I personaggi hanno l’anima

Quando si scrive una storia di solito si parte da un’idea, poi nella testa si genera una trama, o piccola parte di essa, si pensa, si ripensa e alla fine o si mettono da parte quelle idee se non convincono, se non è il momento per quel tipo di testo, oppure si inizia a scrivere seguendo uno schema messo nero su bianco o tutto in testa, come fa Stephen King.

Chiaramente ognuno scrive di ciò che vuole seguendo schemi oppure no, facendolo tutti i giorni o giorni a caso.

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Perché non partecipo a premi e concorsi

In genere uno scrittore deve partecipare a premi e concorsi, mettersi in gioco, giusto?

L’unico premio a cui partecipo convinto è il Premio Italo Calvino. Vi ho partecipato l’anno scorso con un romanzo e vi ho partecipato quest’anno con un altro romanzo. Ritengo questo premio costoso, sì, ma un vero trampolino di lancio per un autore e, soprattutto, perché in ogni caso forniscono una scheda di valutazione dell’opera e, in caso di vittoria, sono soddisfazioni. Be’, sono soddisfazioni a prescindere.

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Un mio racconto e alcune riflessioni sul selfpublishing

Ieri, sul blog dello scrittore Paolo Zardi, autore del romanzo “La felicità esiste” edito da Alet Edizioni, è comparso un mio articolo all’interno della sua rubrica del lunedì.

Mi ha fatto molto piacere essere contattato da Paolo e ho risposto subito alla sua proposta di scrivere qualcosa sulla mia esperienza da selfpublisher.

Vi troverete anche un racconto, Ricordi, che è il terzo racconto in ordine di apparizione nella raccolta “Deve accadere“.

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