diario scrittorio: domenica, 13 settembre 2015

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Concludo questo fine settimana in maniera abbastanza positiva. L’editing di uno dei prossimi due romanzi che pubblicherò è andato avanti abbastanza bene. Ho quasi riannodato i nodi che avevo perso lasciando a sé e interrompendo la scrittura dell’opera qualche mese fa. Ora  si tratta di finire di editarla e aggiungere le scene che mancano.

In questa fase ci sono alcuni cattivi che stanno sfidando altri cattivi che sono alla deriva.

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diario scrittorio: mercoledì, 9 settembre 2015

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Ho creato il logo per la rubrica “Diario Scrittorio”. Nulla di ché. Ma serviva.

Oggi solito editing. Ho sistemato un dettaglio che mi è venuto a mente stamattina. Avevo cambiato un paragrafo nel capitolo 14 e aggiunto un aggettivo. Questo dannato aggettivo creava una incongruenza con il finale della scena. Rimosso.

Più edito e più mi divertono questi personaggi. I dialoghi. Adoro i dialoghi, soprattutto quelli che creano tensione, quelli che sono un po’ su le righe, dove i personaggi di questo romanzo quasi si insultano, si provocano e quando lo fa un personaggio come Barbara (che usa certi modi di parlare forti già dal primo capitolo) è uno spasso. C’è tantissimo potenziale in questa ragazza che non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno. È sicura di se come non mai.

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diario scrittorio: martedì, 8 settembre 2015

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Oggi qualcosa è stata quasi conclusa: la copertina del secondo volume de “Le parole confondono” è quasi chiusa. Basta modificare la dimensione del titolo e forse cambiare immagine. È stata pure individuata. Poi resta lo scoglio più grosso: editing e beta letture varie. Più che uno scoglio è il monte Everest dieci volte più esteso. Ma questo è ancora nulla in confronto all’impatto che avrà quando sarà finito e pubblicato. Potrebbe non succedere nulla, giusto?

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diario scrittorio: lunedì, 7 settembre 2015

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Ho concluso l’editing di un romanzo iniziato due anni fa durante una sessione del NaNoWriMo (che ho vinto scrivendo la prima parte della storia) e portato avanti durante il CampNaNoWriMo (aggiungendo altre 20’000 parole). Cioè ho concluso parte di editing. Quello che faccio normalmente prima di completare del tutto un’opera. A un certo punto sento la necessità di tornare indietro su quanto narrato fino a quel momento. Ripartire dal primo capitolo e rileggere, eliminare gli aggettivi inutili, i sinonimi in eccesso (ne ho eliminati due in un sol colpo qualche pagina fa: rapido e veloce), capire dove sto andando a parare, vedere un attimo se i personaggi sono vivi, se hanno una storia del loro passato, se fanno cose sensate.

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scrivere per uno specifico lettore

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(CC) Manuel. Nessuna modifica fatta all’immagine. Licenza CC 2.0.

Se vi è capitato di partecipare o di leggere delle lezioni di scrittura creativa, vi sarete resi conto che spesso si parla di un fantomatico lettore ideale. Ciascun scrittore pare avere in mente un lettore specifico per cui scrive.

Onestamente non saprei. Forse è una cosa che riconoscono gli altri, ma, per esempio, io che scrivo non penso: “Ah, ecco, oggi scrivo per questo tipo di lettore”. È probabile che lo faccia senza nemmeno rendermene conto?

Se prendo in mano un libro di Stephen King nemmeno riesco a immaginare lui per chi scriva. Scrive storie e le storie sono per tutti. Non so se King il suo lettore ideale ce lo abbia in mente. Una storia ben scritta secondo me è per tutti quelli che leggono bene (non è un’arte semplice) e che leggono molto.

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“Le parole confondono”… volume due

Due anni e mezzo fa ho pubblicato il mio primo romanzo: “Le parole confondono”. Ne sono successe di cose da allora. I personaggi mi sono rimasti in testa per un po’, diciassette persone lo hanno letto e hanno detto la loro sul romanzo pubblicamente su Amazon. Qualcuno è entrato appieno nella storia al punto da coglierne gli elementi più profondi, cosa che non è da tutti i lettori. Sono rimasto folgorato da tre recensioni in particolare che mi hanno fatto amare ancora di più questa storia.

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“Ogni giorno ha il suo male” di Antonio Fusco

Solitamente non leggo noir o gialli. Non mi piacciono molto, anche se ho trovato autori come Francesco Zampa che me ne hanno fatto apprezzare il genere. Così, visto che si parla tanto di questo Antonio Fusco, mi sono deciso a prendere l’ebook. Devo dire che all’inizio mi è piaciuto, il mistero degli omicidi era interessante, la ricerca degli indizi, l’ispettore Casabona che è alla sua prima indagine, finché arriva un banale dettaglio che rovina tutto il libro: permette di capire chi sarà l’assassino e si scopre che questo dettaglio (un po’ scontato nell’idea stesso del dettaglio) permette effettivamente di inchiodare l’assassino e si giunge a un finale telefonato.

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