Blackout, di Marc Elsberg

Non avevo mai letto questo autore austriaco, Marc Elsberg, ma ho comprato questo libro dopo aver scorto la sinossi del testo e una recensione di un’amica che legge libri a raffica, così mi sono calato dentro i bit del mio Kindle.

Spesso si cerca la verità assoluta nei libri, spesso si vuole la storia reale, senza ricordarsi che i romanzi sono finzione e anche quando si esagera se nella storia c’è coerenza va sempre bene.

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diario scrittorio: venerdì, 11 novembre 2016

diario-scrittorio

Ecco, il blog pare morto, latito.

Ho terminato un romanzo nuovo di zecca (per evitare confusione lo chiamo con le iniziali del titolo SCF) il 7 ottobre scorso, l’ho lasciato un po’ al suo destino perché mi premeva finire quello che avevo lasciato a metà l’anno scorso dopo la sessione di #NaNoWriMo di novembre 2015, ovvero, sempre per le iniziali del titolo, IMSDA, che è il terzo volume della serie (“Le parole confondono”LPC.

L’intenzione è quella di tirare fuori tutto quello che ho messo nel cassetto, completo e non, e pubblicarlo e poi vi saluto. Di scrivere non so se riuscirò a smettere. Arrivano periodi in cui ho più tempo e riesco a scrivere molto, altri periodo in cui mi guardo allo specchio e ragiono e mi fermo, ho poco tempo e voglia.

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Racconti dell’isola è gratuito

Non ho fatto pubblicità. È bastato appena un giorno che Racconti dall’isola diventasse gratuito anche su Amazon ed è stato subito scoperto dai lettori. Non so come. Fatto sta che ora sono 25-esimo nella classifica dei racconti gratuiti e 19-esimo nel racconti horror.

Ora, questa raccolta di racconti di genere è gratuita racconti-25su tutte le piattaforme pubblicate.

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la virtualità che angoscia il mondo reale e le parole confondono

Photo by Pexels
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Il 21 ottobre scorso ho scritto un articolo che parlava della mia perplessità riguardo i metodi di selezione di Amazon degli autori da inserire nell’offerta del giorno.

Nell’articolo, come succede quando una cosa mi prende perché mi appassiona in senso positivo o negativo, ho dato libero sfogo alla parole, ipotizzavo la possibilità che qualcuno avesse un accordo segreto con Amazon per accedere con elevata frequenza a questa offerta, ma alla fine ne ho dedotto, ad articolo concluso, che non esisteva alcun accordo occulto tra lo store e gli autori. Amazon fa quello che vuole e promuove chi vuole. Punto.

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la resa di un testo di narrativa

(c) Rayani Melo / Flickr
(c) Rayani Melo / Flickr

Durante la lettura della tetralogia de “L’amica geniale” di Elena Ferrante, il personaggio di Elena Greco, scrittrice, si chiede spesso se la sua sia letteratura, se nelle storie che scrive in realtà manchi l’anima, se manchi tutto ciò che voleva davvero dire, come gli fa notare uno dei personaggi lettore.

Non so se riesco a spiegarmi, ma leggendo un testo di un altro autore si capisce quanta anima c’è dentro o meno, perché emoziona, accanisce, si resta incollati alla storia, ma, soprattutto, ai personaggi.

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L’amica geniale, di Elena Ferrante

Ho concluso la lettura dei quattro libri che compongono la tetralogia, nonché saga storica, de “L’amica geniale” di Elena Ferrante. Una serie di romanzi che seguono le due amiche Elena Greco e Raffaella Cerullo dall’età delle scuole elementari fino verso i sessanta.

Mi sono appassionato sempre di più alle vicende di Lila e Lenù, i diminutivi con cui le due amiche si chiamano e con cui tutti le chiamano, e in sessanta anni le due protagoniste ne combinano di tutti i colori, affrontano la vita con determinazione, in certi casi con l’incertezza che è sempre dietro l’angolo per chiunque, in una Napoli reale.

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Amazon, best seller e offerta del giorno

photo by Marykbaird on Morguefile
photo by Marykbaird on Morguefile

Me lo sono chiesto nel tempo quale fosse il segreto per vendere copie dei propri libri e diventare un best seller, non che io punti a questo altrimenti non dormo la notte, e non perché non vorrei, ma per arrivare a certi livelli occorrono tutta una serie di requisiti, tempo, pazienza, a volte si devono anche investire soldi.

Leggo Stephen King e John Grisham due autori americani best seller internazionali e sto leggendo Elena Ferrante, anche lei best seller internazionale. Penso che meritino il loro successo, tutto quanto. In genere mi esimo dal leggere altri best seller perché il best seller puro è il libro che la casa editrice impone in quel momento e che attraverso pressanti campagne di marketing spingono nelle classifiche con lo scopo di farcelo restare.

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Scelte stilistiche e il verbo “dire”

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È da un po’ di tempo che ho iniziato a odiare il verbo dire nei dialoghi. Lo ritengo superfluo, insieme al verbo domandare e rispondere. Un po’ abusati. Ogni volta che noto che riporto una battuta di dialogo con i tre verbi vado a cancellarli.

«Ti amo, lo sai» disse.
«Davvero?» domandò.
«Sì» disse.
«Sicuro?» chiese.
«Certo» rispose.

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la colpa è di chi si raccomanda o di chi accetta che tu lo faccia?

questionmarks

Chi scrive sa bene che prima o poi gli verrà la pessima idea di sottoporsi al giudizio di una casa editrice. Perché pessima idea? Perché se non hai conoscenze presso un medio-grande editore e vuoi diventare un best seller non riuscirai nell’impresa.

È ovvio che ci sono anche i casi rari in cui non c’è bisogno di conoscere, o quei casi che esulano dalle case editrici (autopubblicazione), eccetera, ma oggi ci concentriamo su qualcos’altro. In questo articolo voglio parlare di colpe editoriali.

Cioè?

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