“House of Cards” di Michael Dobbs

Immagine del romanzo “House of Cards” di Michael Dobbs

“House of Cards”, il romanzo di Michael Dobbs non è il romanzo da cui è tratta la serie TV “House of Cards” con Kevin Spacey e Robin Wright. In realtà la versione americana della serie TV è solo si ispirata al personaggio di Francis Urquhart di cui si narra in questo libro e ad alcuni episodi. Quello della serie TV americana si chiama Francis Underwood. Si mantengono le uniziali FU.

Il libro di Michael Dobbs si ambienta nei corridoi della politica del Regno Unito, a Londra, a Westminster, mentre nella famosa serie TV di Netflix si parla di Stati Uniti e di Washington.

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“L’ultimo giro di valzer” di Morena Fanti e Marco Freccero

“L’ultimo giro di valzer” di Morena Fanti e Marco Freccero

L’ultimo giro di valzer è l’ottimo romanzo scritto a quattro mani da Morena Fanti e Marco Freccero. Quattro mani che non si notano affatto. La bravura è stata tale da non riuscire a rendersi conto quando una scena è stata scritta da Freccero piuttosto che da Fanti. Solo un lettore appassionato delle letture dei due autori può rendersi conto in pochissime scene quale mano sta portandoci attraverso la storia, come è successo a me. A volte basta un verbo.

Ma veniamo alla storia.

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“Le stelle si spengono” di Mirko Lamonaca

Una storia che spacca, una storia che prende e coinvolge oltre ogni misura. Mi è capitato raramente che un libro abbia avuto questo effetto su di me. È successo per “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti, per “Qualcosa c’inventeremo” e “La regola dei pesci” di Giorgio Scianna e ora per “Le stelle si spengono” di Mirko Lamonaca. Tutte tematiche adolescenziali ben trattate.

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“Il colore delle nuvole basse” di Mirko Lamonaca

In questo romanzo si parla di perdita. Il giovane Cédric, di appena sedici anni, ha perso il nonno, la nonna e il papà e il fratello sono andati via. Gli resta la sua bella cittadina, il suo migliore amico Thierry e il suo fratellino Antonie, un bambino di sei anni che si fa voler bene.

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Il caso “Thirteen Reasons Why” di Jay Asher

Quella che segue non è una recensione vera e propria. L’ho sempre detto che le mie sono opinioni. Soprattutto sarà un mio punto di vista sul tema del romanzo.

Ho spesso detto che non avrei letto bestseller, soprattutto se ne traggono serie TV o film.

Ho fatto uno strappo alla regola perché il tema mi interessava. Ho visto prima la serie su Netflix e poi letto il libro.

Ho notato subito grosse differenze e ho capito che la resa nella serie TV prodotta tramite Netflix e messa in onda su Netflix è decisamente migliore, più violenta di ciò che Jay Asher tratta nel romanzo. L’ho letto in inglese perché volevo sfidare me stesso in questa impresa. Imparare un po’ meglio la lingua, anche se in realtà non è inglese, ma inglese americano.

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“Diciotto secondi prima dell’alba”, di Giorgio Scianna

“18 secondi prima dell’alba”, Giorgio Scianna

Anche in questo romanzo Scianna non delude i suoi affezionati lettori. È meno efficace e meno coinvolgente di “Qualcosa c’inventeremo” e de “La regola dei pesci”, forse è solo il tema trattato che è essenzialmente diverso, forse è che non si parla di adolescenti confusi, o che fanno cose che non dovrebbero.

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“La regola dei pesci”, di Giorgio Scianna

“La regola dei pesci”, di Giorgio Scianna, Einaudi Editore

Solitamente si scrivono i libri che si vorrebbero leggere. Almeno io lo faccio. Romanzi di formazione con problematiche relative al passaggio dall’adolescenza alla maturità.

Quando però trovi qualcuno che ha scritto il libro che tu vorresti leggere allora cosa fai? Io me lo leggo. Giorgio Scianna ha scritto il libro che volevo leggere già con “Qualcosa c’inventeremo” e, ora, è tornato a farlo con il libro “La regola dei pesci”. Un libro nuovo che ha pubblicato appena il 7 marzo scorso.

Passavo in una libreria e vidi questo romanzo con una bellissima copertina e un titolo intrigante, lessi la trama e restai folgorato, soprattutto quando vidi che era stato scritto da Giorgio Scianna. Mi venne subito a mente “Qualcosa c’inventeremo”, un libro angosciante legato al mondo del passaggio dall’adolescenza al mondo adulto, alla complessità del pensiero dei diciottenni moderni e bello, bello, bello, bello. Continua a leggere ““La regola dei pesci”, di Giorgio Scianna”

“La follia del mondo”, di Marco Freccero

In vendita su Amazon e sui principali ebook store
In vendita su Amazon e sui principali ebook store

Leggere le storie di Marco Freccero vuol dire avere la certezza di essere capitati in degli ottimi racconti. È un libro che si compone di diversi storie non brevi; questi testi riescono a entrare nell’anima dei personaggi per quel tempo necessario a potersi immedesimare negli stessi, un tempo giusto per diventare curiosi, capire e leggere come andrà a finire. Sono storie di super eroi quotidiani, gente che potresti incontrare al super mercato o alla fermata del pullman. Ci sono alcuni racconti in cui Freccero risulta particolarmente riuscito nella sua abilità di dire senza dire, di mostrare i fatti e di emozionare, come accade per il racconto Pugni, dove il protagonista è un ragazzino che coi suoi dubbi e le amarezze va avanti. Il finale delicatissimo è un pugno allo stomaco. C’è stoffa, ricorda alcuni bravi autori. Queste raccolte di racconti meriterebbero l’attenzione dei giornali, ogni tanto, giusto per far capire che qualcuno che scrive bene c’è ancora e che non è un autore di una grande casa editrice. Lo dico con stima, perché se incontro un testo che mi piace, non ho alcun problema a dirlo.

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Ophir – codice vivente, di Rita Carla Francesca Monticelli

Leggere questo libro è stato come andare a una festa e incontrare di nuovo gli amici che non vedevi da un anno. I personaggi di questa space opera sono sempre piacevoli da ritrovare e la lettura è stata altrettanto piacevole durante lo scorrere di tutto il romanzo; l’unico problema è stato che quando il libro è finito è come quando a una festa sei stato bene e devi tornare a casa. Vorresti restarci ancora un poco a fare altre due chiacchiere con gli amici.

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Facciamolo a skuola: storie di quasi bimbi, di Maria Lombardo Pijola

Voto: 3 stelle su 5.

Il problema di questo libro è che non è un romanzo vero e proprio, ma non è nemmeno una indagine sul tema. O, meglio, è tutte e due le cose e non lo è. Ecco il perché delle tre stelle. Se fosse stata una indagine e avesse trattato il tema in un saggio forse sarebbe anche riuscito a tirarsi dietro quattro stelle.

Come romanzo racconta dei fatti sconcertanti, ma lo fa con una certa distanza. Si preferisce riferire la storia con una voce narrante in prima persona che non crea empatia. Una prima persona di una ragazzina di 13 anni che ha problemi grossi, ma, leggendo tutto il libro, non è nemmeno l’unica bambina di quell’età ad avere quel tipo di problematiche.

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