librerie rigorosamente (in)dipendenti

phrenetic life in palermo VII

Foto di Luca Savettiere – Flickr – nessuna modifica – Licenza

Siete mai passati in una libreria? Bello, no? L’odore della carta fresca di stampa. I volumi belli esposti da consultare, da sfogliare, da toccare. Pare che sia scientificamente provato che il tatto con il foglio di un libro provoca in alcuni uomini l’eiaculazione precoce.

Meglio una libreria che Amazon, no? Amazon uccide le librerie indipendenti, no?

Librerie indipendenti. Teniamo conto di questo aggettivo: indipendente.

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Scrivere per pochi lettori

Kindle Le parole confondono

Si sa, il selfpublishing non è per tutti (magari non per me). Le librerie sono invase di libri, su Amazon ci sono un quantitativo allucinante di ebook e ogni giorno aumentano. Ci sono di ogni specie. Ben fatti, mal fatti, orrori e capolavori. Ci arrivano editori grandi, piccoli, medi, editori a pagamento e normali autori selfpublisher.

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I dettagli… che sono sempre più banali

(CC) by Marina del Castell / Flickr. Immagine non modificara: licenza.
(CC) by Marina del Castell / Flickr. Immagine non modificata: licenza.

9 luglio 2014. Salvatore Giordano, un ragazzo di allora 13 anni e mezzo muore. Perse la vita mentre passava, il giorno 5 luglio 2014, davanti la Galleria Umberto I di Napoli coi suoi amici, un sabato pieno di sole e di vita. Una vita che gli fu sottratta ingiustamente da qualcuno che ancora non è responsabile. Quattro giorni di coma e la notte del 9 luglio Salvatore sale in cielo.

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Il dettaglio… chiamato marketing

(CC) by Andrea Ciambra. Immagine non modificata: licenza.
(CC) by Andrea Ciambra. Immagine non modificata: licenza.

Il dettaglio più banale e sconvolgente per un libro di narrativa si chiama marketing, anzi strategia di marketing. Ci sono corsi appositi per farti diventare un buon ambulante.

Sì, devi essere al pari di un venditore ambulante che passa per piazze, vicoli, stradine e spiagge e urla: “Cocco! Cocco bello, volete il cocco? Fresco e dissetante!”.

D’estate fa caldo e il cocco fresco è piacevole, oltre che buono e salutare.

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i dettagli… di un testo di narrativa

(CC) dy Andrea Ciambra. Immagine non modificata: Licenza
(CC) dy Andrea Ciambra. Immagine non modificata: Licenza

Quando si scrive si scrive. Si buttano parole una dietro l’altra, si usano termini ricorrenti, similitudini ricorrenti, tutti i personaggi incrociano le braccia sul petto, a tutti batte forte il cuore, tutti si mordono il labbro o le labbra… In un paragrafo ti capita di usare 5 volte lo stesso termine. È il tuo modo di fare, tanto l’importante è la storia, mica la forma? Non perdiamoci in inutili dettagli.

Scrivere è facile. Metti le parole parole una accanto all’altra e hai fatto. Tempo 20 giorni e hai scritto e pubblicato un romanzo, no? E magari la gente lo compra pure, in tanti lo prendono e diventi un best seller, ti pare? Al diavolo i dettagli, fanno solo perdere tempo.

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il dettaglio… della privacy

Facebook: The privacy saga continues

(CC) opensource.com nessuna modifica effettuata all’immagine: clic qui per licenza.

Quando all’inizio furono inventati i telefoni, si era anni luce lontani dall’uso che se ne fa oggi di un “telefono”. Che poi, la parola telefono nel 2015 è completamente errata. Oggi si parla di smartphone. Che tra l’altro sono computer veri e propri e sono anche più potenti del mio laptop HP Centrino che ha ben 12 anni e che con Linux ancora va avanti e mi permette di scrivere e creare ebook.

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non leggere fa bene alla salute

"Cien anos de soledad"

(CC) Rosy: nessuna modifica dell’immagine: licenza

Articolo ispirato a quello di Marco Freccero sul perché non si legge.

Perché mai uno dovrebbe leggere se oggi ci sono così tante fiction italiane che vogliono insegnarti qualcosa e che vogliono farti la morale, intrattenerti? Una mia zia diceva che guardava una certa fiction in TV perché così ogni sera stava lì a piangere. Ecco, vedi. Perché devi leggere se puoi piangere ed emozionarti davanti a un capolavoro italiano?

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Il caso dell’editoria italiana?

Mis libros de 2009

(CC) Malglam: nessuna modifica apportata: licenza

Il caso dell’editoria italiano è sempre sotto gli occhi di tutti, stavolta anche degli autori esteri tradotti in italiano. Ed è un caso generalizzato. Io, personalmente, ho smesso di credere negli editori diversi anni addietro. Eppure c’è ancora chi ci crede, chi desidera e agogna una pubblicazione con un editore. Sia ben chiaro: che ognuno si senta libero di fare ciò che vuole, di agognare, io non ne sento alcuna necessità. Gli editori li ho conosciuti di persona e non ci tengo a essere pubblicato da un editore. Non sarà un marchio editoriale a etichettarmi come scrittore e, tra l’altro, io odio le etichette.

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tu che leggi selfpublisher e dici di non farlo

Blu window
(CC) Nicola Romagna / Flickr

Sì, parlo con te. Tu che dici che è un’indecenza questa moda che ognuno si pubblica da solo senza un editore che faccia da filtro e che solo gli editori pubblicano cose di qualità.

Hai letto la trilogia delle 50 sfumature edita da Mondadori?

Sicuramente, oppure hai letto “Switched. Il segreto del regno perduto (Lain)”, edito da Fazi? Primo volume di una trilogia, tra l’altro.

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