il lavoro di editing e la scrittura nel mondo del selfpublishing

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(C) jdurham at Morguefile
(C) jdurham at Morguefile

Da quando ho iniziato a scrivere per la prima volta è passato moltissimo tempo, quasi due decadi. Ho pubblicato un racconto lungo, due raccolte di racconti brevi e due romanzi e si spera per fine aprile/inizio maggio di pubblicare il terzo romanzo (che tra l’altro si lega al primo).

Scrivere è importante per uno scrittore, più scrivi più migliori, ma il vero problema sappiamo bene che sta nel modo in cui si scrive, ovvero nelle modalità (se stai in silenzio o se i nipotini stanno urlando e litigando per un gioco sul tablet, se qualcuno ti interrompe ogni 5 minuti perché devi fare delle cose) e nel grado di attenzione che è possibile dedicarci (magari hai avuto una giornata di lavoro pesantissima e sei sfinito, non hai tempo e concentrazione sufficiente).

Spesso siamo frenati da un quantitativo di regole assurde che non è possibile applicare mentre si scrive la prima bozza. Si prova, ma la prima bozza sarà completamente diversa dal romanzo che si pubblicherà alla fine.

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Il beta lettore che c’è in me

(C) jppi at Morguefile
(C) jppi at Morguefile

Questo articolo è uscito come Guest Post sul blog di Rita Carla Francesca Monticelli in data 25 marzo 2016.

Quando ho sentito parlare per la prima volta di beta lettura è stato quando un’autrice che aveva letto alcuni miei racconti e di cui avevo apprezzato la prima puntata della serie di romanzi di “Deserto rosso” mi chiese di farle da beta lettore per i successivi libri della serie.

Sono un attento lettore, leggo diversi generi, classici, un paio di autori famosi (Stephen King e John Grisham), sono uno scrittore, ma essere un beta lettore era qualcosa di nuovo per me.

Devo dire che come scrittore sono portato a primo impulso a guardare il lavoro degli altri scrittori con gli occhi da scrittore e non da lettore. C’è una bella differenza tra i due modi di agire.

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Scrivere è divertirsi… #selfpublisher soddisfatti si diventa

(C) ditfeet at Morguefile
(C) ditfeet at Morguefile

Mi sembra quasi impossibile, ma nell’attesa dei miei beta reader mi sto divertendo molto nella revisione del romanzo che uscirà dopo il prossimo che pubblicherò.

Per il momento lo revisiono, solo perché mi serve rimettermi al passo con la storia, non perché sia finito. So bene che non basterà una sola revisione e che manco 5 saranno sufficienti.

La storia è lunga perché non esiste un solo protagonista. In questo romanzo sull’editoria e su altre storie ci sono tante trame parallele che percorrono il testo e i personaggi vivono in modo indipendente il loro rapporto personale con la scrittura e l’editoria e con il mondo difficile. Mondo che in questo caso è ambientato a Roma.

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diario scrittorio: lunedì, 21 marzo 2016

diario-scrittorio

Come passa il tempo, vero?

Il 21 marzo. Data importante, no?

Il 21 marzo rappresenta il primo giorno della primavera, ma chi ha letto il mio romanzo “Le parole confondono” sa bene che oggi, più precisamente nella notte che spinge il 20 marzo verso il 21, Andrea Marini, il protagonista della storia, subisce un grande torto.

Uno dei tanti, ma di sicuro il più violento di tutti, il più indesiderabile. Eppure Andrea non se ne rende conto, ma è forte, saprà uscirsene, o forse no?

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il #selfpublishing è il male estremo: annientiamolo

(C) ScottS at Morguefile
(C) ScottS at Morguefile
Tutti si lamentano dell’editoria, ma spesso nessuno ne sa a sufficienza. Nessuno è a contatto con editori per poter dire: «Ehi, ma è vero!».

E alla fine il problema che si riscontra non è l’editoria, ma il selfpublishing. Certo, se ci fermiamo a un’analisi superficiale è così che va a finire. È sempre e solo colpa di quella brutta gente che scavalca l’editore e si pubblica da sola e, fino a prova contraria, è proprio così, giusto?

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Il selfpublisher di successo

(C) Jason Gillman at Morguefile
(C) Jason Gillman at Morguefile

Nei precedenti due articoli ho scritto del perché smettere di essere un selfpublisher e del perché continuare. Ho scritto delle cose, ma ho specificato sempre di non prenderle esattamente come sono scritte. Ognuno di quei punti menzionati meriterebbe un articolo a sé che vada a scalfire lo strato della superficie.

Probabilmente sarò stato un po’ (tanto?) negativo in questi due articoli, ma ho affrontato in piccola parte il tema in cui alcuni di noi si ritrovano. E ho scritto questi due articoli perché ho letto sempre in giro articoli simili, così ho detto un po’ la mia.

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almeno 10 motivi (buoni e cattivi) per NON rinunciare al selfpublishing

(C) wunee at Morguefile
(C) wunee at Morguefile

Se in un precedente articolo ho esaminato con un po’ di ironia i motivi per rinunciare al selfpublishing, ecco ora a voi più o meno i motivi per non farlo, ma, come già detto nell’altro articolo, vi prego di non prenderli alla lettera, va bene? 🙂 . Diciamo che sono articoli con un piccolo fondo di ironia. Non sono cattivo.

Piccola premessa. Scrivo e riscrivo testi da circa  30 anni, ovviamente non in maniera continuata, cosa che è avvenuta solo dal 2010 in poi. Leggo da circa 27 anni.

A me piace la regola numero 30 😉 .

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diario scrittorio: giovedì, 7 gennaio 2016

diario-scrittorio

Buon anno nuovo.

Chi segue questo blog da anni, ricorderà che durante le festività natalizie passate davo consigli per le letture, facevo gli auguri di Natale. Diciamo che un po’ di tradizioni si sono perse per strada, anche perché un consiglio di lettura si può dare sempre.

Come inizia questo 2016 e cosa porterà?

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diario scrittorio: martedì, 1 dicembre 2015

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Ecco, il tempo per scrivere un articolo per il blog non ci sta mai. Forse dovrei pensare di chiudere la bottega 🙂 .

Fino a fine ottobre stavo curando l’editing del secondo volume de “Le parole confondono” che è un testo abbastanza lungo, sfiora le 160’000 parole. Avevo intenzione di pubblicarlo non oltre gli inizi di gennaio, ma ovviamente sapevo già che mi stavo regolando in modo troppo ottimistico.

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diario scrittorio: lunedì, 26 ottobre 2015

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Da un po’ di tempo, ho rimesso mano a tutte le copertine dei miei ebook e cartacei.

Oggi, per esempio, ho fatto anche di più. Sto editando il secondo volume de Le parole confondono, romanzo che ho terminato di scrivere 13 mesi fa. In questo romanzo compare un personaggio del mio racconto Inquietudini. Il testo vide la luce nella mia prima pubblicazione indie Deve accadere, il mese di giugno 2012. Son passati 3 anni e 4 mesi. Una vita fa.

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