non leggere fa bene alla salute

"Cien anos de soledad"

(CC) Rosy: nessuna modifica dell’immagine: licenza

Articolo ispirato a quello di Marco Freccero sul perché non si legge.

Perché mai uno dovrebbe leggere se oggi ci sono così tante fiction italiane che vogliono insegnarti qualcosa e che vogliono farti la morale, intrattenerti? Una mia zia diceva che guardava una certa fiction in TV perché così ogni sera stava lì a piangere. Ecco, vedi. Perché devi leggere se puoi piangere ed emozionarti davanti a un capolavoro italiano?

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less is more? sempre?

Da che parte stare

(CC) Donato Accogli: nessuna modifica fatta all’immagine: licenza

Gli autori inglesi spesso dicono che “less is more”, ovvero che “il meno è meglio” e lo dicono in riferimento a un testo narrativo. Un po’ come dire: “bando alle ciance veniamo ai fatti”. Ovvero, in una storia devi scrivere l’essenziale, perché ogni elemento che è in più dà fastidio, rallenta, distrae, crea uno strato di grasso.

E quindi, niete frasi troppo ampollose, ma anche nientre frasi fatte. Perché usare frasi fatte sentite e risentite se risolvo con una sola parola? Che possa essere un verbo o un aggettivo. E proprio in merito agli aggettivi basta usarne uno solo invece di eccedere.

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Casalinghe all’inferno di Margherita Giacobino

L’ho comprato su una bancarella per tre euro. Bella copertina, bella presentazione, idea interessante, prima pagina che cattura la curiosità, ma uno strazio. Confusione allo stato puro, un milione di personaggi, un romanzo che in realtà è un insieme di racconti isolati, racconti in cui non si mostra ma si racconta. Ho resistito fino a pagina 98, poi l’ho buttato nella carta da riciclare.

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Preferisco il rumore del mare di Giovanna Astori e Andrea Masotti

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Titolo: Preferisco il rumore del mare

Autori: Giovanna Astori, Andrea Masotti

Sinossi

Un uomo e una donna sono seduti di fronte su un treno che scivola lungo la costa adriatica. Beatrice è una studentessa inquieta che viaggia fra Bologna e Rimini dove vive Denis, irrisolto quarantenne coinvolto in un gruppo sovversivo, e la Puglia, terra d’origine della sua famiglia facoltosa e affettivamente distante. Luca è un infermiere marchigiano che oscilla fra un padre ingombrante e assente allo stesso tempo, le occasioni perdute con Michela e la compagnia degli amici di sempre, che fanno da sponda alla sua ricerca di identità. Quello fra Beatrice e Luca è un incontro intenso e fugace, fatto di una parola e molti pensieri, il punto d’incrocio di due esistenze piene di inconfessabili segreti e domande ancora aperte. Per un istante il desiderio di reciproca umanità pare avvolgerli, riprendendo poi rapidamente direttrici forse solo apparentemente divergenti, come linee parallele che si incontrano all’infinito sull’immenso orizzonte marino che li accompagna. Il mare, come la musica, è presenza rassicurante, nel tentativo di dare un senso alla vita, di riconciliare i padri coi figli, di trovare risposte che tardano ad arrivare.

La mia recensione

Luca e Beatrice. Un viaggio in treno, un incontro, uno scorcio delle loro vite dentro i loro pensieri, dentro la quotidianità, dentro le loro storie personali, nelle loro vite, nelle amicizie, nei sogni e nell’amaro confronto con la realtà che irrompe sempre potente e, a tratti, inattesa nella forma in cui arriva.

Due studenti, due ragazzini cresciuti attraverso le difficoltà che attendono chiunque di noi nel proprio cammino.

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Il dovere di uno scrittore è: LEGGERE

(c) Riccardo Bonuccelli
(c) Riccardo Bonuccelli

Chi ha detto che uno scrittore deve solo scrivere? Quale scrittore potrebbe essere tale se non leggesse molto o se non leggesse affatto?

Il dovere di tutti, per quanto possibile – mi rendo conto che in alcuni casi ci sono ben altri doveri – è quello di leggere, se poi si vuol essere letti allora è decisamente fondamentale leggere, leggere e leggere e solo dopo scrivere.

Questa estate mi sono dedicato a più libri del solito.

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edicole… digitali?

Este libro
Este libro (Photo credit: Wikipedia)

Stamane cercavo una copia di una rivista che a fine luglio ha allegato un libro sulla programmazione Objective C 2.0: primo volume. Dovevano essere tre volumi. Ho chiesto nei giorni scorsi in altre edicole, ma nulla, così sono entrato lì dove ho comprato il numero di luglio e… nada.

Pare che la distribuzione non mandi più la rivista, inoltre, quando mi sono guardato in giro, ho avuto una brutta impressione.

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