“La verità sul caso Harry Quebert”, di Joël Dicker, parte 2

La verità sul caso Harry Quebert, di Joël Dicker

Divido questa “recensione” in due parti (e una terza di cui sarà una semplice riflessione sull’editoria nell’anno 2018 e sul romanzo “La verità sul caso Harry Quebert”) perché troppo lunga.

Gli articoli già sono programmati, quindi tra qualche giorno saranno tutti accessibili: parte uno, parte due e riflessione sull’editoria di “La verità sul caso Harry Quebert”. Continua a leggere ““La verità sul caso Harry Quebert”, di Joël Dicker, parte 2″

“La verità sul caso Harry Quebert”, di Joël Dicker, parte 1

La verità sul caso Harry Quebert, di Joël Dicker

Divido questa “recensione” in due parti (e una terza di cui sarà una semplice riflessione sull’editoria nell’anno 2018 e sul romanzo “La verità sul caso Harry Quebert”) perché troppo lunga.

Gli articoli già sono programmati, quindi tra qualche giorno saranno tutti accessibili: parte uno, parte due e riflessione sull’editoria di “La verità sul caso Harry Quebert”. Continua a leggere ““La verità sul caso Harry Quebert”, di Joël Dicker, parte 1″

“Le parole confondono” volume 4 si svolge a…

Non sono prevedibile. La storia, secondo chi ha votato, potrebbe svolgersi in tutte e 4 le città.

In effetti in precedenza avevo dato parecchi elementi per indovinare. Anche se, in effetti, poteva essere Londra perché magari qualcuno pensava che il quarto volume andava a chiudersi nella scena del Capodanno londinese del volume tre. Il cerchio si chiude?

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dove nasce e dove si chiude la storia

(C) Giovanni Venturi

A volte non è scontato. Quando si scrive una storia, questa nasce in un luogo e magari poi si chiude in un altro. Eppure nel momento della genesi, del primo embrione di un’idea nulla è certo.

Eppure sapevo bene già da quando ho iniziato a scrivere le prime pagine del quarto capitolo della serie “Le parole confondono” dove si sarebbero concluse le vicende. Di recente ho proposto due sondaggi. L’ultimo articolo è stato letto da una decina di persone, ma solo in due hanno mosso il puntatore del mouse e fatto due clic per scegliere tra le quattro città proposte: Napoli, Roma, Milano, Londra. Nel precedente sondaggio c’è stato un solo commento (grazie, grazie 🙂 ) in cui si indicava Londra.

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I luoghi del quarto volume de “Le parole confondono”

(C) chelle at Morguefile

La settimana scorsa ho avuto un’illuminazione. Ho visto precisamente il luogo in cui si svolgerà l’ultima scena del quarto volume de “Le parole confondono“, e non solo questo. Ho visto perfettamente come finisce e mi sono detto: “Bravo, perché è proprio così che deve finire”.

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librerie, cartacei e lettura

Photo by Pexels

Sabato scorso sono stato in una libreria non indipendente. Cercavo un libro specifico oppure altri libri di Coe. Chiedo del primo libro e mi si dice: “Ah, no, non c’è, deve arrivare”. Non mi viene detto quando arriverà e se intendevo prenotarne una copia. Vengo lasciato con un interrogativo inevaso.

Mi aggiro per la libreria alla ricerca de “La famiglia Winshaw” e/o “Circolo chiuso” di Jonathan Coe. Considerando che avevo comprato, sempre di Jonathan Coe, “La banda dei brocchi” in e-book e avevo riscontrato la poca qualità dello stesso volevo capire se potevo tornare alle vecchie letture in cartaceo.

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“La banda dei brocchi”, di Jonathan Coe

Il romanzo in questione merita quattro stelle piene. È piacevole, interessante e si lascia leggere, pagina dopo pagina. L’autore ha un certo modo di scrivere che mi piace e riconosco il bravo Jonathan Coe di “Questa notte mi ha aperto gli occhi”. Evitate come la morte, invece, “La pioggia prima che cada”. Non c’è un crescendo nella storia, è più o meno una storia di formazione, qualcuno, leggendo recensioni varie, dice: “In quel libro non succede nulla”. E invece sì. Succede la vita, quella che scorre sotto al naso giorno per giorno senza grandi eventi. Certo, nel testo ci sono alcuni “grandi” eventi, ma non voglio svelarli.

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Ma questo 2018 come andrà?

Immagine rilasciata con licenza Creative Commons Zero (CC0) da Dreamstime

Sembra quasi obbligatorio fare una specie di resoconto di fine anno/inizio anno. Non che ne abbia molta voglia, visto che dovrò dare conto di quanto i miei romanzi hanno avuto successo o meno e, in prospettiva, preparare l’anno editoriale 2018.

Successo. Cancelliamola questa parola successo.

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