Un autore deve essere simpatico?

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Mi chiedo spesso se un autore deve essere simpatico o meno affinché un lettore possa avvicinarsi ai suoi libri. Mi riferisco al mondo in cui la sua personalità riesce a trasparire o meno da ciò che scrive in rete.

Oggi provo a ragionare su un argomento proposto nell’articolo di Maria Teresa Steri il 12 marzo scorso. Se vi va, a voi che seguite il blog, date una vostra opinione.

Un autore deve essere simpatico? Che poi vuol dire: “Come è percepito l’autore tramite blog e social network?”. In genere la risposta è che la storia del romanzo che ha scritto viene prima di tutto il resto. Ed è proprio così che in generale la penso io. Nel senso che spesso non conosco l’autore attraverso ciò che dichiara in giro.

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“L’oceano quando non ci sei: Storia di due fratelli e dell’estate che cambiò la loro vita” di Mark Lowery

“L’oceano quando non ci sei” di Mark Lowery

Ho letto “L’oceano quando non ci sei: Storia di due fratelli e dell’estate che cambiò la loro vita” di Mark Lowery in pochi giorni. Non si tratta di un romanzo, e nemmeno di una novella, ma di un lungo racconto di circa 36’000 parole, anche se l’editore lo presenterà come un romanzo.

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“Un giorno, sempre”: una nuova recensione

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Il primo novembre scorso ho pubblicato il mio nuovo romanzo: Un giorno, sempre.

L’estate a Napoli è la stagione delle stagioni: giunge sempre prima, le giornate diventano ricche di colori, di luce, di sogni e di sorprese. È in un giorno troppo caldo di maggio che Gianluca incontra Francesco; non si vedono da quattro anni ma lui ricorda bene il periodo in cui l’amico lo ha aiutato.

Tornano le forti sensazioni di allora, e i sentimenti d’amore per Francesco, quelli che ha sempre represso, riprendono a invadergli il cuore. È spaventato come lo era allora: non vuole permettere al dolore di riemergere, e non può perdere la preziosa amicizia ritrovata dopo così tanto, perché l’emozione che Gianluca credeva sopita torna ancora una volta a chiedere attenzione, un’attenzione che stavolta dovrà essere assoluta.

Quarto volume della serie “Le parole confondono”, può leggersi come romanzo a sé stante, anche se si consiglia la lettura di “Un giorno, sempre” dopo “Le parole confondono”, “Certe incertezze” e “I motivi segreti dell’amore”.

Giunse una nuova recensione.

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Frase del giorno #7

Di seguito la seconda frase dedicata al nuovo romanzo.

Frase del giorno #7

Ci sono giorni che sto benissimo e altri molto meno, soprattutto quando piove, quando devo cucinare e non ne ho voglia.
Quando la pioggia batte sui vetri, lenta e silenziosa.
Mi stenderei sulle coperte del letto, nel buio della mia stanza, senza fiatare, in attesa di addormentarmi lì sopra, lasciandomi attraversare da brividi febbrili mentre cerco il cuscino a occhi chiusi.
A volte, su quel letto, nei giorni di pioggia, abbandonando il mio fisico straziato e debole, risento i brividi percorrere la schiena. Col corpo fermo e le palpebre abbassate, odo il ritmo del mio cuore, sento la mancanza di qualcuno che mi faccia una domanda, una sola piccola grande domanda, anche se io non riuscirei a rispondere. Mi ammutolirei per minuti interi come accadeva sempre quando ero adolescente.

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Sex Education su Netflix

Sex Education: A Netflix Original Series

Sex Education su Netflix è stata una divertente scoperta. Un cast di attori bravi e una trama non scontata e non banale, con diversi spunti interessanti e di riflessione.

All’inizio nemmeno volevo vederlo, pensavo: “Ora anche una serie televisiva sul sesso, stanno proprio esagerando”, poi ho visto chi era parte del cast: Asa Butterfield e Gillian Anderson. Una serie britannica. Partendo da questi due elementi mi sono guardato il trailer e mi sono detto: “Metti che è divertente? Ho bisogno di ridere un po’” e gli inglesi con le serie TV ci sanno fare.

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Frase del giorno #6

Di seguito la seconda frase dedicata al nuovo romanzo.

Frase del giorno #6

In quel luogo magico Francesco può dire che Napoli non è una città qualunque, ma la più bella del mondo. Resterebbe per ore senza parlare, senza andare più via, sempre nella stessa posizione ad ascoltare il canto del mare, a spegnere i pensieri, i ragionamenti contorti e complicati che gli nascono e gli muoiono in testa, di continuo. Il verso dei gabbiani, il rumore delle onde, l’immenso dipinto carico di azzurro che si spande fino a Capri e oltre e nel quale passano barche a vela, barche di pescatori, di turisti, yacht.

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“Le parole confondono”, il NaNoWriMo 2018 e il giuramento

Dopo il mio sudatissimo NaNoWriMo 2018, concluso con la scrittura ex novo di parte del quinto volume de “Le parole confondono”, c’è stato il Now-What? del NaNoWriMo, ovvero il : “E ora?”. Cioè, il giuramento.

La promessa che ho sottoscritto è la seguente.
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Libro del mese: “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo

“Così parlò Bellavsita” di Luciano De Crescenzo

Non so se avete mai letto i libri di Luciano De Crescenzo, ma sono semplici, piacevoli da leggere. Credo che “Così parlò Bellavista” sia in offerta questo mese sui vari store di e-book.

De Crescenzo parla di Napoli, delle sue esperienze, delle particolarità e delle “tradizioni”. Uno dei primissimi libri del noto autore.

Anche io nei miei romanzi parlo spesso di Napoli (lo faccio in “Le parole confondono“, “Certe incertezze“, “I motivi segreti dell’amore“, “Un giorno, sempre“, “Sai correre forte“). In particolare in “Certe incertezze” e in “Sai correre forte” la città diventa personaggio, pieno di colori e di vita inedita, ma il modo in cui lo faccio è molto diverso, e sono comunque qui per consigliare il libro di Luciano De Crescenzo che di certo è più noto di me ed è uno dei miei autori preferiti.

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