Una copertina a pezzi: volume 3 de “Le parole confondono” #4

#4 di 9 pezzi di puzzle della copertina del terzo volume de “Le parole confondono”. Copyright immagine: © Lithian | Dreamstime.com

Eccoci al quarto appuntamento con “Una copertina a pezzi” del volume 3 de “Le parole confondono“.

Dalla copertina scopriamo che Giulia ha i capelli lunghi e che indossa… Guanti, e poi?

Oggi potremmo parlare un po’ dell’ambientazione. C’è una piccola premessa da fare, giusto per capire delle cose. Una premessa sulla struttura. Questa serie prevede capitoli al presente che si svolgono in una città e capitoli al passato in cui ritroviamo i ricordi, i quali daranno spessore al personaggio con la sua storia pregressa, che hanno luogo da un’altra parte.

In questo terzo volume la città in cui si svolgono gli eventi passati di Giulia è Napoli. Lo stesso luogo in cui ci sono stati i ricordi di Andrea nel primo volume e di Francesco nel secondo. Napoli è la città più bella del mondo. Per me lo è. È fantastica, quando passo al lungomare e mi inoltro su per il Castel dell’Ovo, sento che potrei vivere in eterno solo a guardare quel panorama mozzafiato, a sentire il vento che risale lungo le pareti del castello e mi colpisce, quel vento che agita il mare sottostante e che batte sugli scogli che vedo dall’alto. A volte sono restato anche per mezz’ora a guardare giù, appoggiato al muretto, in varie posizioni. Per guardare i vari punti di vista. Un po’ come i 3 punti di vista sulla storia di Andrea, Giulia e Francesco. Ed è lì sopra che ho “visto” le scene della trilogia. Lì sopra ho immaginato alcune cose.

Napoli è entrata come personaggio della trama. Almeno in “Certe incertezze” era così. Alcune cose le ho raccontate in modo vero, molto vero e crudo. Non bellissime, ma quale grande città non ne ha?, anche Milano se vi mettete troverete aspetti non piacevoli, anche Roma, ecc… È una sorta di “neorealismo”. Però vi ho anche fatto salire spesso sul Castel dell’Ovo. Non ditemi che non vi è piaciuto. Siamo andati a spasso per Piazza del Plebiscito, per via Cesario Console, via Partenope, siamo stati anche da Sorbillo, un po’ virtualmente, visto che poi i personaggi non li abbiamo visti dentro la pizzeria. Non vi siete innamorati della città? E ancora saliremo sul Castel dell’Ovo in una occasione ancora più particolare. Sì, me lo sono visto e studiato in vari orari e giorni. Sono follemente innamorato di questa antica fortezza.

Io sono innamorato di Napoli, ma mi fa un male cane vedere come le persone di questa città la trattano. Mi fa malissimo. Perché se la si amasse di più noi saremmo la città più bella e ricca d’Italia. La città in cui si potrebbe vivere benissimo.

Giulia vive a Napoli, studia a Napoli. Però andrà via da Napoli. Perché? Non sarà colpa della città, Giulia ha una storia diversa da Andrea, diversa da quella di Francesco.

Quale? Be’, ancora un po’ di pazienza. Ne ho io che non ne ho e che avrei pubblicato il libro il 3 agosto, portatene anche voi. Magari con un colpo di fortuna vi ritrovate a fine settembre il terzo volume su Amazon, oppure sarà per fine ottobre, se nascono complicazioni potrebbe slittare, ma state pur certi che voi leggerete questa storia a breve.

Tra l’altro, ma non so se ci riesco, per fine anno vorrei pubblicare anche un terzo romanzo, terzo pubblicato solo in questo anno, che teoricamente ho rivisto in questo mese, rieditando quanto già scritto e completandolo con il finale. Ma nel momento in cui programmo questo articolo non so il tempo che ci ho potuto dedicare per davvero.

Vi lascio con un teaser (una sorta di presentazione dei concetti del libro) di “Certe incertezze”, ovvero “Le parole confondono” volume 2.

Una copertina a pezzi: volume 3 de “Le parole confondono” #3

#3 di 9 pezzi di puzzle della copertina del terzo volume de “Le parole confondono”. Copyright immagine: © Lithian | Dreamstime.com

Eccoci al terzo appuntamento con “Una copertina a pezzi” del volume 3 de “Le parole confondono“.

In effetti ora è più chiaro, ma lo era anche prima, immagino, che la protagonista che comparirà a copertina completata, indossa qualcosa che la protegge dal freddo.

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Una copertina a pezzi: volume 3 de “Le parole confondono” #2

#2 di 9 pezzi di puzzle della copertina del terzo volume de “Le parole confondono”. Copyright immagine: © Lithian | Dreamstime.com

Ecco, aggiungiamo un altro pezzetto della copertina (gli altri pezzi sono qui). Si tratta del pezzetto n°2 collocato in basso, quello al centro.

Si finisce di scrivere il mio nome e inizia a definire le prime due lettere del mio cognome. Inoltre dà conferma, per chi aveva provato a indovinare nell’articolo precedente, di cosa indossi la protagonista.

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Una copertina a pezzi: volume 3 de “Le parole confondono” #1

#1 di 9 pezzi di puzzle della copertina del terzo volume de “Le parole confondono”. Copyright immagine: © Lithian | Dreamstime.com

Ecco. Sono in fibrillazione, non so quanto resisterò. Ho dato poche ore fa il terzo volume de “Le parole confondono” al mio prezioso collaboratore per una sua beta lettura e ora sono già qui a svelare piccoli pezzi della storia e di tutto quanto si compone il nuovo romanzo.

Oggi inizia il giochino del puzzle della copertina. Sono nove pezzi che mi sono messo a ricavare con tanta e tanta pazienza usando The Gimp. Alla fine non è stato nemmeno tanto complicato. Alcuni pezzi li ho fatti in 5 minuti di orologio. Tutto sta a imparare come funziona un programma.

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diario scrittorio: martedì, 1 agosto 2017

È tempo di estate… no, per me è tempo di scrittura.

Come ho già detto in precedenza, NON ho particolare voglia di andare in vacanza da qualche parte. Più che altro, se riesco a non soffrire il caldo, dopo aver passeggiato un po’, dopo aver letto, visto una serie TV, mi viene una voglia matta di scrivere. Di raccontare storie estive. Mi piacerebbe pubblicare una storia alla settimana. Chiaramente è improponibile perché non si può produrre davvero una buona storia in 7 giorni passando per tutto il processo di autoeditoria (editing, riscrittura, riletture varie, beta reading, realizzazione copertina, ebook e cartaceo) e… promuoverla?

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Ma gli editori sanno cosa è un eBook?

(C) pippalou at Morguefile

Spesso ho parlato di qualità di un eBook riferendomi alla confezione, ovvero all’assenza di spazi tra paragrafi, alla presenza del rientro del primo rigo, alla presenza di un indice interno accessibile dal menu del lettore eBook (Kindle, Kobo, …). Una volta ho letto un eBook di un grande editore, venduto a ben 9,99 euro, ma ora rivalorizzato a 4,99, che era un disastro completo.

Errori di ortografia come l’acqua che viene giù dal cielo in una giornata molto molto piovosa. Almeno un errore o due a pagina. Errori dovuti al modo di produzione dell’eBook che era un ovvio testo ricavato da una scansione OCR. Cos’è una “scansione OCR”? Prendete un foglio stampato, passatelo dentro uno scanner tramite un programma OCR e questo produrrà un file di testo anziché una immagine prodotto della scansione come normalmente fa lo scanner.

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14 motivi per leggere i miei testi

(C) Giovanni Venturi

Ecco, dopo l’azzardatissimo articolo in cui sconsigliavo le mie letture per ben 14 motivi, veniamo all’effetto contrario. Perché leggermi.

Motivo numero uno.
Non mi ha pubblicato un grande editore e non ho pagato un editore per pubblicare, ma sono diventato io stesso editore. Molti di voi non hanno idea di cosa sia il selfpublishing, immagino, ma è una cosa buona che permette un’autonomia tale da, in alcuni casi, superare barriere imposte dall’editoria riguardo le storie e la qualità. Una storia che non vende viene scartata. Non si guarda più al fatto che sia o meno una buona storia, ma solo al: si vende? non si vende? Per poi ritrovarsi librerie invase da storie che si venderanno anche tanto, ma di cui si poteva fare anche a meno.

Col selfpublishing si producono a volte belle storie e si confezionano (impaginazione, indice, ecc…) ottimi eBook con bei titoli e belle copertine. I miei come sono? Come sono le mie storie? Be’, potete leggere le recensioni che i lettori mi hanno lasciato principalmente su Amazon. Sembrano tutte davvero buone. Continua a leggere “14 motivi per leggere i miei testi”

“L’ultimo giro di valzer” di Morena Fanti e Marco Freccero

“L’ultimo giro di valzer” di Morena Fanti e Marco Freccero

L’ultimo giro di valzer è l’ottimo romanzo scritto a quattro mani da Morena Fanti e Marco Freccero. Quattro mani che non si notano affatto. La bravura è stata tale da non riuscire a rendersi conto quando una scena è stata scritta da Freccero piuttosto che da Fanti. Solo un lettore appassionato delle letture dei due autori può rendersi conto in pochissime scene quale mano sta portandoci attraverso la storia, come è successo a me. A volte basta un verbo.

Ma veniamo alla storia.

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