Oggi è uscita una intervista che mi ha dedicato Maria Teresa Steri nel suo blog “Anima di carta“, dove parliamo del mio romanzo di formazione in ambito fantascientifico: Joe è tra noi, quello che è a tutti gli effetti un thriller fantascientifico.
Sono davvero curioso di conoscere cosa ne pensa Maria Teresa del mio romanzo, quindi leggerò anche io il suo articolo.
Leggere questo libro è stato come andare a una festa e incontrare di nuovo gli amici che non vedevi da un anno. I personaggi di questa space opera sono sempre piacevoli da ritrovare e la lettura è stata altrettanto piacevole durante lo scorrere di tutto il romanzo; l’unico problema è stato che quando il libro è finito è come quando a una festa sei stato bene e devi tornare a casa. Vorresti restarci ancora un poco a fare altre due chiacchiere con gli amici.
Un anno fa veniva pubblicato il romanzo thriller di fantascienza Joe è tra noi, per cui, oggi si festeggia.
Joe è tra noi è stato preannunciato.
A differenza del mio precedente romanzo, Joe è tra noi è stato preannunciato e messo in prenotazione per il giorno 22 luglio 2015.
Ne feci anche una clip in cui indicavo la data di pubblicazione, un po’ come potrebbe fare un grande autore di best seller, o un grande produttore cinematografico che rende nota la data, non so, del settimo episodio di Star Wars per Natale. Sono stato un po’ megalomane? Non lo so, ho sperimentato. Non sono portato per la pubblicità, non ho un bacino di lettori. Ci sono solo io, le mie storie e alcuni lettori fedeli.
A volte è difficile entrare nella testa di qualcun altro. Parlo di personaggi di narrativa. Certi sono più scontati di altri e qualcuno lo è molto meno di quanto si possa pensare.
Joe è un ragazzino maturo di una Londra del 2358. Tecnologia a go go e privacy inesistente. Come in 1984 di George Orwell c’è chi ha ben pensato di globalizzare tutto. Connessioni di rete locale incluse. Tutto passa per Anika, tutto lo sciibile umano voluto è in linea e accessibile con un pliabook. Ma è davvero tutto accessibile?
Parlo del romanzo “Joe è tra noi“. Ultima mia fatica letteraria: un thriller fantascientifico con ben 12 recensioni tutte entusiaste.
Il presente articolo è uscito come guest post originale sul blog di Rita Carla Francesca Monticelli il 22 luglio scorso.
Qualche tempo fa lessi “1984”, uno dei più celebri romanzi di George Orwell, pubblicato nel 1949, un testo di una attualità sconvolgente. Il romanzo è entrato nella definizione di “romanzo classico”, cioè la storia che tutti si dovrebbe leggere. Il mio rapporto coi romanzi classici una volta era di timore, poi ho capito che questi testi hanno qualcosa da insegnare. Chiaramente il romanzo per l’epoca era un chiaro messaggio verso alcuni personaggi dominanti della storia. Arrivati nel 2015 credo che quel messaggio sia ancora interpretabile nello stesso identico modo, anche per quelli che sono i personaggi della storia odierna.
Allo scadere della mezzanotte “Joe è tra noi” sarà scaricato sui dispositivi di tutti quelli che hanno prenotato il titolo e sarà direttamente acquistabile, nel senso che, per chi non lo ha prenotato, lo scaricamento del titolo avverrà direttamente a seguito dell’acquisto.
“Joe è tra noi” si classifica come thriller fantascientifico. Ambientato in una Londra del 2358. In una Anocronis del 2358, una città misteriosa in cui tutto ha avuto inizio. Un esperimento segreto destinato a cambiare le sorti dell’umanità.
Quando si scrive un romanzo, ma anche un semplice racconto, una delle cose, a volte molto implicita, a cui si pensa è la collocazione spazio/temporale, l’ambientazione. Se si narra delle vicende di Napoli e si pensa al dopoguerra, allora l’ambiente da descrivere è decisamente diverso da una Napoli moderna.
“Joe è tra noi” è ambientato, in parte, a Londra. Londra già rappresenta il futuro per chi vive in una nazione disastrosa come lo è l’Italia. Immaginare una Londra nell’anno 2358 è un po’ difficile, perché figurarsi il futuro è sempre complicato, soprattutto proiettandosi in avanti di 343 anni non è banale.
Ma scrivendo un romanzo di fantascienza si ha una certa libertà. Diventa, se vogliamo, anche più semplice.
A me, che conosco ogni elemento della storia, dà brividi e angoscia.
Ho letto un autore che di angoscia e brividi fa il suo pane quotidiano. Ovviamente lui non ha mai scritto di fantascienza, ma le sue storie sono buone, almeno la maggior parte. A volte butta fuori testi decisamente commerciali, ma dopo 70 romanzi dovremmo meravigliarci se non accadesse.
Alla luce della trama, Rita Carla Francesca Monticelli mi ha dato una mano a sottolineare alcuni aspetti importati della stessa e del genere proprio attraverso la copertina.