Il premio Strega e Amazon…

(C) Jamierodriguez37 at Morguefile
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La notizia è vecchissima. È datata 1 aprile. Sono stati annunciati gli autori candidati al premio Strega. Tutti scrittori con alle spalle grosse case editrici, ma quest’anno c’è anche un autore Amazon e Amazon non c’è mai stata al premio Strega (e nessuno sopporta Amazon, giusto?). In lista c’è poi anche una casa editrice indipendente: La Nave di Teseo.

L’autore che molti hanno scambiato per selfpublisher al premio Strega che, chiaramente, non vedeva mai richiamare piccoli editori o selfpublisher è Riccardo Bruni col suo La notte delle Falene.

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il genere più venduto… e che rende famosi

(C) Dianne Hope at Morguefile
(C) Dianne Hope at Morguefile

Quando un testo narrativo incontra un lettore, la prima domanda che quest’ultimo si pone è: di cosa si tratta?

Il genere di un testo narrativo serve un po’ per assicurarsi di non andare fuori binario. Se non amo i romanzi d’amore, ma solo le storie di fantascienza, allora devo sapere che tipo di libro ho davanti. Il titolo, la copertina e la trama dovrebbero già assolvere al loro compito di permettere di riconoscerne questo famoso genere. Leggere magari anche i primi capitoli può far capire se è davvero così, oltre al fatto che spinge ad affrontare il testo e lo stile dell’autore, in modo da capire se un romanzo può davvero interessarci o meno, cosa che consiglio a prescindere da tutto.

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il lavoro di editing e la scrittura nel mondo del selfpublishing

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(C) jdurham at Morguefile
(C) jdurham at Morguefile

Da quando ho iniziato a scrivere per la prima volta è passato moltissimo tempo, quasi due decadi. Ho pubblicato un racconto lungo, due raccolte di racconti brevi e due romanzi e si spera per fine aprile/inizio maggio di pubblicare il terzo romanzo (che tra l’altro si lega al primo).

Scrivere è importante per uno scrittore, più scrivi più migliori, ma il vero problema sappiamo bene che sta nel modo in cui si scrive, ovvero nelle modalità (se stai in silenzio o se i nipotini stanno urlando e litigando per un gioco sul tablet, se qualcuno ti interrompe ogni 5 minuti perché devi fare delle cose) e nel grado di attenzione che è possibile dedicarci (magari hai avuto una giornata di lavoro pesantissima e sei sfinito, non hai tempo e concentrazione sufficiente).

Spesso siamo frenati da un quantitativo di regole assurde che non è possibile applicare mentre si scrive la prima bozza. Si prova, ma la prima bozza sarà completamente diversa dal romanzo che si pubblicherà alla fine.

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diario scrittorio: lunedì, 19 aprile 2016

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Come vanno le trame scrittorie?

Diciamo che in attesa che alcuni beta reader terminassero la lettura del prossimo romanzo in pubblicazione, avevo ripreso a editare quello che dovrebbe essere il prossimo romanzo dopo il prossimo in programma di pubblicazione erotico con agganci alla realtà dei potenti.

Mi volevo anticipare, anche perché il lavoro su un romanzo non termina mai.

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L’universo narrativo e il #selfpublishing

(C) quicksandala at Morguefile
(C) quicksandala at Morguefile

Ho spesso letto libri di genere diverso e di un diverso numero di pagine. Ho letto tomi da 1300 pagine e novelle da 120 pagine. Stephen King in certi casi ha bisogno di quelle 1000-1200 pagine per creare un intero mondo, un universo narrativo complesso composto da un gran numero di personaggi e da intere cittadine inventate con tanto di nomi di strade e di negozi, di storia della cittadina stessa, tradizioni e misteri insoluti.

Uno dei miei libri preferiti di King è Dolores Claiborne. L’ho letto diverso tempo fa, era il 1993, e ricordo che aveva uno stile bello originale, scritto in prima persona. Si parla di una eclissi di sole e l’ambientazione è addirittura un’isola. King ci porta dentro una comunità, una piccolissima cittadina posta su questa isola dove si conoscono tutti, e crea un universo narrativo bello preciso. Non usa nemmeno troppe pagine. Circa 267 pagine.

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Scrivere è divertirsi… #selfpublisher soddisfatti si diventa

(C) ditfeet at Morguefile
(C) ditfeet at Morguefile

Mi sembra quasi impossibile, ma nell’attesa dei miei beta reader mi sto divertendo molto nella revisione del romanzo che uscirà dopo il prossimo che pubblicherò.

Per il momento lo revisiono, solo perché mi serve rimettermi al passo con la storia, non perché sia finito. So bene che non basterà una sola revisione e che manco 5 saranno sufficienti.

La storia è lunga perché non esiste un solo protagonista. In questo romanzo sull’editoria e su altre storie ci sono tante trame parallele che percorrono il testo e i personaggi vivono in modo indipendente il loro rapporto personale con la scrittura e l’editoria e con il mondo difficile. Mondo che in questo caso è ambientato a Roma.

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diario scrittorio: lunedì, 21 marzo 2016

diario-scrittorio

Come passa il tempo, vero?

Il 21 marzo. Data importante, no?

Il 21 marzo rappresenta il primo giorno della primavera, ma chi ha letto il mio romanzo “Le parole confondono” sa bene che oggi, più precisamente nella notte che spinge il 20 marzo verso il 21, Andrea Marini, il protagonista della storia, subisce un grande torto.

Uno dei tanti, ma di sicuro il più violento di tutti, il più indesiderabile. Eppure Andrea non se ne rende conto, ma è forte, saprà uscirsene, o forse no?

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il #selfpublishing è il male estremo: annientiamolo

(C) ScottS at Morguefile
(C) ScottS at Morguefile
Tutti si lamentano dell’editoria, ma spesso nessuno ne sa a sufficienza. Nessuno è a contatto con editori per poter dire: «Ehi, ma è vero!».

E alla fine il problema che si riscontra non è l’editoria, ma il selfpublishing. Certo, se ci fermiamo a un’analisi superficiale è così che va a finire. È sempre e solo colpa di quella brutta gente che scavalca l’editore e si pubblica da sola e, fino a prova contraria, è proprio così, giusto?

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Lungo, corto, leggibile, illeggibile… romanzi e dimensioni

(C) dhester at Morguefile
(C) dhester at Morguefile

È cosa nota che un libro di certe dimensioni spaventa sempre. Certe dimensioni… ma si parla di libri o di apparati genitali maschili?

A volte il richiamo al concetto di lunghezza spinge a fare certi pensieri, no? Ci si confonde… si pensa al numero di centimetri/pagine.

Ironia a parte, la confusione potrebbe venire fuori quando un libro non è un granché, eppure mi sono messo a studiare e ho visto che uno dei libri più letti del pianeta arriva quasi a 600 pagine. Più letto, ma anche più vomitato.

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