la scrittura è sentirsi…

Image availbale on Pexels with license CC0. Author: George Becker.

sentirsi… sentirsi… soli?

Può darsi. Sono passato per vari stadi della scrittura, ho imparato negli anni e ancora imparo quotidianamente, senza sosta, da errori, da sensazioni sbagliate. Spesso ho lasciato molto spazio a chi aveva sempre qualcosa da dire sentendomi come un citrullo che ha bisogno di costanti certezze.

La scrittura è un fiume in piena che ci travolge per la varietà degli atteggiamenti delle persone che si incontrano nel tempo e per il modo in cui si interagisce con gli stessi.

A volte, tra mille situazioni e pensieri incoerenti, devo aver anche fatto scappare le persone da me senza rendermene conto. Forse anche per un mio atteggiamento (non reale) di estrema sicurezza o insicurezza.

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“bilancio” di fine anno

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Il bilancio di fine anno non mi ha portato a un riscontro felice di un passato anno, per almeno un unico e semplice motivo. Di un solo libro pubblicato  se ne è sentito parlare per nulla e lo si è letto ancora meno.

Credo che sia stato uno dei miei migliori libri che abbia scritto da quando ho intrapreso la mia avventura da autoeditore.

Certe incertezze è una storia cruda, complessa, intensa, ricca di spunti e di riscontri su quello che è l’interessante personaggio di Francesco Sacco nella sua vita da adolescente incazzato col mondo e da adulto che controlla le proprie emozioni spingendole verso sentieri pericolosi. Molti personaggi si sono affacciati nella sua vita, rendendo fitto il legame di Francesco con ciascuno di loro e mentre lo scrivevo e parlavo di un certo personaggio ho iniziato a farmi venire in mente scene di un seguito ancor prima di averlo concluso. E quel seguito è anche stato concluso e archiviato, nel senso che mi resta solo da mettere mano al file, ma la storia è tutta decisa in molti dettagli. Climax e finale inclusi.

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diario scrittorio: mercoledì, 23 settembre 2015

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Era un po’ che non annoiavo il lettore di passaggio con queste mie peripezie letterarie.

Come avevo accennato l’ultima volta avevo quasi finito la rilettura dei capitoli che componevano uno dei prossimi due romanzi di pubblicazione (sempre che non cambi idea sulle priorità) e, infatti, ora sto prosenguendo con la trama. Il romanzo in questione è ricco di storie, personaggi e ha un bel potenziale che non va sprecato. Questo lo dico a prescindere della fine che farà (pubblicato, non pubblicato, lasciato un anno a fermentare, …). Chi ne ha assaporato la trama dice che lo vuole assolutamente leggere.

Parla di sesso e lo mostra in maniera esplicita (sì voglio esplorare il territorio proibito), parla di editoria, parla di redattori non pagati, parla di concorsi letterari, di presentazioni libresche, parla di istinti di sopravvivenza, parla di come si vive a Roma, parla di corruzione, parla di potere, parla di uomini e donne, uomini e donne con tanta ambizione e di persone normali sopraffatte dalla jungla della vita in cui, a volte, si può incappare restando vittime. Carnefici che aggrediscono e che, a un certo punto, possono venire aggrediti. C’è anche un pizzico di romanticismo. Ci sono tre scrittori che vogliono pubblicare con un editore e affronteranno la cosa in tre modi completamente diversi. Ci riusciranno? E, forse, c’è un po’ di violenza… gratuita?

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diario scrittorio: mercoledì, 9 settembre 2015

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Ho creato il logo per la rubrica “Diario Scrittorio”. Nulla di ché. Ma serviva.

Oggi solito editing. Ho sistemato un dettaglio che mi è venuto a mente stamattina. Avevo cambiato un paragrafo nel capitolo 14 e aggiunto un aggettivo. Questo dannato aggettivo creava una incongruenza con il finale della scena. Rimosso.

Più edito e più mi divertono questi personaggi. I dialoghi. Adoro i dialoghi, soprattutto quelli che creano tensione, quelli che sono un po’ su le righe, dove i personaggi di questo romanzo quasi si insultano, si provocano e quando lo fa un personaggio come Barbara (che usa certi modi di parlare forti già dal primo capitolo) è uno spasso. C’è tantissimo potenziale in questa ragazza che non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno. È sicura di se come non mai.

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diario scrittorio: martedì, 8 settembre 2015

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Oggi qualcosa è stata quasi conclusa: la copertina del secondo volume de “Le parole confondono” è quasi chiusa. Basta modificare la dimensione del titolo e forse cambiare immagine. È stata pure individuata. Poi resta lo scoglio più grosso: editing e beta letture varie. Più che uno scoglio è il monte Everest dieci volte più esteso. Ma questo è ancora nulla in confronto all’impatto che avrà quando sarà finito e pubblicato. Potrebbe non succedere nulla, giusto?

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diario scrittorio: lunedì, 7 settembre 2015

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Ho concluso l’editing di un romanzo iniziato due anni fa durante una sessione del NaNoWriMo (che ho vinto scrivendo la prima parte della storia) e portato avanti durante il CampNaNoWriMo (aggiungendo altre 20’000 parole). Cioè ho concluso parte di editing. Quello che faccio normalmente prima di completare del tutto un’opera. A un certo punto sento la necessità di tornare indietro su quanto narrato fino a quel momento. Ripartire dal primo capitolo e rileggere, eliminare gli aggettivi inutili, i sinonimi in eccesso (ne ho eliminati due in un sol colpo qualche pagina fa: rapido e veloce), capire dove sto andando a parare, vedere un attimo se i personaggi sono vivi, se hanno una storia del loro passato, se fanno cose sensate.

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