tutti i miei romanzi su Apple iBookStore sono stati messi al prezzo di zero euro. In modo automatico, senza fare della cosa alcuna pubblicità, sullo store è iniziato il gran scaricamento. È partito con sole 3 copie il primo giorno e poi è salito a raffica raggiungendo anche picchi di 55 copie al giorno.

Su Amazon la modifica di prezzo si è propagata in automatico il giorno 20 novembre portando a un totale di 148 copie scaricate nell’intera prima giornata (per poi raddoppiare il giorno dopo). il tutto è partito sempre senza alcuna mia pubblicità, se no un mio commento nel pomeriggio su Twitter: “È scesa in campo anche Amazon”, anche perché non me ne ero proprio accorto perché oramai non guardavo più il report di Amazon da un bel po’.

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#NaNoWriMo2017 e tempo di scrittura

Immagine rilasciata con licenza Creative Commons Zero (CC0) da Dreamstime

Come ho annunciato in precedenza, quest’anno partecipo al NaNoWriMo.

Cos’è il NaNoWriMo? Partiamo dal significato del termine. È un acronimo e sta per: National Novel Writing Month, ovvero potremmo tradurlo in “Mese di Scrittura di un Romanzo Nazionale” (se fosse una sorta di acronimo italiano: MeScRoNa), ovvero dall’1 al 30 novembre un partecipante in qualsiasi parte del mondo si trovi deve scrivere 50’000 parole (non battute, ma parole) per mettere insieme una storia che si configuri come romanzo.

Per fortuna che non lo organizzano in Italia, altrimenti il mese sarebbe stato composto di sole 4 settimane.

Come procede?

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#NaNoWriMo2017: presente!

(c) Amir Kuckovic / Flickr

Pensa e ripensa e ho deciso. Non riesco a smettere di scrivere. Ci ho provato. Sono restato 7 giorni senza farlo e sono stato benissimo. Ho visto puntate di serie TV su Netflix. Mi sono dedicato a studiare per aggiornarmi un po’ con dei corsi molto interessanti su Udemy. Devo studiare un po’, mi tiene in attività, mi piace imparare nuovi linguaggi di programmazione.

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le grosse serie TV sono anche autoprodotte

Avete mai visto serie televisive serie? Parlo di quelle americane, quelle che sono fatte davvero bene.

Avete presente Alias di J.J.Abrams? J.J.Abrams il prodottore di Lost? Sì, proprio lui. Ha realizzato anche un film della serie di Star Wars.

Avete presente Breaking Bad? E avete visto Homeland? E House Of Cards?

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Sono uno scrittore di successo

(C) Jason Gillman at Morguefile

“Non confondete la soddisfazione personale con il successo. Anche se non riuscirete mai a guadagnare un soldo con le vostre opere, proverete sempre il piacere incomparabile di aver creato un mondo che nessun altro avrebbe mai potuto creare, popolato dalle creature della vostra stessa immaginazione. Assaporate questa consapevolezza, godetevela! È questa la realtà del successo. L’unico vero insuccesso è quello di non averci mai provato.”
(Rhona Martin)

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