Uno scrittore si può esporre?

Foto di SevenStorm JUHASZIMRUS da Pexels

Nel 2022 oramai si assiste a una realtà deforme, rispetto a come la si sarebbe immaginata, e anormale rispetto a come la si sarebbe fortemente desiderata. Si è assistito a momenti sempre più bui e aberranti, e ancora si assiste. D’altra parte l’ho sempre detto: “La realtà supera la fantasia”.

Pandemie, limitazioni della libertà personale, guerre, pericoli di bombe atomiche e conflitti nucleari.

Sabato scorso ho assistito pochi minuti a un incontro in piazza dove ci ricordavano, con una grande amarezza, gli eventi di cui ora nemmeno più si parla.

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“Delitto e Castigo” di Fëdor Dostoevskij

“Delitto e castigo” di Fëdor Dostoevskij

In passato avevo letto “Il giocatore” di Fëdor Dostoevskij, poi avevo iniziato a leggere “Delitto e castigo”, ma avevo una edizione un po’ pesante, avevo difficoltà a ricordare i nomi russi e, a un certo punto, abbandonai la lettura, pensando di riprenderla un giorno.

Gli audiolibri non mi sono mai piaciuti perché impegnativi, tendi a distrarti, o ad addormentarti se ascoltati a letto. Bisogna concentrarsi.

Ho spesso sentito parlare bene di questo romanzo e, allora, ho comprato l’edizione curata da “Recitar Leggendo” sia in audiolibro che in e-book, dopo essere rimasto piacevolmente colpito dall’anteprima. Mentre ascoltavo la voce di Claudio Carini scorrevo le pagine dell’e-book che riporta le stesse parole. Non sempre si trova, infatti, l’audiolibro e il corrispondente e-book che usano lo stesso testo di riferimento. Quando differiscono, infatti, si va in confusione, ma non è stato questo il caso.

Ebbene, mi sono reso conto che “Delitto e castigo” è un capolavoro assoluto.

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Buon… Natale 2021

Il Natale cos’è? Non è certo l’inno alla divisione, o all’allontanamento, o all’accoglienza dei naufraghi per poi delirare e allontanare il prossimo. Non si possono usare due pesi e due misure.

Il Natale non è commercio. Lo può anche essere, ma non è quello che dovrebbe caratterizzarlo in maniera esclusiva, e non è nemmeno feste forzate con parenti che si detestano e di cui non si condivide nulla, ma se la festa, il pranzo insieme, il cenone, è capace di riunire, di curare le ferite, può essere quello il senso di augurare un buon Natale.

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Una saga intensa e piacevole

I sei volumi de “Le parole confondono”

Il giorno 17 di ogni mese mi ricorda che un altro mese è passato da quando ho iniziato a scrivere l’ultimo libro della mia saga familiare “Le parole confondono”.

L’ultimo è il settimo volume, quello con cui molto probabilmente chiuderò l’intera saga, e forse l’intero mio ciclo di autore. Non ho saputo coltivare affatto il passaparola, la promozione.

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“The Warehouse” di Rob Hart

“The Warehouse” di Rob Hart

Questa estate ho letto “The Warehouse”, un romanzo di fantascienza di Rob Hart. Il titolo è stato lasciato non tradotto, ma in italiano diventa :“Il magazzino”, infatti nel romanzo si parla del più grande negozio di vendite on-line del pianeta e, ovviamente, il primo pensiero che viene è quello di associarlo a l’unico che conosciamo nel presente e che abbia aumentato le vendite nel corso dei mesi e degli anni, e la sua espansione a livello globale.

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Il lasciapassare

Oggi è il primo settembre, giorno di lutto nazionale per la definitiva messa al bando di ulteriori libertà, certo ci sono paesi in cui hanno molto meno libertà, ma perché guardare sempre dove stanno peggio?

Comunque condoglianze a tutti noi.

Immagine (C) Giovanni Venturi

Avete mai visto “Fracchia la Belva Umana”?

In effetti, in quel film, c’erano due versioni di Fracchia. Una era quieta e tranquilla, un normale cittadino che nessuno conosce, i colleghi bullizzano in modo estremo, mentre la seconda versione, identica nell’aspetto, era quella di un noto criminale, pluriomicida che entra nella vita del povero Fracchia.

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Hai saputo?

Foto di Josh Sorenson da Pexels

Sì, in effetti, la notizia si è diffusa in rete, l’open book va a ruba, a tutti piace l’idea di ricevere un racconto a settimana sul proprio smartphone, in tanti mi scrivono e mi fanno i complimenti sia per l’idea che per i racconti in sé, che trovano piacevoli e sconvolgenti al tempo stesso. Per essere informato non ti resta che fare come loro: iscriverti alla newsletter.

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Cotofò

Foto di Joseph Paget da Pexels

Il settimo racconto, Cotofò, molto lungo, è basato su una parola inventata che è tutto un programma. Un risveglio nel cuore della notte dopo essere riusciti ad addormentarsi con difficoltà per il gran calore.

Una parola biascicata tra le labbra, urlata al di là di una porta e poi i pettegolezzi in casa della vicina, lo stare intorno a un tavolo a parlare della vita, con un bel cesto di fichi freschi e dolci e poi ancora una volta un’impennata terribile.

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