
Durante la lettura della tetralogia de “L’amica geniale” di Elena Ferrante, il personaggio di Elena Greco, scrittrice, si chiede spesso se la sua sia letteratura, se nelle storie che scrive in realtà manchi l’anima, se manchi tutto ciò che voleva davvero dire, come gli fa notare uno dei personaggi lettore.
Non so se riesco a spiegarmi, ma leggendo un testo di un altro autore si capisce quanta anima c’è dentro o meno, perché emoziona, accanisce, si resta incollati alla storia, ma, soprattutto, ai personaggi.






