Non ho fatto pubblicità. È bastato appena un giorno che Racconti dall’isola diventasse gratuito anche su Amazon ed è stato subito scoperto dai lettori. Non so come. Fatto sta che ora sono 25-esimo nella classifica dei racconti gratuiti e 19-esimo nel racconti horror.
Ora, questa raccolta di racconti di genere è gratuita su tutte le piattaforme pubblicate.
Il 21 ottobre scorso ho scritto un articolo che parlava della mia perplessità riguardo i metodi di selezione di Amazon degli autori da inserire nell’offerta del giorno.
Nell’articolo, come succede quando una cosa mi prende perché mi appassiona in senso positivo o negativo, ho dato libero sfogo alla parole, ipotizzavo la possibilità che qualcuno avesse un accordo segreto con Amazon per accedere con elevata frequenza a questa offerta, ma alla fine ne ho dedotto, ad articolo concluso, che non esisteva alcun accordo occulto tra lo store e gli autori. Amazon fa quello che vuole e promuove chi vuole. Punto.
Durante la lettura della tetralogia de “L’amica geniale” di Elena Ferrante, il personaggio di Elena Greco, scrittrice, si chiede spesso se la sua sia letteratura, se nelle storie che scrive in realtà manchi l’anima, se manchi tutto ciò che voleva davvero dire, come gli fa notare uno dei personaggi lettore.
Non so se riesco a spiegarmi, ma leggendo un testo di un altro autore si capisce quanta anima c’è dentro o meno, perché emoziona, accanisce, si resta incollati alla storia, ma, soprattutto, ai personaggi.
Ho concluso la lettura dei quattro libri che compongono la tetralogia, nonché saga storica, de “L’amica geniale” di Elena Ferrante. Una serie di romanzi che seguono le due amiche Elena Greco e Raffaella Cerullo dall’età delle scuole elementari fino verso i sessanta.
Mi sono appassionato sempre di più alle vicende di Lila e Lenù, i diminutivi con cui le due amiche si chiamano e con cui tutti le chiamano, e in sessanta anni le due protagoniste ne combinano di tutti i colori, affrontano la vita con determinazione, in certi casi con l’incertezza che è sempre dietro l’angolo per chiunque, in una Napoli reale.
Me lo sono chiesto nel tempo quale fosse il segreto per vendere copie dei propri libri e diventare un best seller, non che io punti a questo altrimenti non dormo la notte, e non perché non vorrei, ma per arrivare a certi livelli occorrono tutta una serie di requisiti, tempo, pazienza, a volte si devono anche investire soldi.
Leggo Stephen King e John Grisham due autori americani best seller internazionali e sto leggendo Elena Ferrante, anche lei best seller internazionale. Penso che meritino il loro successo, tutto quanto. In genere mi esimo dal leggere altri best seller perché il best seller puro è il libro che la casa editrice impone in quel momento e che attraverso pressanti campagne di marketing spingono nelle classifiche con lo scopo di farcelo restare.
È da un po’ di tempo che ho iniziato a odiare il verbo dire nei dialoghi. Lo ritengo superfluo, insieme al verbo domandare e rispondere. Un po’ abusati. Ogni volta che noto che riporto una battuta di dialogo con i tre verbi vado a cancellarli.
Chi scrive sa bene che prima o poi gli verrà la pessima idea di sottoporsi al giudizio di una casa editrice. Perché pessima idea? Perché se non hai conoscenze presso un medio-grande editore e vuoi diventare un best seller non riuscirai nell’impresa.
È ovvio che ci sono anche i casi rari in cui non c’è bisogno di conoscere, o quei casi che esulano dalle case editrici (autopubblicazione), eccetera, ma oggi ci concentriamo su qualcos’altro. In questo articolo voglio parlare di colpe editoriali.
Visto che a breve, speriamo entro Natale o per i primi mesi dell’anno nuovo, vedrà luce il terzo capitolo di “Le parole confondono“, allora festeggiamo con un’offerta.
Su Elena Ferrante c’è da dire parecchio. Più o meno. È uno pseudonimo. Un giornalista ha fatto un’inchiesta e ha capito dalle dichiarazioni dei redditi che Elena Ferrante è Anita Raja, moglie di Domenico Starnone, autore a sua volta che pubblica con Feltrinelli e di cui lessi il divertente “Ex cattedra” (un racconto).
Sarà vero? Sarà falso? A me non può fregare di meno.