Il selfpublishing ti dà grande slancio

(C) lisasolonynko at Morguefile
(C) lisasolonynko at Morguefile

A volte si pensa che l’essere scelti da un editore tradizionale sia la vera strada (e anche l’unica) che porta alla pubblicazione dignitosa.

Dopo aver cercato di farsi strada tra editori a pagamento, quelli a doppio binario, quelli che offrono pseudo servizi editoriali, dopo essere stati ignorati dai grandi editori, se il nostro testo ha un certo valore si finirà nelle mani di piccoli editori che varieranno la percentuale dei propri diritti d’autore dallo 0% al 3-5% massimo. Sempre che poi ti dichiarino onestamente il numero di copie venduto.

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Il selfpublisher di successo

(C) Jason Gillman at Morguefile
(C) Jason Gillman at Morguefile

Nei precedenti due articoli ho scritto del perché smettere di essere un selfpublisher e del perché continuare. Ho scritto delle cose, ma ho specificato sempre di non prenderle esattamente come sono scritte. Ognuno di quei punti menzionati meriterebbe un articolo a sé che vada a scalfire lo strato della superficie.

Probabilmente sarò stato un po’ (tanto?) negativo in questi due articoli, ma ho affrontato in piccola parte il tema in cui alcuni di noi si ritrovano. E ho scritto questi due articoli perché ho letto sempre in giro articoli simili, così ho detto un po’ la mia.

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almeno 10 motivi (buoni e cattivi) per NON rinunciare al selfpublishing

(C) wunee at Morguefile
(C) wunee at Morguefile

Se in un precedente articolo ho esaminato con un po’ di ironia i motivi per rinunciare al selfpublishing, ecco ora a voi più o meno i motivi per non farlo, ma, come già detto nell’altro articolo, vi prego di non prenderli alla lettera, va bene? 🙂 . Diciamo che sono articoli con un piccolo fondo di ironia. Non sono cattivo.

Piccola premessa. Scrivo e riscrivo testi da circa  30 anni, ovviamente non in maniera continuata, cosa che è avvenuta solo dal 2010 in poi. Leggo da circa 27 anni.

A me piace la regola numero 30 😉 .

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almeno 10 motivi (buoni e cattivi) per rinunciare al selfpublishing

Ogni tanto fa moda. Parliamone ogni tanto.

(C) Ladyheart at Morguefile
(C) Ladyheart at Morguefile

Qualche giorno fa leggevo un articolo su Wired.it. L’articolo si intitolava: “Quali sono i migliori nuovi 10 selfpublisher italiani?”. Ecco era solo un titolo da clic. Cioè?

Arrivati sull’articolo l’autore spiegava che forse tra 4-6 mesi ci dirà quali sono questi 10 nuovi migliori selfpublisher. Chiaramente, visto che i l fenomeno del selfpublishing interessa sempre tutti nel bene e nel male, deve aver fatto un buon numero di clic senza dire nulla o molto poco.

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c’era una volta il beta reading

Scrivere è relativamente semplice, giusto? Tutti sappiamo mettere parole una dietro l’altra, concludere una storia, finire la prima stesura, ma saper scrivere davvero è un’altra cosa.

Non è la realizzazione della prima stesura a stabilire che si sa scrivere e che abbiamo finito con quel testo, anzi, direi che non abbiamo nemmeno iniziato.

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L’ultima revisione: leggere e rileggere, correggere e ricorreggere

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Nella vita dello scrittore appassionato c’è un tempo per la mera scrittura e quello per la riscrittura.

Cosa intendo per mera scrittura? Quella di chi deve completare la storia attraverso la conclusione dell’intero libro e che deve tracciare i fili della trama, dell’evolversi delle vicende e che non ha modo di rendere perfetta la scrittura al punto tale che non serve rileggere nulla nel momento in cui si è messa nero su bianco l’ultima scena.

Spesso quando inizi una nuova storia non sa se la porterai avanti e se il tempo ti permetterà di concluderla, diciamo che al 90% ce la fai. Solo allora sai che le cose devono essere riviste. Non puoi proprio farne a meno.

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diario scrittorio: giovedì, 7 gennaio 2016

diario-scrittorio

Buon anno nuovo.

Chi segue questo blog da anni, ricorderà che durante le festività natalizie passate davo consigli per le letture, facevo gli auguri di Natale. Diciamo che un po’ di tradizioni si sono perse per strada, anche perché un consiglio di lettura si può dare sempre.

Come inizia questo 2016 e cosa porterà?

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io sono Andrea, Francesco, Giulia, Joe, Will, Davide, Daniele, Gianluca…

Photo by FidlerJan at Morguefile, License here.
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Chi sono Andrea, Francesco, Giulia, Joe, Will, Davide, Daniele e Gianluca?

Andrea, Francesco e Giulia sono i miei tre personaggi che animano le pagine della trilogia “Le parole confondono“, una storia di amore e amicizia con alcuni risvolti drammatici e di inno alla vita. Che poi dire trilogia è una parola grossa. Allo stato attuale “Le parole confondono” si compone di un unico volume già pubblicato e disponibile in ebook e cartaceo.

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