“bilancio” di fine anno

LeParoleConfondonoCerteIncertezze

Il bilancio di fine anno non mi ha portato a un riscontro felice di un passato anno, per almeno un unico e semplice motivo. Di un solo libro pubblicato  se ne è sentito parlare per nulla e lo si è letto ancora meno.

Credo che sia stato uno dei miei migliori libri che abbia scritto da quando ho intrapreso la mia avventura da autoeditore.

Certe incertezze è una storia cruda, complessa, intensa, ricca di spunti e di riscontri su quello che è l’interessante personaggio di Francesco Sacco nella sua vita da adolescente incazzato col mondo e da adulto che controlla le proprie emozioni spingendole verso sentieri pericolosi. Molti personaggi si sono affacciati nella sua vita, rendendo fitto il legame di Francesco con ciascuno di loro e mentre lo scrivevo e parlavo di un certo personaggio ho iniziato a farmi venire in mente scene di un seguito ancor prima di averlo concluso. E quel seguito è anche stato concluso e archiviato, nel senso che mi resta solo da mettere mano al file, ma la storia è tutta decisa in molti dettagli. Climax e finale inclusi.

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A Natale #LeggiIndie

Sì, se mai doveste comprare libri o in ebook o regalare cartacei, fate un pensiero per quegli autori non famosi, ma che scrivono anche meglio dei famosi e che hanno storie più interessanti, o comunque cose da tenere in considerazione.

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diario scrittorio: lunedì, 19 dicembre 2016

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Oramai la fine dell’anno è prossima e, come già immaginavo, non sono riuscito a pubblicare per Natale il mio nuovo romanzo. Perché puntavo al Natale? Perché magari essendo pubblicazione nuova e visto che qualcuno si concede qualche acquisto in più per questo periodo avrei, forse, dico forse, potuto avere un leggerissimo riscontro in più. Magari pubblicizzo un po’ quella bella creatura di “Certe incertezze” che è passata completamente in sordina.

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Sabato, 10 dicembre 2016: Più Libri Più Liberi

(c) Alessandro Scarcella / Flickr - no changes made to the photo
(c) Alessandro Scarcella / Flickr – no changes made to the photo
Sabato 10 dicembre scorso ero alla fiera dei libri “Più Libri Più Liberi” di Roma. Solitamente non partecipo a fiere. Sono in realtà mercatini in cui ogni editore espone la sua merce e su cui ci sta poco altro da fare. Quando hai guardato le copertine e i titoli, poi, che fai? Forse qualche conferenza in aula, qualche presentazione di libri.

Sono stato lì perché invitato da una mia amica a un dibattito che si faceva in un’aula al primo piano dove si parlava di selfpublishing. Continua a leggere “Sabato, 10 dicembre 2016: Più Libri Più Liberi”

diario scrittorio: mercoledì, 30 novembre 2016: #NaNoWriMo2016

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Anche quest’anno ho portato a termine il mio #NaNoWriMo e, quindi, concluso, in due anni, il terzo volume de “Le parole confondono“.

Ecco, mi ero inceppato sul finale e non è detto che non vada riscritto. Cosa non va riscritto in una bozza? Eh, sì, perché è la prima bozza. Quella completa, ma è la prima, chissà quanti strafalcioni e cose da sistemare ci saranno. E che ve lo dico a fare? 🙂

E il finale… Il finale va migliorato, un bel po’, forse.

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Sono Tizio e Caio e scrivo

(CC) Xenja Santarelli on Flickr, license CC
(CC) Xenja Santarelli on Flickr, license CC

Spesso mi sono sentito affascinare dall’idea di scrivere sotto pseudonimo, ci ho pensato un po’ di volte.

Ma quali sono i vantaggi? E gli svantaggi? Ogni cosa che si fa nella vita ha due facce: quella buona e quella meno buona. Con questo articolo per nulla serio voglio capire, pensando a voce alta, se conviene o meno scrivere non usando il proprio nome reale.

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Blackout, di Marc Elsberg

Non avevo mai letto questo autore austriaco, Marc Elsberg, ma ho comprato questo libro dopo aver scorto la sinossi del testo e una recensione di un’amica che legge libri a raffica, così mi sono calato dentro i bit del mio Kindle.

Spesso si cerca la verità assoluta nei libri, spesso si vuole la storia reale, senza ricordarsi che i romanzi sono finzione e anche quando si esagera se nella storia c’è coerenza va sempre bene.

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diario scrittorio: venerdì, 11 novembre 2016

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Ecco, il blog pare morto, latito.

Ho terminato un romanzo nuovo di zecca (per evitare confusione lo chiamo con le iniziali del titolo SCF) il 7 ottobre scorso, l’ho lasciato un po’ al suo destino perché mi premeva finire quello che avevo lasciato a metà l’anno scorso dopo la sessione di #NaNoWriMo di novembre 2015, ovvero, sempre per le iniziali del titolo, IMSDA, che è il terzo volume della serie (“Le parole confondono”LPC.

L’intenzione è quella di tirare fuori tutto quello che ho messo nel cassetto, completo e non, e pubblicarlo e poi vi saluto. Di scrivere non so se riuscirò a smettere. Arrivano periodi in cui ho più tempo e riesco a scrivere molto, altri periodo in cui mi guardo allo specchio e ragiono e mi fermo, ho poco tempo e voglia.

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