diario scrittorio: martedì, 1 agosto 2017

È tempo di estate… no, per me è tempo di scrittura.

Come ho già detto in precedenza, NON ho particolare voglia di andare in vacanza da qualche parte. Più che altro, se riesco a non soffrire il caldo, dopo aver passeggiato un po’, dopo aver letto, visto una serie TV, mi viene una voglia matta di scrivere. Di raccontare storie estive. Mi piacerebbe pubblicare una storia alla settimana. Chiaramente è improponibile perché non si può produrre davvero una buona storia in 7 giorni passando per tutto il processo di autoeditoria (editing, riscrittura, riletture varie, beta reading, realizzazione copertina, ebook e cartaceo) e… promuoverla?

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offertissima estiva su Apple iBookStore

(C)pippalou at Morguefile

Se vi interessa oggi, e per un po’ di tempo, su Apple iBookStore i miei 4 romanzi sono in offerta a 0,99 centesimi.

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Ma gli editori sanno cosa è un eBook?

(C) pippalou at Morguefile

Spesso ho parlato di qualità di un eBook riferendomi alla confezione, ovvero all’assenza di spazi tra paragrafi, alla presenza del rientro del primo rigo, alla presenza di un indice interno accessibile dal menu del lettore eBook (Kindle, Kobo, …). Una volta ho letto un eBook di un grande editore, venduto a ben 9,99 euro, ma ora rivalorizzato a 4,99, che era un disastro completo.

Errori di ortografia come l’acqua che viene giù dal cielo in una giornata molto molto piovosa. Almeno un errore o due a pagina. Errori dovuti al modo di produzione dell’eBook che era un ovvio testo ricavato da una scansione OCR. Cos’è una “scansione OCR”? Prendete un foglio stampato, passatelo dentro uno scanner tramite un programma OCR e questo produrrà un file di testo anziché una immagine prodotto della scansione come normalmente fa lo scanner.

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14 motivi per leggere i miei testi

(C) Giovanni Venturi

Ecco, dopo l’azzardatissimo articolo in cui sconsigliavo le mie letture per ben 14 motivi, veniamo all’effetto contrario. Perché leggermi.

Motivo numero uno.
Non mi ha pubblicato un grande editore e non ho pagato un editore per pubblicare, ma sono diventato io stesso editore. Molti di voi non hanno idea di cosa sia il selfpublishing, immagino, ma è una cosa buona che permette un’autonomia tale da, in alcuni casi, superare barriere imposte dall’editoria riguardo le storie e la qualità. Una storia che non vende viene scartata. Non si guarda più al fatto che sia o meno una buona storia, ma solo al: si vende? non si vende? Per poi ritrovarsi librerie invase da storie che si venderanno anche tanto, ma di cui si poteva fare anche a meno.

Col selfpublishing si producono a volte belle storie e si confezionano (impaginazione, indice, ecc…) ottimi eBook con bei titoli e belle copertine. I miei come sono? Come sono le mie storie? Be’, potete leggere le recensioni che i lettori mi hanno lasciato principalmente su Amazon. Sembrano tutte davvero buone. Continua a leggere “14 motivi per leggere i miei testi”

“L’ultimo giro di valzer” di Morena Fanti e Marco Freccero

“L’ultimo giro di valzer” di Morena Fanti e Marco Freccero

L’ultimo giro di valzer è l’ottimo romanzo scritto a quattro mani da Morena Fanti e Marco Freccero. Quattro mani che non si notano affatto. La bravura è stata tale da non riuscire a rendersi conto quando una scena è stata scritta da Freccero piuttosto che da Fanti. Solo un lettore appassionato delle letture dei due autori può rendersi conto in pochissime scene quale mano sta portandoci attraverso la storia, come è successo a me. A volte basta un verbo.

Ma veniamo alla storia.

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14 motivi per non leggere i miei testi

I miei libri o 2-3 chili di arance?

Riprendo il tema di un articolo di Maria Teresa Steri. Perché spesso mi sono detto: “dovrei spiegare a tutti perché tenersi lontani dai miei testi”.

Spesso si dice: “ci diresti perché uno deve scegliere il tuo testo invece di quello di un altro autore? Cosa ha di speciale il tuo testo?”.

A volte ho pensato ancora di più, ovvero, di scrivermi delle recensioni negative da solo di chi poteva non aver capito nulla di quello che leggeva. E magari mi sarei divertito, ma questa cosa, insomma, ancora mi fa un po’ impressione. Andrebbe gestita per bene e potrebbe anche essere divertente. Magari lo farò.

Sì, ma perché non dovreste leggere i miei testi? Continua a leggere “14 motivi per non leggere i miei testi”

Tutti parlano dello Strega, ma nessuno legge?

(c) Sergio Pani / Flickr

Sono noti i finalisti, e quindi il vincitore, del premio Strega e tutti ne parlano male, ovviamente. A nessuno piacciono gli autori, tutti se ne lamentano, ma tutti li leggeranno, fidatevi.

Siamo nel 2017. Un premio letterario è ancora in grado di stabilire chi è un bravo autore? Secondo me no. Si sta solo perdendo tempo, ma, d’altra parte, ognuno è libero di perdere il tempo nel modo che ritiene più consono, sia ben chiaro. Chi sono io per dire che un premio letterario non serve a nulla?

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Pensieri sciolti in libera circolazione

(C) Giovanni Venturi – All rights reserved

Quando arriva l’estate tutto si amplifica. Non c’è più pace, diventa sempre più complicato evitare di pensare. Pensare? Sì, ma a cosa? Tutto ciò che ci circonda lancia messaggi continui, contraddittori, a volte pensi di essere migliore, ma poi migliore in cosa? Ha tanto senso quando tutto intorno va in rovina e va a rotoli? Migliore se si è disposti ad andare fino in fondo, ad ascoltarsi, a riconoscere quella voce che si soffoca e che si sta lasciando morire. Il migliore è quello che va avanti e abbandona ciò che lo fa stare male. Il migliore non è quello che fosse pure con una recensione di un libro sembra che abbia scoperto il mondo antico sotto casa e che nessuno ne sia capace, di scoprire il mondo antico sotto casa. So che a volte nelle mie recensioni sembra quasi che io abbia scoperto l’oro nel fiume, altre volte mi imbatto in pessime letture, altre volte mi sento così confuso in questo oceano di parole che un po’ di nausea per la lettura mi viene. Autori che non sanno scrivere, altri che sanno scrivere meglio di chi viene pubblicato, chi viene pubblicato e poi non riceve un degno editing, chi viene pubblicato e pubblica solo roba che magari quaranta anni fa sarebbe stata buttata nel cesso e mai e poi mai e poi mai sarebbe arrivata alle stampe. Oggi c’è una tale ordine di caos e di imprevedibilità da brividi. E non solo in campo di letture, ma in ogni attività umana. Nel lavoro, negli affetti, nelle amicizie. Pensi di essere amico di qualcuno e, in realtà, scopri che c’è un usarsi, magari asimmetrico.

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Tolino.de non è IBS

I miei ebook sono tutti presenti sul mercato tedesco di Tolino.de . Qualcuno penserà: “Bene, ora sono su IBS”. No.

Tolino, oltre che il nome dell’alleanza formatasi in Germania per contrastare Amazon con il suo formato proprietario degli ebook, è anche il nome del dispositivo creato da questo gruppo. Essenzialmente un lettore di eBook in formato ePub. Troverete tutta la storia su Wikipedia (solo in inglese): qui.

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